
Amiamo il Regno Unito: è stata la meta di numerosi viaggi e di periodi di studio della lingua e della letteratura. Amiamo la campagna inglese con i villaggi della tradizione, con le blackface sheep, il pub con le bitter, il coffee shop o il tea shop con le crumbles, le Victorian sponge ed il cream tea, la chiesa normanna, i cottage con i meravigliosi giardini in fiore; le cittadine vittoriane che si affacciano sul mare; le storiche università, ma anche le grandi città: certo Londra non è il Regno Unito, però in suo metro quadro si può trovare il mondo e tutto quanto una persona si può aspettare da un viaggio.
Il viaggio che state per leggere si è svolto nell’arco di tre settimane, tra luglio ed agosto, in camper, ma può essere fatto anche in automobile avvalendosi dei numerosi bed & breakfast che si incontrano lungo il tragitto (per questi ci si può anche rivolgere ai Tourist Information Office presenti in ogni località). Le contee attraversate sono state: l’East ed il West Sussex, l’Oxfordshire ed il Kent. Abbiamo inoltre fatto una breve visita a Londra.
Nei nostri viaggi in camper, soprattutto nei lunghi tragitti dell’andata e del ritorno, amiamo ascoltare molta musica e, per noi, ogni viaggio ha anche una sua particolare colonna sonora. Del viaggio che state per leggere ci piace ricordare: The Housemartins, band indie pop attiva negli anni ’80, con gli album “London 0 Hull 4”, “The People who grinned themselves to death” e l’antologico “Now that what’s I called quite good”, e gli album di Elvis Costello (il perché lo capirete più avanti).
Alla fine del viaggio troverete delle informazioni utili sul viaggio, sul cibo e lo shopping che, speriamo, possano essere d’aiuto.
Verso Dover
Partiamo nel tardo pomeriggio e passiamo la notte in un grande parcheggio, in corrispondenza di un distributore di benzina, lungo l’Autostrada appena fuori da Lucerna (Luzern-Neuenkirch West). Non è la prima volta che ci fermiamo in questo parcheggio e, al costo di circa € 10, trascorriamo una notte tranquilla. Se per attraversare la Svizzera in direzione Basilea ci siamo sempre avvalsi dell’autostrada, per la Francia, invece, c’è l’alternativa delle strade statali. Questa volta però optiamo per le autostrade e nel pomeriggio di domenica (siamo partiti di buon’ora) raggiungiamo la città di Calais. Parcheggiare a Calais non è difficile: c’è un grande parcheggio a ridosso della città, in prossimità di un canale, aperto ai camper, che può essere utilizzato anche per la notte. Calais vale una breve visita perché interessanti sono il lungo mare e la via principale con i suoi negozi.
Alle 7,30 del giorno dopo, il traghetto, che abbiamo prenotato online dall’Italia (per noi da preferire all’acquisto del biglietto fatto in loco), lascia Calais.

Arrivati a Dover, decidiamo di seguire la litoranea. Siamo nell’East Sussex. La strada si snoda tra villaggi caratteristici, prati con le pecore, qualche città (Eastbourne, che merita una visita), e corre spesso lungo le dune che proteggono la spiaggia. Frequenti sono i cartelli con i limiti di velocità (30 miglia all’ora ovvero circa 48 kilometri orari) e quelli che noi chiamiamo autovelox e che da loro si chiamiamo “speed camera”.
Seven Sisters Country Park

E’ la nostra prima visita di questo viaggio. Il parco è composto da circa 280 ettari di bianche scogliere, di prati dove liberamente pascolano animali. Il sentiero che corre lungo la scogliera e che in parte percorriamo conduce a Beachy Head, un promontorio calcareo, con il suo famoso faro. Il posto è incantevole: il verde smeraldo dei prati, punteggiato dal colore del manto degli animali – mucche, cavalli, pecore – si unisce al bianco della scogliera e delle onde che s’infrangono e all’azzurro del mare, mentre gli uccelli attraversano il cielo. La giornata è bellissima e lo spettacolo della natura ne giova. Non c’è da scoraggiarsi però se c’è un po’ di nebbia o un tempo meno clemente: è sempre un grande spettacolo, romantico e … “molto inglese”.
Brighton
Non possiamo non fermarci a Brighton. E’ una grande città balneare, da sempre molto amata dagli inglesi e dai molti turisti che visitano l’Inghilterra, che, per motivi di studio e di lavoro, conosciamo molto bene. Per visitarla si possono utilizzare i parcheggi a pagamenti ai lati delle strade che corrono lungo la spiaggia (Marine Parade, King’s Road, Madeira Drive), mentre per la notte o per fermarsi più giorni bisogna utilizzare il campeggio gestito dal Caravan e Motorhome Club, aperto tutto l’anno, con 212 posti, di cui più di 100 “hardstanding” (su superficie dura, utile in caso di prolungata pioggia) , situato nell’East Brighton Park, in Wilson Avenue, alle seguenti coordinate GPS: Lat 50.82229 / Lon -0.09737N 50°49’05”. E’ aperto anche ai non soci del club, però, per la nostra esperienza, è molto difficile trovare posti liberi, se non si è prenotato con, talvolta, mesi di anticipo (soprattutto se si decide di andare nei mesi di luglio ed agosto). Un’ottima alternativa, appena fuori Brighton, è il campeggio Washington Caravan & Camping Site, in London Road , Pulborough RH20, 4AJ. Il villaggio è collegato con gli autobus (c’è una fermata vicino al campeggio) a Brighton e le corse, seppure non molto frequenti, permettono un’agevole visita della città.In questo viaggio noi parcheggiamo lungo King’s Road, mentre per la notte sosteremo nel campeggio di Pulborough
Cosa visitare

Volutamente non vogliamo essere esaustivi: per questo riteniamo che una buona guida – noi preferiamo le “Lonely Planet” – vi possa essere d’aiuto. Quella che segue è una selezione dei luoghi che per noi non possono mancare una volta in Brighton e che, con l’esclusione del Royal Pavilion, abbiamo visitato in questo nostro viaggio. North Laine. Un’area residenziale e per lo shopping, alternativa, con i suoi numerosi caffé, bar, bancarelle, bric-a-brac, boutique dal gusto retro o new age, negozi di antiquariato, teatri (come Komedia, che occupa un vecchio supermercato Tesco), salvata dalla demolizione negli anni ’70 ed ora affollata di giovani e turisti. Kensignton Gardens, Gloucester Road, Upper Gardner Street sono le sue principali vie. Chi ama i vestiti vintage può andare da “Beyond Retro” al 23 di Gloucester Road, mentre ottime bric-a-brac sono: Snoopers Paradise, 7-8 Kensington Gardens; North Laine Antique and Flea Market, 5-5A Upper street; Brighton Flea Market al n. 31 di Upper Street. La spiaggia. Fatta di ciottoli, dove turisti e vacanzieri, su sdraio con la tela a righe quasi sempre bianca e blu, da noleggiare sulla spiaggia, prendono il sole. I più temerari fanno il bagno, mentre qualche signore inglese con un metal detector è alla ricerca di oggetti in metallo. La spiaggia è fiancheggiata da negozietti e vivaci ristoranti dove è possibile gustare, oltre al fish and chips tradizionale, frutti di mare, vongole e gamberetti, serviti in bicchierini e contenitori di plastica, da gustare ai tavolini oppure mentre si è sdraiati al sole. Nel mare si proietta il Palace Pier, il molo inaugurato alla fine del XIX° secolo e da allora uno dei luoghi che identifica Brighton. Sulle panchine in legno i pensionati prendono il sole, mentre ragazze e ragazzi, inglesi e provenienti da tutto il mondo, entrano nei locali con i videogame. Anche qui è possibile trovare ristoranti e pub. The Royal o Brighton Pavilion. E’ una palazzo costruito tra le fine del ‘700 e l’inizio dell’’800, le cui cupole, i minareti, i lampadari, i vasi, la carta da parati degli interni ed i numerosi suppellettili sono fatti sui modelli e colori della Cina e dell’India. E’ un pezzo di storia inglese che esprime il gusto per l’esotico degli anni in cui fu costruito e l’importanza di Brighton in quel periodo per la famiglia reale e gli aristocratici inglesi. Le cose cambiarono con la regina Vittoria che riteneva gli abitanti di Brighton “indiscreti e fastidiosi”, il Pavillion inadeguato nei suoi spazi per la sua numerosa famiglia, e con l’arrivo della ferrovia nel 1841 quando Brighton inizio ad essere una meta turistica popolare.

Il “cream tea” al Mock Turtle. Al n. 4 di Pull Valley, vicino alla stazione degli autobus, il Mock Turtle è la tea room del tempo che fu (comunque hanno anche una pagina facebook). Su due livelli, con alle pareti quadri, tazze e piattini dal gusto retro, dalla sua minuscola cucina escono favolose torte, qualche zuppa e sandwich, ma è soprattutto per il cream tea che questo piccolo locale è conosciuto. Cream tea che onoriamo anche in questo viaggio.
Terzo giorno
Siamo nella contea del West Sussex. Visitiamo Arundel, il villaggio ed il castello, medievale, residenza di campagna di diverse famiglie aristocratiche inglesi, nel corso dei secoli più volte assediato e restaurato. Da vedere, nei terreni ad ovest del castello, l’insolita chiesa gotica perpendicolare, divisa in due aree, una per gli Anglicani ed una per i Cattolici.
La seconda tappa della giornata è Chichester, che con i suoi circa 25.000 abitanti è l’unica città della contea. Fu fondata dai Romani (interessante, a tale proposito, la visita al museo The Novium) ed occupò sempre un posto rilevante nella storia della regione.
Passeggiando lungo le quattro principali vie del centro storico, vivaci, affollate e costellate di negozi e bar, abbiamo apprezzato:
- The Butter Market, in North Street, un edificio costruito all’inizio del XIX° secolo, su disegno dell’architetto John Nash, come sede di mercato e poi ampliato e restaurato nel secolo scorso;
- Chichester Cross, posta all’intersezione delle quattro vie, una struttura tipica delle città di mercato, che indica il luogo in cui si svolgeva il mercato nelle città che avevano ricevuto tale diritto dal monarca, l’arcivescovo o il signore locale;
- la cattedrale di Chichester ovvero la Cathedral Church of the Holy Trinity. Due sono gli stili architettonici: gotico e normanno. E’ stata definita come “la più tipica cattedrale inglese”, certo è che presenta due caratteristiche che nessun altra chiesa medioevale inglese: ha il campanile staccato dal corpo centrale dell’edificio e due navate.
Per chi dovesse recarsi a Chichester nei mesi di giugno e luglio ricordiamo che nella città si organizza, nel corso di quattro settimane, un interessante ed internazionale festival di arte e musica.

A circa tre kilometri da Chichester, visitiamo il villaggio di Bosham che come dicono gli storici del paesaggio è un “nucleated village or clustered settlement “, ovvero un villaggio le cui case e fattorie si sviluppano attorno ad una chiesa entro uno spazio ben definito confinante con un’area in cui c’è solo verde. Bosham si affaccia sul mare e per noi è anche un bel villaggio con una strada che finisce nell’acqua, che ritorna strada con la bassa marea, protetto da in larga parte da una parete di mattoni, con dei bei cottage, ed un buon cream tea.
Quarto giorno
Al mattino visitiamo la magnifica residenza con giardino di Petworth costruita secondo lo stile barocco europeo. E’ posta sotto la protezione del National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty, https://www.nationaltrust.org.uk , che è un’organizzazione, fondata nel 1895 con circa 6 milioni di iscritti, il cui scopo è di preservare, proteggere e conservare l’eredità storica e naturale dell’Inghilterra, del Galles e dell’Irlanda del Nord. Nei nostri viaggi nel Regno Unito spesso visitiamo dimore e siti naturalistici del National Trust ed utilizziamo la tessera del Fondo Ambiente Italiano – FAI, https://www.fondoambiente.it, che ci garantisce l’ingresso gratuito.
Alla sera raggiungiamo un campeggio a Horsley, a circa 21 miglia a sud-ovest di Londra sulla A246. Il campeggio appartiene al Camping and Caravanning Club (vedi nota alle fine): decidiamo di iscriverci perché, oltre agli sconti sulle tariffe, risulta più agevole la ricerca e soprattutto la prenotazione per i giorni che verranno perché spesso i campeggi sono solo per gli iscritti.
Quinto giorno
Visitiamo i Royal Botanic Gardens, o più semplicemente Kew Gardens, un complesso di serre e giardini, a circa 10 km sud-ovest di Londra. Nel parcheggio del sito lasciamo il nostro camper per tutto il tempo della visita. I Kew Gardens vennero fondati nel1840, sono un World Heritage Site dell’Unesco nonché una grande attrattiva di Londra. Nella nostra passeggiata, abbiamo visitato le principali serre – Palm House, Temperate House, Princess of Wales Conservatory; l’Arboretum con i suoi 14.00 alberi provenienti da tutto il mondo; la Pagoda; l’Herbarium, uno dei più grandi al mondo, la biblioteca (con circa 750.000 volumi) e varie gallerie con stampe e disegni di piante. Nel percorso scopriamo che, in un padiglione all’aperto, Elvis Costello sta facendo le prove per lo spettacolo che si sarebbe tenuto alla sera. Come molti altri visitatori ci fermiamo ad ascoltare: chitarra e voce: è sempre un grande! Al termine delle prove ce ne andiamo con un po’ di amaro in bocca perché se avessimo controllato l’home page del sito avremmo sicuramente saputo del concerto. Ce lo ricorderemo in futuro e lo suggeriamo anche a voi che state leggendo.I concerti si tengono nel periodo estivo e potete trovare tutte le informazioni all’indirizzo http://www.kewthemusic.org.
Alla sera ritorniamo in campeggio a Horsley
Sesto giorno

Visitiamo Hampton Court. E’ un palazzo reale che venne costruito agli inizi del 1500 e che ora, a seguito degli ampliamenti nel corso della sua storia, è un bell’esempio di architettura Tudor e barocca, con elementi vittoriani nei giardini esterni. La nostra visita si è sviluppata lungo l’itinerario di chiunque visita il castello. Ovvero è iniziata con gli appartamenti ufficiali di Enrico VIII, la Great Gatehouse di Wolsey, la Great Hall con il soffitto a travi dipinte e i rivestimenti con arazzi fiamminghi, la Great Watching Chamber, la magnifica Chapel Royal, la cappella reale con la volta blu, le cucine Tudor e le cantine. E’ continuata negli sfarzosi appartamenti barocchi di re Guglielmo III e della regina Maria: la Queen’s Presence Chamber, la sfarzosa Sala da Pranzo, la Sala delle Udienze, la Privy Chamber, la Sala della Ritirata, la grande Camera da Letto e lo Studiolo. Per concludersi nei giardini reali, con la Great Vine che ancora produce circa 320 kg di uva all’anno (si trova nei Riverside Gardens), nel grande parco che circonda il castello e che ospita anche il Real Tennis Court, il campo da tennis costruito intorno al 1620, destinato a un gioco comunque diverso dal tennis che conosciamo, e nel The Maze, il famoso labirinto risalente alla fine del seicento e lungo 800 metri (siamo stati nella media avendo impiegato circa venti minuti per ritrovare l’uscita).
Riprendiamo il nostro camper dal parcheggio del Castello e ritorniamo al alla sera siamo campeggio a Horsley
Settimo giorno
Visitiamo Eton: dall’esterno ammiriamo il famoso college, la scuola privata più prestigiosa del Regno Unito, da sempre culla di gran parte della classe dirigente del paese.
Un ponte collega Eton al castello di Windsor, residenza reale. Occupa 13 acri ed è un insieme in cui convivono una fortificazione, un palazzo ed una piccola città ed in cui sono recuperabili elementi gotici reinventati in uno stile moderno, georgiani e vittoriani. La visita si sviluppa attraverso due cortili, Centrale e Superiore. Da non mancare: gli appartenenti reali nel cortile superiore, la Saint George’s Chapel, nella parte inferiore del castello e le due terrazze, entrambe costruite nel XVII° secolo: da quella Nord c’è una bella vista sul Tamigi, mentre la Est si affaccia sui giardini, visitabili solo un alcuni giorni dell’anno (il parco, invece, è privato).
Alla sera arriviamo al campeggio del club a Chadlington, vicino a Chipping Norton, nella contea dell’Oxfordshire.
Ottavo giorno
Visita di Oxford, sede della più antica università anglosassone, centro di studi ed insegnamento a partire dal 1096. La visita della città non può che ruotare attorno ai College, visitabili in determinate ore del giorno, a pagamento o gratuitamente. Per controllare i giorni e gli orari delle visite, come pure l’eventuale costo dell’ingresso, il consiglio è di controllare sempre il sito web di ogni College.
I College che abbiamo visitati sono stati: il Christ Church College, in St. Aldates, con la sua cappella che è anche la Cattedrale della città, la Great Hall ossia il Refettorio, ispirazione per i creatori del magico mondo di Harry Potter, l’ imponente scalinata che vi porta al Tom Quad, il cortile quadrangolare più grande di Oxford, il Christ Church War Memorial, in ricordo dei caduti della prima guerra mondiale, il Christ Church Meadow, un delizioso spazio verde all’esterno contornato da un ramo del Tamigi chiamato Isis e dal fiume Cherwell, con bella vista sul college e nella parte nord, lungo la Broad Walk, sul Merton College e la sua cappella. Il Magdalen College, in High Street, con i suoi 40 ettari di prati, boschi e sentieri, l’elegante ingresso vittoriano e la splendida torre campanaria del quattrocento. Risalendo un po’ l’High Street e prendendo a sinistra per Merton Street, si raggiunge il Merton College, uno dei più antichi ed il primo ad essere concepito per formare una comunità, con alloggio, di studenti e professori. Incantevoli il Mob Quad, la cappella e la Old Library. Il All Souls College, sempre in High Street, tra i più prestigiosi e di altissimo livello, dalla bella facciata, l’intatto cortile quadrangolare anteriore con la splendida meridiana progettata da Cristopher Wren, e le due torri in stile goticheggiante.
Oltre ai College, la nostra visita ha incluso: uno scorcio degli splendidi Botanic Gardens, i più antichi della Gran Bretagna, una volta usciti dal Magdalen College in High Street; la Bodleian Library, in Broad Street, un imponente edificio che conserva 9 milioni di volumi, una delle più antiche biblioteche pubbliche al mondo, nella parte aperta al pubblico: Old Schools Quadrangle, il cortile giacobino e la Divinity School, la più antica sala destinata agli esami di tutta l’università; la Radcliffe Camera, la vecchia biblioteca, immediatamente a sud, ora utilizzata come sala di lettura, e la bella St. Mary the Virgin, la cui torre offre una stupenda vista della Radcliffe Camera ed una panoramica della città; lo Sheldonian Theatre, sempre in Broad Street, la prima opera di Cristopher Wren ed ispirato alle forme classiche del teatro di Marcello Roma, ora sede di cerimonie universitarie e di concerti pubblici e dalla cui cupola si ha un’altra bella veduta della città.
Nel percorso fatto abbiamo anche visto: il New College, in Holywell Street, non molto distante dalla Bodleian Library per raggiungere il quale si passa sotto il Bridge of Sight, una copia del famoso Ponte dei Sospiri di Venezia; il Trinity College in Broad Street con il vicino Exeter College in Turl Street; il Brasenose College, vicino alla Radcliffe Camera, il Corpus Christi College, in Merton Street, con la sua insolita meridiana a forma di pellicano. Avrebbe meritato una visita anche l’Ashmolean Museum, il più antico museo pubblico della Gran Bretagna, con la sua vasta collezione di opere d’arte e antichità, ma il tempo a disposizione non l’ha permesso (d’altro canto, lo stesso museo, per essere visitato con attenzione forse meriterebbe più di una giornata).
In tutte le vie di Oxford si possono trovare coffe o tea shops, pub e ristoranti dove riposarsi oppure ci si può spostare lungo le sponde del fiume Cherwell e del ramo del Tamigi per un picnic. Se si vuole c’è anche un mercato coperto in Cornmarket Street, interessante (lo si più raggiungere anche da un ingresso in High Street) dove i turisti amano assaggiare un grande biscotto dal nome Ben’s cookie.
Alla sera siamo nel campeggio di Chadlington.
Nono giorno
Essendo domenica, lasciamo il campeggio con l’intenzione di fermarci in qualche car boot sale. Invece troviamo uno Steam and Vintage Show: splendido come testimoniano le fotografie che potete vedere nel blog.
Decidiamo di fare un breve giro nelle Cotswolds: Bourton-on-the-Water, con troppa enfasi definita la “Venezia delle Cotswolds”, perché il centro del villaggio si sviluppa lungo il fiume Windrush, attraversato da cinque piccoli graziosi ponti e su cui si affacciano molte delle sue case fatte di sassi. Comunque splendida anche se ci sono sempre troppi turisti e molti negozi sono smaccatamente turistici.
Stow-on-the-Wold. Un villaggio con otto strade che convergono nella Market square risalente al 1627, dove anticamente gli allevatori di pecore si riunivano per comprare e vendere il bestiame. Peccato però che oggi la piazza , come spesso capita in queste zone, è aperta al traffico veicolare.
Alla sera restiamo nel campeggio di Chadlington.
Nota per i nostri lettori. In futuro avrete modo di leggere un viaggio nelle Cotswolds molto più dettagliato.
Decimo giorno

Ci muoviamo lungo a valle del Tamigi, sempre nell’Oxfordshire. Facciamo delle brevi passeggiate a Abington-on-Thames, Dorchester-on-Thames, Henley-on-Thames.
Lungo il percorso ci sono dei begli scorci del fiume che scorre placido nella campagna.
Alla sera ci fermiamo nel campeggio Swiss Farm Touring & Camping, in Marlow Road, Henley on Thames, Oxfordshire, RG9 2HY, email: info@swissfarmhenley.co.uk
Undicesimo giorno
Transitiamo nella Greater London, la guida è impegnativa ma ben diretta dalla navigatrice Cristina.

Visitiamo Ham House and Gardens, in Ham Street, Ham, Richmond, sobborgo di Londra. La costruzione risale al XVII° secolo: la visita della casa è interessante, non di meno lo sono il giardino murato e la vegetazione. Per il National Trust è uno dei “rari esempi della vita, dei tesori e dell’architettura del XVII° secolo”.
Lasciamo il camper nel parcheggio all’esterno della casa e facciamo una bella passeggiata lungo il fiume con vista sulle aristocratiche case costruite lungo la riva, sulle numerose barche che percorrono il fiume, con sullo sfondo il il profilo del quartiere londinese di Richmond-upon-Thames, che alla fine velocemente visitiamo.
Alla sera, sempre in un campeggio del Club, siamo a Crowborough. L’indirizzo del campeggio è: Crowborough Camping and Caravanning Club Site, Goldsmith Recreation ground, Eridge Road, East Sussex, TN6 2TN, Tel. +44 01892 664827
Dodicesimo giorno
Ritorniamo nel West Sussex e visitiamo Lindfield, di antiche origini sassoni. E’ il tipico villaggio inglese, con l’high street, l’antica strada medioevale, con ai lati alberi di tiglio, con più di quaranta case in graticcio ed in mattoni, occupate ora da numerose negozi e bar, che termina con uno stagno naturale dove vivono pesci, anatre ed aironi.
Nymans house and gardens ad ovest del villaggio di Handcross è la nostra successiva tappa. Di proprietà del National Trust, i giardini sono magnifici ed acquistano una dimensione romantica quando includono quello che resta dell’ala sud della casa bruciata nel 1932.
Alla sera ritorniamo nell’accogliente campeggio di Crowborough.
Tredicesimo giorno

Visitiamo Standen House and Garden, residenza aristocratica, in stile Arts and Crafts, realizzata con elementi di o ispirati da William Morris, anch’essa di proprietà del National Trust. Bei giardini.
La tappa successiva è East Grinstead. La parte storica della cittadina, con l’ High Street, le case a graticcio ed in pietra dei secoli passati meritano la visita
Alla sera in campeggio a Crowborough
Quattordicesimo giorno

Ci spostiamo nel Kent e visitiamo il villaggio di Chiddingstone, posto sotto la tutela del National Trust dal 1939, uno dei più belli ed antichi della contea. Ha una unica stretta via, con pavimentazione a ciottoli, e case in ottimo stato di conservazione risalenti al periodo Tudor (XVI° secolo).
Lewes, nel West Sussex, è la successiva tappa. La cittadina ha un passato storico importante, testimonianza del quale sono il castello, costruito nel tardo XI° secolo, con l’annesso museo, la casa in stile Tudor, di Anne Cleves, una delle otto mogli di Enrico VIII°, i resti di un priorato cluniacense . Conosciamo la cittadina e per questo visitiamo alcuni bric-a-brac e charity shops. Scopriamo però che non conviene più come una volta: troviamo solo qualche vinile e qualche tazza.
Trascorriamo la notte in un campeggio della cittadina.
Quindicesimo giorno
Ritorniamo nel Kent, che non lasceremo più fino alla fine del nostro viaggio.
Visitiamo Tonbridge: è la tipica cittadina inglese, anticamente città mercato, con via centrale, negozi, castello ed un fiume, il Medway. Visitiamo dei charity shops e trova conferma l’opinione maturata a Lewes: in questo caso, solo oggetti nuovi, standardizzati, con prezzi alti.

La prossima tappa è Ightham Mote: una casa risalente al XIV secolo, con fossato, definita “the most complete small medieval manor house in the county”: davvero interessante. Anche questa proprietà appartiene al National Trust.

Knole, un’imponente residenza di campagna situata all’interno di un grande parco di circa 1000 acri. Fatta costruire dall’arcivescovo di Canterbury nel XV° secolo, poi passata a re Enrico XVIII infine alla famiglia Sackville West, che tuttora ne occupa una grande parte, la restante con un piccolo giardino è invece sotto il controllo del National Trust. Questa residenza è l’opposto della precedente: ogni cosa qui è dimostrazione di potere e ricchezza.
Ultima tappa della giornata è Sevenoaks: come Tonbridge è una cittadina molto inglese.
Nel campeggio di Olbury Hill, del Camping and Caravanning Club, passiamo la notte. L’indirizzo è: Styants Bottom Rd, Sevenoaks TN15 0ET, Tel.: +44 1732 762728
Sedicesimo giorno

Penhurst Castle and Gardens. Furono fatti costruire da un ricco mercante di lana nel XIV° secolo, poi la proprietà passò ad aristocratici vicini alla corona. Il castello ha, all’inizio, un’imponente e grande sala di ricevimento rimasta come 600 anni fa circa. I giardini protetti da mura sono splendidi.
Alla sera torniamo al campeggio di Olbury Hill.
Diciassettesimo giorno

Royal Turnbridge Wells: ricca e molto inglese nella parte della passeggiata chiamata ora Pantiles, costruita sul finire del XVII° secolo quando la città viveva un momento di grande espansione. Si presenta come un bel colonnato georgiano che conduce alla fonte che dà il nome della città e che da sempre è un’attrattiva per i turisti (l’acqua è ricca di ferro e viene servita, durante il periodo estivo da persone in costume, i “dippers”). Sotto il colonnato si trovano numerosi ristoranti, bar, negozi, gallerie d’arte.

Scotney Castle, altra proprietà del National Trust. In realtà è un complesso composto da una casa di campagna costruita nell’800 con interessanti interni compresi tra il periodo vittoriano e la fine de XX° secolo. Nei bei giardini si trova il castello medioevale, che fu costruito per difendersi dall’invasione normanna e che venne parzialmente distrutto dal proprietario nell’ottocento per seguire la moda di allora che voleva la presenza di rovine nei giardini delle grandi residenze.
Alla sera ci fermiamo al Broadhembury Holiday Park. Fa parte di un gruppo di campeggi sparsi nel Regno Unito: ci danno un libriccino con l’elenco (che conserviamo): si dichiarano di ottima qualità: è il secondo che visitiamo nei nostri viaggi ed è vero. Ci fermeremo quattro notti. Il campeggio si trova in Steets Lane, Kingsnorth, Ashford, Kent, TN26 1NQ
E’ la prima sera “inglese:” rintanati nel camper, fuori vento e piaggia, il cielo tutto grigio.
Diciottesimo giorno
Tenterden. Paese con bella high street, contornata da case d’epoca in legno bianco, mattoni. Prendiamo la prima multa di questo viaggio perché non rispettiamo il tempo della sosta che, al passaggio del vigile, era scaduta da 10 minuti.
Attraversiamo uno splendido villaggio con vecchi cottage: Biddenden. Anche in questo villaggio, notiamo, ormai integrati nelle case, gli edifici conici per l’asciugatura del luppolo.
Sissinghurst castle gardens. Sono gli splendidi giardini voluti da Vita Sackville West e suo marito Harold Nicholson, negli anni ’30 del secolo scorso, tra i più famosi del Regno Unito, di proprietà ora del National Trust.
L’organizzazione dello spazio si basa su corridoi lungo i quali ci sono delle aperture su giardini chiusi chiamati “garden rooms”. I giardini chiusi sono organizzati per colori: il più famoso ed influente nella storia dell’orticoltura è quello bianco. Per noi, comunque, ogni giardino è risultato meraviglioso. Da non perdere poi quello delle rose, con una delle più belle collezioni al mondo. All’interno del giardino c’è il castello, preesistente alla loro costruzione.
Cranbook. Bel villaggio, dalla case bianche in legno e con un mulino bianco sopravvissuto alla speculazione edilizia.
Diciannovesimo giorno

Visitiamo Leeds Castle. Un castello medioevale ristrutturato più volte nel corso dei secoli, con bella posizione sul fossato che lo circonda, con interni vari e tutti interessanti ed un grande parco.
Mentre rientriamo in campeggio ci fermiamo all’outlet del gruppo McArthurGlen (che possiede anche quello a Serravalle) in Ashford. Negozi in container, tensostruttura esterna bella, ma, per noi, la qualità non appartiene a molti negozi.
Ventesimo giorno

Visitiamo il Bodiam Castle. Costruito nel medioevo da un soldato di ventura per sfoggio di ricchezza o scopo militare, ha un fossato, venne distrutto ai tempi delle rivoluzione borghese, è stato considerato rovina romantica nel Romanticismo. Recuperato e passato al National Trust nel 1926, è sicuramente affascinante nella sua imponenza.
Rye. Risalente al medioevo, è un’incantevole luogo di strade lastricate, di case in graticcio bianche e nere, con una cattedrale che dall’alto (Rye si sviluppa lungo una piccola collina) domina la cittadina e la campagna attorno che una volta era mare. Da non perdere la Mermaid Street, il gioiello più bello. Ci sono turisti da tutto il mondo e la cittadina li accoglie con numerosi coffe/tea shops, alberghi di alta classe, ristoranti gourmand. Durante la visita abbiamo gustato un buon cream tea e sandwich con salsiccia locale e luppolo, in una tea room, in Lion Street, con un’insegna casa natale del drammaturgo Fletcher. Data la quantità di persone a Rye il parcheggio può presentare qualche problema. In questo viaggio, come in altri, l’abbiamo trovato alla stazione ferroviaria. E’ a pagamento ma le sterline che si pagano valgono la visita.
Lasciata Rye ci dirigiamo in direzione Whitstable e trascorriamo la notte lungo la Tankerton Bay.
Ventunesimo giorno
Visitiamo Whitstable. Facciamo una bella passeggiata lungo la spiaggia e, come ormai per noi è tradizione, pranziamo al ristorante Whitstable Oyster Company. Iniziamo con un piatto di ostriche, allevate in loco (la cittadina è anche rinomata per festival delle ostriche che si organizza nel mese di luglio), squisito il Portland crab, di alto livello il tradizionale fish and chips, che completano il nostro pranzo.
Arriviamo a Dover con più di quattro ore di anticipo: ci danno un permesso per uscire dal porto. Così scopriamo dall’alto le bianche scogliere di Dover protette dal National Trust: incantevole la passeggiata, rinviata però ad un prossimo futuro. Come pure la visita all’imponente castello che domina Dover.
Alle 11.30 di sera arriviamo a Calais.
Viaggio di rientro. Partiamo all’alba. Ci fermiamo, per una veloce colazione, in un parcheggio lungo l’autostrada non distante da Calais. Percorriamo l’autostrada fino a Chalon en Champagne, e poi seguiamo le nazionali fino a Thann, nel dipartimento dell’Alto Reno in Francia, una bella cittadina che merita indubbiamente una visita. Arriviamo alle cinque del pomeriggio. Ci sono due aree per il parcheggio: una lungo il fiume, a ridosso del centro del comune, l’altra nel parcheggio di un supermercato, può grande.
NOTE
Informazione pratiche per i camperisti da personale esperienza
- Vi consigliamo di rispettare sempre la segnaletica quando riporta “unsuitable for heavy goods vehicles”, “unsuitable for HGV’s”, “unsuitable for long vehicles” perché le strade sono veramente strette e inadatte ai nostri camper.
- Ricordate che in tutto il Regno Unito la sosta libera per la notte o è proibita o è molto difficile (si può tentare con i gestori dei pub se hanno un gran parcheggio). Noi preferiamo i campeggi selezionati da ACSI Eurocampings oppure quelli gestiti dai club di camperisti inglesi che, di seguito, vi forniamo: https://www.campingandcaravanningclub.co.uk; https://www.caravanclub.co.uk. Poiché molti dei loro campeggi sono aperti solo per gli iscritti, noi preferiamo fare l’iscrizione: oltre alla possibilità della prenotazione che potete fare prima della partenza o in loco con la collaborazione del personale del campeggio, avete materiale informativo utile per organizzare il viaggio.
- Nelle rotonde si entra a sinistra, si procede in senso orario e si deve dare la precedenza a chi è già nella rotonda. Se le rotonde sono grandi, ovvero con molte uscite e tante corsie quante sono le uscite, ci si deve portare nella corsia corrispondente alla vostra uscita e, purtroppo, se sbagliate, il cambio della corsia non è agevole.
- Quando si attraversa i villaggi e le città aspettatevi automobili parcheggiate ovunque lungo la strada.
North Laine e Brighton Lanes
Non sono la stessa cosa. I Brighton Lanes, che trovate alla sinistra di North Street se da Old Steine vi muovete verso Churchill Square, erano il cuore dell’antica Brighton, città di pescatori, ora sono una combinazione di negozi di antiquariato, gioiellerie di lusso, boutique di alto livello, ristoranti e caffè alla moda. Valgono una visita, ma North Laine è un’altra cosa.
Cream Tea.
Il cream tea è il the del pomeriggio, delle 5, che consiste in una combinazione di the bevuto con uno o due scones, marmellata (jam in inglese) clotted o whipped cream.
Con questo piatto, che è poi un piccolo pasto, siamo nella tradizione inglese. Quello che segue è un suo problematico profilo. In primo luogo: chi ha dato origine al piatto: la Cornovaglia o il Devon? E gli scones – definizione del dizionario di Cambridge “a small, round cake that is like bread, made from flour, milk, and a little fat” – di origine scozzese che c’azzeccano nello diatriba Devon/Cornovaglia? Al naturale, con frutta o uva sultanina? E perché la marmellata di fragole e non di un altro frutto anche se per alcuni non sarebbero da escludere quelle di rabarbaro e uvaspina? Perché come ha scritto il quotidiano “Guardian” in un suo articolo è “sweet, meek and boring beyond words” e pertanto è “the perfect conserve for a meal which, in many ways, defines a peculiarly English approach to pleasure: unadventurous, bland, modest?” Panna montata (“whipped cream”) o clotted cream, introvabile in Italia e prodotta soprattutto nel sud-ovest dell’Inghilterra, che il dizionario di Cambridge definisce come “a thick cream with soft lumps in it” ? Il burro, che ti viene servito, è nella ricetta tradizionale (sì: ma quale?) o usanza urbana da aborrire? Una volta tagliato a metà lo scone, prima lo strato di crema oppure quello di marmellata? Per finire: quale the: quello aromatizzato, verde, leggero o quello del nord della nazione il cui colore ricorda i mattoni delle case tanto è rimasto in infusione?
Per noi: gli scones devono essere due (Cristina però ha qualche dubbio) perché così ci si può ritemprare dopo le lunghe camminate della giornata, meglio al naturale anche se però gli integrali e “fruity” non sono niente male; solo ed esclusivamente la “clotted cream” (evviva la ricetta del Devon), prima la marmellata rigorosamente di fragole (e qui rispettiamo la Cornovaglia), niente burro, ed un buon darjeeling (tradiamo un po’ il Nord).
Esiste poi una versione lusso, che unisce il dolce al salato, chiamata High Cream Tea o Victorian High Tea, in cui sandwich, circolari, triangolari o rettangolari, con il salmone affumicato, il pollo, il tacchino, le uova, il cetriolo e talvolta anche la salsiccia, accompagnano gli scone, la marmellata e la clotted cream.
Car Boot Sales e i Charity/Hospice Shops. I primi sono dei mercatino all’aperto in cui dei privati, soprattutto alla domenica, si riuniscono, in un prato con le loro macchine, per vendere oggetti di casa che non usano più: i prezzi sono vantaggiosi e l’atmosfera è tra il famigliare ed il bohemien. I Charity/Hospice shops sono negozi di proprietà di organizzazioni non-profit (la Croce Rossa, l’ospizio del villaggio, l’ente locale per la protezione degli animali, gli enti per i malati terminali o per la ricerca sul cancro), che vendono vestiti, libri, CD, vinili, DVD, mobili, suppellettili vari, oggetti di vario genere, principalmente di di seconda mano, donati da privati. Lo staff è composto da volontari, i prezzi sono competitivi, la qualità ed i prezzi, anche se per noi non sono più quelli di una volta, abbastanza buoni.























