Viaggio nei Paesi Bassi: tra storia, acqua e … vinili

 

Visitammo i Paesi Bassi come campeggiatori – ahinoi molti anni fa. Ora con il camper – e le biciclette –  li stiamo ripercorrendo: quello che state per leggere è il primo viaggio. Ne seguirà un altro a breve.

Partiamo molto presto ed in una giornata di viaggio raggiungiamo Maastricht. Poiché al nostro arrivo è quasi sera ci spostiamo in un campeggio in prossimità della città. Si chiama “Camping de boskant”, Brommelen 60, 6243CR Geulle, http://www.campingdeboskant.com, ed è anche ristorante e gelateria. Non ci sono piazzole delimitate, ma solo prato dove, nel rispetto della distanza di sicurezza, è possibile stazionare.

All’esterno del campeggio c’è la fermata dell’autobus – corse abbastanza frequenti, circa ogni ora – che conduce a Maastricht, con capolinea alla stazione ferroviaria.

Primo giorno – Visita di Maastricht

Siamo nel sud ovest dei Paesi Bassi, molto vicini al confine con il Belgio. La città è la capitale della provincia del Limburgo, è attraversata dalla Mosa (bella la passeggiata lungo il fiume) ed è seconda solo ad Amsterdam per numero di edifici storici (nell’elenco sono 1667). Nella nostra passeggiata apprezziamo l’insieme del centro della città (Binnenstad) ed in modo particolare:

il Ponte di San Servazio, o Sint-Servaasbrug, che è un bel ponte in pietra costruito nel XIII° secolo sulla Mosa, ma ampiamente rifatto al termine della seconda guerra mondiale; è uno dei siti  più caratteristici di Maastricht, e si percorre per entrare nel Binnenstad;

la basilica di San Servazio, o Sint-Servaasbasiliek, cristiano cattolica, la più antica (fu iniziata nell’XI° secolo) ed il maggior esempio dell’architettura romanica nei Paesi Bassi;

Sint Jans Church, chiesa gotica del XIII° secolo, con all’interno un bel pulpito, interessanti affreschi e pietre tombali e, all’esterno, un’alta torre di colore rosso, dalla cui sommità è possibile avere una bella vista sulla città e sui dintorni (la chiesa e la torre sono aperti al pubblico da Pasqua all’autunno);

l’atmosfera rilassata e rilassante – grazie anche alla bella giornata di sole – alla quale molto contribuiscono i numerosi bar con i tavolini all’aperti, gli abitanti di Maastricht (molti giovani per via dell’Università) e i turisti; 

De Bisschopsmolen, Stenenbrug 1-3, http://www.bisschopsmolen.nl, una panetteria che si trova in un antico e storico mulino, che serve sandwiches e fantastiche torte. Noi, con un ottimo caffè, abbiamo gustato due grandi fette di una torta con fragole e rabarbaro;

i negozi di cose usate. E così hanno avuto inizio i nostri acquisti: vecchi pattini per il ghiaccio, vecchi tipici zoccoli e qualche vinile.

Secondo giorno

Valkenburg. E’ una cittadina molto turistica, con una infilata di ristoranti, percorsa da canali e con qualche casa tipica.

Thorn. E’ un incantevole villaggio dalle numerose case bianche. C’è una spiegazione per questa particolarità che risale alla fine del Settecento quando il territorio venne invaso dai francesi che imposero agli abitanti di pagare una tassa basata sulle dimensione delle finestre. Gli abitanti del villaggio reagirono dapprima murando in parte le finestre e poi tinteggiando gli esterni con calce per nascondere la differenza tra i vecchi e nuovi mattoni di color rosa.

Abbiamo passeggiato lungo il centro storico. Interessanti le case, alcune delle quali aperte al pubblico, dei canonici e il Begijnhof. Luogo che spesso si incontra nelle città olandesi (famoso quello di Amsterdam), si presenta come un insieme di abitazioni poste attorno ad un cortile (hof, in olandese). Nel passato devote donne, nubili o vedove, che avevano temporaneamente pronunciato i voti di castità e ubbidienza,  vivevano  in questo complesso o in case comuni o sole o in piccoli gruppi di due o tre, mentre oggi è abitato per lo più da signore anziane con poche disponibilità economiche e da studenti, attratti dalle favorevoli condizioni dei canoni d’affitto. Abbiamo inoltre visitato la Abdijkerk, la chiesa di un’abbazia femminile la cui parte più antica risale al X° secolo, rifatta in larga parte nel XIII° in forme gotiche, poi ingrandita ed arricchita dall’alta torre  (XV° secolo) e più tardi barochizzata.

Breda. Città fortificata, ebbe nel corso dei secoli grande importanza militare e politica. Il monumento più importante della città è la Grote Kerk o Onze-Lieve-Vrouwekerk costruita a croce latina, in stile gotico brabantino, con una torre alta 97 metri. Piacevole la passeggiata nel centro storico con  il Grote Mark, la piazza centrale,  le tipiche case, il porto, il begijnhof (con museo).

Da non perdere in maggio il festival jazz, con numerosi concerti all’aperto, presentato come il più grande e vecchio del paese.

Per la notte ci avvaliamo dell’indicazione di ACSI e pernottiamo presso il camping Liesbos, Liesdreef 40, 4838 GV Breda, https://www.camping-liesbos.nl.

Terzo giornro

Nell’intenso traffico olandese raggiungiamo Delft, che le guide turistiche definiscono famosa  per le ceramiche bianche e blu, per il pittore Vermeer e perché è la città della casata degli Orange, mentre per noi è soprattutto incantevole nella sua dimensione olandese con i canali, le case, le chiese e … i negozi di cose usate dove facciamo buoni acquisti per i nostri mercatini. 

La visita della città, che deve essere fatta a piedi e/o in bicicletta, non può prescindere da:

Mark, è la piazza del mercato, centrale, con lo stadhius (municipio) e la Neuwe Kerk con l’alto campanile (il secondo per altezza nei Paesi Bassi dopo quello di Utrecht), dal quale si ha una bella vista della città (attenzione però che si devono anche salire circa 170 gradini);

Oude Kerk, ovvero la Chiesa Vecchia, che è la chiesa più antica della città che sorge sul centrale canale Oude Delft, anch’esso il più antico della città.  Il caratteristico campanile pendente è alto di 75 metri ed edificato sui modelli fiamminghi;

Vermeer Centrum Delft, che non è una pinacoteca con i quadri di Vermeer, ma un luogo che vi permette di conoscere la tecnica del grande pittore, di capire alcuni dettagli delle sue opere nonché di vederne le copie in formato originale. Se vi interessa saperne di più, nelle strade di Delft potete incontrare degli indicatori a forma di cubi e all’Ufficio del Turismo in Kerkstraat 3 (https://indebuurt.nl/delft/gids/vvv-delft/) una guida in inglese.

Tutto il centro è costellato da  koffie bar e ristoranti, che servono invitanti e deliziosi sandwiches e torte. Nella piazza centrale noi siamo riusciti a trovare un caffè  dove abbiamo apprezzato un cream tea a livello di quelli britannici.

Alla sera andiamo in un mini campeggio nel Noodwart Polder, un tratto di mare prosciugato artificialmente con dighe e altri sistemi di drenaggio. Il campeggio si chiama “De Witboom”, è in Witboomkil 5  ,Werkendam, Noord-Brabant 4251 MK. E’ davvero piccolo, immerso nella natura, ha l’essenziale, tra l’altro anche piante di lamponi e more che apprezziamo.

Quarto giorno

Nel campeggio noleggiamo le biciclette e andiamo a Dordrecht per prendere il Waterbus (https://www.waterbus.nl) che ci porterà, in un’ora circa, a  Kinderdijk, il sito con i diciannove mulini a vento, patrimonio universale dell’Unesco https://www.kinderdijk.com.

Iniziamo dal Centro Visitatori, ‘Bezoekerscentrum Wisboomgemaal’, allestito all’interno di un mulino, dove viene proiettato un filmato che  illustra la storia della zona e dei mulini (il costo del biglietto varia a seconda se si aggiunge o meno la visione del film e/o della stazione di pompaggio). E’ invece gratuito l’ingresso alla zona dei mulini. Il modo migliore per visitarla è a piedi o in bicicletta, e delle cartine in vendita per tracciare il percorso la migliore, a nostro parere, è quella con il logo Unesco.

I mulini a vento furono costruiti intorno al 1740, sui due lati del canale  allo scopo di mantenere asciutto il polder Alblasserwaard. Alla destra di chi visita c’è la fila dei mulini Nederwaard in mattoni, mentre a sinistra ci sono i mulini Overwaard ricoperti di canne. Restarono in  funzione fin verso la metà del secolo scorso quando si decise di installare le stazioni di pompaggio dell’acqua. Attualmente quasi tutti i mulini sono abitati da almeno una persona in possesso di specifico certificato per il loro funzionamento. Fa eccezione il quinto mulino a destra che è invece occupato dalla decima generazione della famiglia Hoek, storica famiglia della zona. Due mulini sono aperti al pubblico e così si ha modo di vedere il loro funzionamento e di conoscere aspetti della vita dei loro occupanti. Uno di questi è il mulino “Blokweer”, diverso nella struttura dagli altri e più vecchio (1630). 

Abbiamo visto il sito sia in una bella giornata di sole che, come in questo viaggio,  sotto una fastidiosa pioggia, ma il paesaggio è sempre stato fantastico, unico, con i mulini che si innalzano sul canale e sulle paludi prosciugate, come soldati a protezione e sorveglianza del territorio e degli uomini che vi abitano.

Sempre con il Waterbus rientriamo a Dordrecht (a proposito c’è un altro Waterbus che parte dal centro di Rotterdam).  In bicicletta la visitiamo: sembrano due città: una storica con i suoi tre canali, i ponti (in modo particolare: il Visburg, sul canale Wijnhaven), l’elegante municipio, le chiese, le case nobiliari, e l’imponente porta che una volta mancava l’inizio della città, Groothoofdpoort, l’altra moderna, come tante altre.

Quinto giorno

Ci spostiamo verso il mare nella regione dello Zeeland. Scegliamo il campeggio “Dishoek 2”, a Dishoek, Zeeland, appartiene al gruppo Roompot Parks, https://www.roompot.com/holidayparks/the-netherlands/zeeland/camping-dishoek/address-and-route/. Il campeggio è grande, attrezzato e la piazzola molto bella. Noleggiamo le biciclette e facciamo la prima visita del villaggio. Ritornati in campeggio, facciamo una passeggiata sulla vicina spiaggia ed avvistiamo una foca.

Sesto giorno

Facciamo una passeggiata in bicicletta seguendo i percorsi ben segnalati, tra campagna e villaggi. Raggiungiamo Veere. Una volta villaggio di pescatori e di ricchi commercianti di lana (risale in gran parte al XVI° secolo), ora è una rinomata meta turistica, con un vivace porto. La visita, da effettuarsi a piedi, si sviluppa lungo le numerose case gotiche, il lungomare con la Campversee Toren, l’unica testimonianza delle vecchie fortificazioni, il Mark con il municipio costruito tra il 1474 ed il 1599 e la cinquecentesca Grote Kerk.

Settimo giorno

Un altro percorso in bicicletta di circa circa 10 km e raggiungiamo Middelburg, il capoluogo dello Zeeland.  È sabato, giornata di mercato (ma quello grande e famoso si tiene al giovedì) e di festa, e la cittadina è stracolma di visitatori. Indubbiamente bella e caratteristica nel suo centro storico, contornato da canali, ricostruito dopo la quasi totale distruzione durante la seconda guerra mondiale, ma in grado di dare la sensazione di come la vita doveva essere nei secoli passati. Il Mark è il centro della città: tra numerose biciclette parcheggiate lasciamo le nostre ed iniziamo la nostra visita a piedi tra strade acciottolate e vicoli.  Sul Mark si trova il Municipio, dall’elaborata bellezza poiché include elementi gotici ed altri risalenti all’inizio del XVII° secolo. Ma è soprattutto il complesso abbaziale Abdij che attira la nostra attenzione. Risalente al XII° secolo, ora è sede dell’amministrazione regionale, presenta un grande cortile interno Abdijplein, e comprende tre chiese, la Wandelkerk con l’alto campanile (91 metri e 207 gradini), la Koorkerk e la Nieuwe Kerk, con un famoso organo del XVI° secolo.

Nel Mark, in un negozio che è anche barbiere e bar, compriamo dei vinili dei Queen e di Elvis Presley: non per collezionisti ma con prezzi davvero convenienti (non superano i cinque euro). Ma è soprattutto la tipologia del negozio che ci attrae e che ci ricorderemo in futuro. Tra l’altro abbiamo bevuto un buon caffè.

Ottavo giorno

Ha piovuto tutto la notte e quando ci svegliamo cade una pioggia molto forte. Lasciamo le biciclette in campeggio e con il camper visitiamo Domburg: elegante cittadina di vacanza, affollata, con, nella parte sud,  una bella passeggiata lungo la spiaggia, protetta dalle dune di sabbia.

Poi l’itinerario continua sulla N57 lungo gli argini , sulle dighe  e sulle paratie mobili del Progetto Delta, opera faraonica, iniziata nel 1958 e completata nel 1997, anche se i lavori continuano ancora, massima testimonianza della lotta tra gli olandesi ed il mare. Di questa parte del viaggio ci rimane il ricordo di tanto vento, del massiccio intervento dell’uomo volta ad imbrigliare la natura, e le spiagge bianche.

La giornata ha termine con la visita di Zierikzee. Bella cittadina, compatta nel suo stile olandese, con una bella passeggiata lungo il porto canale e sul lungomare

Nono giorno

Arriviamo a Gouda. Sostiamo nel parcheggio Klein AmerijKa, N 52.011990, E 4.715790: è vicino al centro, ha tutti i servizi e non è caro (€ 8, tutto compreso).

Ormai l’abbiamo capito: le città olandesi hanno la piazza centrale, grande, con il municipio in stile gotico e nelle vicinanze la chiesa importante. Così Gouda. Con l’aggiunta del Wagg, l’antica pesa pubblica del 1688, mentre la chiesa (Sint Jankskerk) presenta delle magnifiche vetrate.

Ovviamente si compra il formaggio. Di Gouda, appunto, perché qui viene prodotta  e conservata la maggior parte del formaggio dei Paesi Bassi (la regione che circonda Gouda è nota come la “valle del formaggio”). Di forma essenzialmente cilindrica a facce piane, con crosta liscia e pulita, il formaggio che qui viene prodotto è di latte vaccino, dal colore giallo-avorio, con circa il 50% di grasso, di breve o media stagionatura e a pasta semidura. Ogni giovedì, nel periodo estivo,  nel Mark si tiene il mercato tradizionale istituito nel 1395: assolutamente da non perdere perché è uno spettacolo per la quantità di bancarelle, di forme di formaggio  e di venditori in costume.

Ci spostiamo a Utrecht. Scegliamo il campeggio “Buitengoed de Boomgaard”, in Parallelweg 9, 3981 HG Bunnik, https://www.buitengoeddeboomgaard.nl.

Decimo giornoVisita di Utrecht

Dal campeggio, per arrivare nel centro di Utrecht, si può prendere il treno locale: le corse sono frequenti, mentre la stazione di Bunnik dista 15 minuti di strada a piedi.

Nel centro storico camminiamo lungo il canale vecchio (Oudegracht, XI° secolo) , quello nuovo (Niewegracht, XIV° secolo) ed il Singel. Saliamo, non senza qualche fatica considerati i 456 gradini, sul Domtoren, il campanile della cattedrale, alto 112 metri: lo sforzo è ampiamente ripagato dalla vista su Utrecht che è possibile cogliere dalla sommità. La visita è contingentata ed è guidata (lingue inglese e olandese). A seguire la Domkerk, a nord del campanile.

Nel pomeriggio tardi facciamo una gita sul canale: è l’ultima corsa, siamo gli unici sul battello e la guida è tutta per noi. E’ un ottimo modo per rivedere, ma da una diversa prospettiva, la città antica ammirata durante la passeggiata. In aggiunta, e non è poco, abbiamo la possibilità di vedere i vecchi magazzini situati a livello dell’acqua, alcuni dei quali ora diventati abitazioni e bar molto stilosi.

Lungo i canali ci sono tanti ristoranti e bar per per una ritemprante sosta. Molti i negozi. Di vinili anche: l’elenco lo potete trovare su vinylhub.discogs.com. Chi scrive ha  preferito De Grammophon Winkel, Outgrach 26, più che per gli acquisti per  il gusto retro del negozio e Oudegracht 314, in Oudegracht 314, perché unisce oggetti di antiquariato ed usati alla vendita di vinili, spesso sigillati, a prezzo di usati. Da ricordare che nel centro  eventi Jaarbeurs, due volte all’anno (aprile e novembre), si organizza una grandissima fiera, chiamata “Mega Record & CD Fair”, che gli appassionati di vinile non devono perdere. Per informazioni si può consultare il sito https://www.recordplanet.nl

Il giorno dopo lasciamo i Paesi Bassi. Con una promessa di un arrivederci a breve.

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