VIAGGIO IN DANIMARCA

In un giornata di metà luglio, dopo circa un giorno e mezzo di viaggio (abitiamo in Lombardia), entriamo nel territorio danese. Siamo nella parte meridionale della penisola Jylland, che è l’unica zona della Danimarca ad essere collegata con l’Europa continentale ed infatti la sua  parte più meridionale è compresa nel Land tedesco di Schleswig-Holstein (e qui, in tedesco, la penisola si chiama Jutland) .

Tonder è la prima cittadina che visitiamo. Sulla piazza centrale (Torvet) si trova l’antica e maestosa Kristkirchen, dalle belle decorazioni interne finanziate nel passato da ricchi mercanti di bestiame, dal raro fonte battesimale e dal pulpito finemente lavorato. Dopo aver ammirato il portone barocco della farmacia, ci siamo indirizzati verso sud lungo Sondergade per arrivare a Ulgate. In questa via acciottolata si possono ammirare belle ed originali case.

Mogeltonder. La nostra visita ha inizio dalla splendida via centrale, una delle più belle di Danimarca, con case antiche con tetti di canna. Prosegue con  la sontuosa Mogentolder Kirke in Slotsgade 1, la cui origine risale al 1180  (però più volte ritoccata nel corso dei tempo) con gli interessanti interni ed il fonte battesimale, per finire con il castello reale Schakenborg ed i suoi giardini, nella periferia orientale della cittadina.

Ribe. E’ la città più antica della nazione e uno degli angoli più belli, con oltre 100 edifici, corrispondenti all’intera “città vecchia”,  classificati come monumenti nazionali. Noi l’abbiamo visitata a piedi:  si segue un itinerario ad anello di circa un’ora ben tracciato in un opuscolo acquistabile presso l’Ufficio del Turismo, in Torvet 3, www.visitribe.dk, che si chiama “Town Walk in Old Ribe”. Nella visita non possono mancare: la cattedrale, Ribe Domkirke, con la sua torre dalla quale dopo 248 gradini si può ammirare un bel panorama della circostante campagna; la Sankt Catharinae Kirke; il vecchio municipio (Den Gamle Radhus) con i nidi delle cicogne; la Stormflodssojlen, una colonna lignea che ricorda le numerose inondazioni; la Johanne Dan, un’antica imbarcazione a vela, e le numerose antiche case (più la vecchia scuola elementare degli inizi del XVI° secolo) tutte ben indicate nell’opuscolo.

Noi non abbiamo avuto modo di visitarli, ma Ribe presenta anche tre musei piuttosto importanti: due sono dedicati all’epoca vichinga (Ribe VikingCenter, www.ribevikingcenter.dk; Museet Ribes Vikinger,), il terzo, invece, il Ribe Kunstmuseum, www. ribe-kunstmuseum.dk, raccoglie opere di alcuni tra i più importanti artisti danesi (da non perdere il giardino esterno).

La nostra prossima tappa è l’isola di Fano, che raggiungiamo in traghetto da Esbjerg (la attraversata dura circa 10 minuti). Ci fermiamo nel campeggio Feldberg Strand Camping, www.felbergcamping.dk, Kirkevejen 39, Rindby Strand. E’ confortevole ed in posizione fantastica perché  in prossimità della spiaggia, per questo, però, molto affollato nel periodo estivo.

Sistemato il camper, facciamo la nostra prima passeggiata sulla spiaggia.

La mattina dopo visitiamo in camper due località dell’isola: Soderho e Nordby. La prima è un tradizionale villaggio di pescatori, con case molto colorate e con i tetti in paglia, un vecchio mulino ed una chiesa in cui sono raccolti 15 modellini di barche. Nordby, invece, è il capoluogo, dove attraccano i traghetti, con un’incantevole via centrale, anche qui con case dagli sgargianti colori e dai tetti di canne.

Nel tragitto ci fermiamo nel birrificio dell’isola, in Strandvejen 5, Nordby, https://fanøbryghus.dk. In funzione dal 2009, è piuttosto rinomato nella nazione, produce birre gustose, di alta qualità, dai nomi bizzarri e dalle etichette uniche.

Ritorniamo in campeggio e facciamo una passeggiata lungo la spiaggia fino a Fano Bad,  popolare sito di vacanze.

Il giorno dopo lasciamo il campeggio e con il camper percorriamo la via sulla spiaggia destinata al traffico veicolare: non è asfaltata ed il fondo è composto da sabbia pressata. Molto suggestiva.

Lasciata l’isola, visitiamo Kolding: una città in cui il moderno si unisce al vecchio, in cui il museo d’arte moderna ed applicata, Trapholt, www.trapholt.dk, in Aeblehaven 23, che riunisce gli arredi del moderno design per i quali la Danimarca è famosa nel mondo, coesiste con i vecchi quartieri del centro ed il castello, Koldinghus, in Abelgate 1, http://www.koldinghus-dk,  che domina la città dall’alto di una collina.

La tappa successiva è Jelling, con le sue due pietre con iscrizioni in alfabeto runico, che risalgono al X° secolo: la prima commissionata dal re Ghorm il Vecchio dedicata a sua moglie Thyra, mentre la seconda fu commissionata dal figlio di Ghorm e Thyra, Harald (Aroldo Dente Azzurro)  in memoria dei propri genitori. In questa si può leggere “Harald, colui che riunì sotto il suo scettro Danimarca e Norvegia e che rese cristiani i danesi”, mentre nell’altra appare la prima rappresentazione di Cristo in Danimarca. Per questo le due pietre sono considerate una specie di certificato di nascita della Danimarca ed testimonianza della conversione dei vichinghi al cristianesimo. Da notare però che in quella di Harald viene mantenuta una decorazione a intreccio con animali mitici e motivi floreali e che pertanto dimostrano che siamo in un momento di transizione in cui il mondo guerriero, eroico e violento, che resterà nella mitologia e vivrà nella letteratura fantasy dei giorni nostri. Le due pietre runiche, unitamente alla semplice chiesa bianca in tufo, con i suoi interessanti affreschi ed una tomba vuota (conteneva i resti di Gorm e Thyra?; svuotata dal figlio Harald perché portò i resti nel cimitero della chiesa?) nonché i tumuli (quello  fatto costruire da re Gorm per la regina Tyra misura 70 metri di diametro e 11 metri di altezza), sono Patrimonio dell’Umanità dal 1994.

Ci spostiamo a Billund, la città in cui agli inizi degli anni ’30 del secolo scorso il falegname Ole Kirk Kristiansen si mise a costruire giocattoli per i quali nel ’34 coniò il termine LEGO, dal danese leg godt, ovvero “gioca bene”. Nel 1968 a Billund venne costruito il primo parco dei divertimenti fatto con i famosi mattoncini: ad oggi per poter fare tutte le installazioni che deliziano i visitatori, siano essi adulti che bambini, sono stati impiegati 60 milioni mattoncini che, se fossero disassemblati e messi in fila, coprirebbero la distanza di 1501 km (informazione contenuta in https://www.visitdenmark.it/danimarca/cosa-fare/legoland-danimarca, cui rimandiamo per altre curiosità). E tra minuziose riproduzioni di città, scene di “Star Wars”, animali, pirati, piante, gruppi musicali, mezzi di trasporto di ogni genere siamo ridiventati bambini.

Alla sera arriviamo ad Arhus e ci sistemiamo nell’Aarhus Camping, Randersvej 400, Lisbjerg, info@aarhuscamping.dk, accreditato da ACSI Eurocampings, in prossimità dell’autostrada (E45), immerso nel verde e collegato al centro di Aarhus da bus cittadini.

Il giorno dopo visitiamo Arhus. E’ la seconda città più grande della Danimarca, è piuttosto compatta e per questo facile da visitare. Nel centro storico spicca l’Arhus Domkirke: venne costruita a partire dal 1200 in stile romanico e poi rifatta nel XV° secolo in gotico come la vediamo ora. Al suo interno meritano attenzione: l’elaborato altare, il fonte battesimale, il pulpito, l’organo a canne barocco, la nave votiva, il sepolcro barocco e i restaurati affreschi. Un’altra chiesa interessante è la Vor Frue Kirke (Chiesa di nostra Signora), in Frue Kirkplads. Ma la città  è famosa per due altre grandi risorse. La prima è l’ARoS Aarhus Kunstmuseum (Museo d’Arte), www.aros.dk, in Aros Alle 2, assolutamente non affascinante all’esterno, ma straordinario al suo interno. Costruito su nove piani, ispirato alla Divina Commedia di Dante, con l’ingresso al quarto dal quale si può scegliere se scendere all’Inferno o salire verso il Paradiso, raccoglie molte opere di arte contemporanea (Warhol, Lichtenstein), e tra queste colpiscono, in maniera particolare, quella composta dalle parti anatomiche vere di un cavallo, poste in vasi di vetro illuminati da luci colorate,  dell’artista danese Bjorn Norgaard, un grido di protesta e di orrore contro la guerra in Vietnam, e “Boy”, ossia un fanciullo accovacciato, scultura straordinariamente verosimile, alta 5 metri, di Roy Mueck. La seconda è Den Gamle By (La Città Vecchia), in Viborgvej 2, che è un museo all’aperto che raccoglie una settantina di case parzialmente costruite in legno, trasportate da ogni parte della Danimarca e disposte in modo tale da simulare una cittadina di provincia, in cui attori recitano la parte di artigiani. L’insieme appare autentico e didascalico nel mostrare la vita di una cittadina del tempo che fu e mette bene in evidenza l’interesse dei danesi per i costumi e le ricostruzioni d’epoca (per chi scrive fa un po’ un certo effetto vedere la perfetta riproduzione di una camera di un’adolescente degli anni ’60/’70 …).

Quando visitiamo Arhus è metà luglio ovvero il periodo in cui si svolge  l’Arhus Jazz Festival (www.jazzfest.dk). Durante il Festival, che dura una settimana, nei vari teatri, caffè e piazze della città celebri artisti locali ed internazionali deliziano deliziano il pubblico con concerti, spesso gratuiti: a due di questi abbiamo il grande piacere di parteciparvi.

Il giorno successivo lasciamo il campeggio e ci spostiamo  nella Djursland, la grande penisola a nord-est di Arhus. Visitiamo Gammel Estrup, che si trova lungo la strada 16 alla periferia della cittadina di Auning (l’indirizzo è: Ransersvey 2, Auning),  33 km  a ovest di Grenaa, il centro più grande della penisola. E’ un interessante castello nobiliare con interni e giardini barocchi, che rende bene l’idea di quella che era la vita di una famiglia aristocratica danese.

La tappa successivo è Viborg. Bagnata da due laghi, è una bella cittadina per il suo incantevole centro storico, comodamente visitabile a piedi,  con le case in mattoni rossi e dalla tipica architettura danese e per l’imponente cattedrale, la Viborg Domkirke, in Sankt Mogens Gate 4,  in granito ad archi normanni, con gli affreschi interni (51) molto dettagliati e realistici (consigliabile l’acquisto dell’opuscolo per una loro dettagliata comprensione).

Alla sera ci fermiamo nel capeggio della città: DCU-Camping Viborg Sø, Vinkelvej 36 B, +45 86 67 13 11, viborg@dcu.dk.

Valutiamo che per le tre settimane che abbiamo a disposizione risulta impossibile proseguire un direzione nord. Così alla mattina del giorno successivo completiamo la visita di Viborg e nel primo pomeriggio ci indirizziamo in direzione sud verso Faaborg nell’isola di Fynn  L’itinerario si svolge attraverso la campagna danese con case e grandi e belle fattorie a graticcio con tetto di canna e campi tutti coltivati.

Sostiamo, per un buon caffè e fette di torte,  al mulino Astrud Molle e, lungo la strada 9, al piccolo borgo di Bregninge, famoso per la sua chiesa (“la più visitata della Danimarca”) con il campanile alto 72 metri dalla cui sommità di hanno delle magnifiche vedute della campagna circostante.

Raggiungiamo Faaborg e scopriamo un’incantevole cittadina sul mare, con case decorate con malvarose che risalgono al XVII° secolo (il suo periodo d’ora quando vantava una delle più grandi flotte commerciali della Danimarca)  e tre pittoresche vie chiamate Holkegade, Adelgade e Tarngade. Oltre alla piazza centrale (Torvet) con una straordinaria fontana in bronzo, la vicina Torre Campanaria e tre piccoli ma interessanti musei: uno che in 22 stanze ricostruisce la vita di un commerciante del XVIII° secolo, uno che raccoglie opere di artisti danesi ed il terzo, insolito, ambientato nelle celle della ex prigioni, ora inglobate nel municipio,  che presenta mostre dedicate a vagabondi, bari, disertori, arnesi artigiani per fare tatuaggi e documenti con interviste fatte a detenuti e guardie.

Superiamo il ponte che nella cittadina di Tasinge collega la terraferma all’isola di Langeland e alla sera arriviamo al campeggio   DCU-Camping, Billevænge Strand, Spodsbjergvej 182, a Rudkøbing, +45 23 11 80 35, billevaenge@dcu.d.

Rudkoping, il centro più grande dell’isola,  vale una breve visita la mattina successiva: vicino al porto c’è qualche stretta via di origine medioevale, con piccole case inclinate ed il museo archeologico regionale (Langelands Museum, Jens Winthersvej 12).

Lasciata Rudkoping, percorriamo la Langeland: è una lunga e sottile lingua di terra, verdeggiante, con piccoli villaggi, mulini a vento e numerose fattorie. Due sono i siti che meritano una visita: nella parte meridionale  il Langelandsfort (www.langelandsmuseum.dk) ed in quella settentrionale il Tickon (Centro Internazionale per l’Arte e la Natura di Tranekaer). Il primo è il museo della Guerra Fredda,  un forte costruito nel 1953 per difendere il mar Baltico occidentale da un’invasione russa, raggelante nelle sue costruzioni grigie di cemento, il filo spinato, le varie postazioni dipinte in verde mimetico, i cannoni antiaereo, gli aerei da caccia, e claustrofobico quando si scende nei bunker o si sale a bordo di un sottomarino.

Tickon invece è una tenuta boscosa nella quale sono disseminate installazioni e sculture. Purtroppo lo visitiamo sotto una forte pioggia.

Il giorno successivo visitiamo l’Egeskov Slot, in Egeskov Gade 18,  a Kværndrupun www.egeskov.dk. E’ un lussuoso castello risalente alla metà del XVI° secolo, avente per fondamenta migliaia di tronchi di quercia posti in maniera eretta. Con le sue 13 stanze, l’attico, gli arredi ed i trofei di caccia è la testimonianza della vita di una famiglia aristocratica di quel periodo. Un vasto parco circonda il castello, con animali che si muovono liberi, qualche interessante museo nei quali si trovano automobili d’epoca, motociclette antiche, ambulanze, autopompe, veicoli trainati da cavalli, testimonianze del mondo dell’agricoltura, quattro labirinti, un campo gioco per bambini  ed un percorso tra le cime degli alberi.

Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Keterminde, una  bella località di mare con tanti velieri in porto e belle spiagge sabbiose (è Bandiera blu). Dopo una breve visita (tralasciamo il Centro Marino vicino al porto,  in Margrethes Plads 1, www.fjord-baelt.dk,  ma il tempo a disposizione non lo permette) ci spostiamo, per la notte, nel campeggio “Kerteminde Camping, in Hindsholmvej 80, Tel.: +4565321971, Email: info@kertemindecamping.dk, ispezionato da ACSI Eurocampings.

Keterminde  è famosa per la casa del “pittore dei contadini”, Johannes Larsen(1867-1961). Il Museo a lui dedicato (Johannes Larsen Museet, in Mollebaken 14, nella parte settentrionale della cittadina), che visitiamo il giorno successivo, è ospitato nella casa che fu del pittore, raccoglie molti dei suoi quadri che ritraggono, con splendidi colori, paesaggi, animali e scene contadine della provincia danese. Interessante la visita anche al suo studio nel giardino e l’intatto mulino del 1853 che fu acquistato dal pittore insieme alla casa.

Terminata la visita seguiamo la strada 315 in direzione di Ullerslev e raggiungiamo il villaggio di Ladby per dirigerci al museo Vikingemuseet Ladby (l’indirizzo è Vikingevej 123, 5300 Kerteminde, http://www.vikingemuseetladby.dk). In un tumulo funerario appositamente ricostruito è possibile vedere l’impronta dello scafo impresso nel terreno della nave di Ladby, ovvero l’unica nave funeraria vichinga della Danimarca: risale al 925 e raccoglieva i resti mortali di un capitano vichingo ed i tesori e gli oggetti di vita quotidiana. Nell’impronta dello scafo sono visibili molti chiodi, un’ancora, pezzi di ferro provenienti dalla testa di drago che era posta a prua della nave ed alcuni teschi di cani e cavalli. Nel piccolo edificio interno il Museo presenta reperti rinvenuti sulla nave e ricostruzioni della vita dei vita dei vichinghi, mentre i bambini possono divertirsi con una caccia al tesoro.

Dopo il museo percorriamo la penisola di Hinsholm, a nord di Keterminde. E’ una zona rurale, con piccoli paesi (il più bello per noi è Viby), con molte case e fattorie a graticcio. Proseguiamo fino alla punta di Fyns Hoved collegata alla penisola da una stretta strada rialzata. A piedi si possono raggiungere le scogliere alte più di 20 metri: il paesaggio è molto bello.

Il giorno dopo entriamo nella regione dello Sjaelland (Zealand) meridionale  e visitiamo di Trelleborg: una fortezza vichinga, circolare, la migliore delle quattro esistenti in Danimarca, che fu abitata per un un brevissimo periodo attorno all’anno 1000 da una guarnigione di di circa 500 soldati, diversi artigiani, donne e bambini.

La tappa successiva è Soro, con la famosa Soro Akademi, un’antica scuola d’elite, al centro  della quale sorge la Soro Kirke, la più grande chiesa monastica del paese, costruita nel XII° secolo, con l’interno in stile romanico, soffitto gotico ed affreschi medioevali. Noi facciamo una piacevole passeggiata nei giardini e nel parco con il lago dell’Akademi. Anche la cittadina merita una breve visita piedi. In modo particolare Sogade, una via con una schiera di case in legno e muratura, dai tetti con tegole rosse e dalle pareti giallo senape, che incombono sui passanti.

Pernottiamo nel campeggio “Roskilde Camping”, www.roskildecamping.dk, adatto ala famiglie, lungo il fiordo che penetra di più di 30 km nell’entroterra sul quale si trova Roskilde.

Dedichiamo quasi un’intera giornata alla visita di Roskilde. La città è soprattutto famosa per il Museo delle Navi Vichinghe e per la straordinaria ed imponente cattedrale, in mattoni rossi, dichiarata Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Il Museo (www.vikingsmuseum.com) si compone di due sezioni : la sala della navi vichinghe che ospita le 5 navi ritrovate nel fiordo che offrono una panoramica dei diversi tipi di navi usate da quel popolo (un mercantile per le tratte transoceaniche, una nave da guerra per incursioni all’estero, un mercantile costiero, una nave da guerra probabilmente per la zona baltica ed un peschereccio). La seconda sezione è l’adiacente “Isola del Museo” (Museemso), dove squadre di artigiani utilizzano tecniche ed utensili vichinghi per costruire riproduzioni di navi vichinghe. La Cattedrale (www.roskildedomkirke.dk) oggi si presenta come una splendida testimonianza dei suoi 800 anni di vita perché nel corso della sua esistenza è stata più volte rimaneggiata. E’ il mausoleo reale e contiene al suo interno le cappelle e le cripte in cui i sovrani danesi sono sepolti.

Fatto strano in Danimarca Roskilde è una città collinare: ed allora nella giornata non ci lasciamo scappare una passeggiata “giù al porto e su per il centro”. Quando la visitiamo il grande festival rock è concluso da pochi giorni: vale infatti ricordare che Roskilde, dagli anni ’70, organizza per quattro giorni un grande concerto rock tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio (www.roskilde-festival.dk).

Trascorriamo la notte nel campeggio DCU-Camping Hornbæk,  in Planetvej 4, nella cittadina di vacanze Hornbæk, con una meravigliosa spiaggia di sabbia bianca e con l’aria che profuma di mare e di rosa selvatica.

Il castello di Frederiksborg, www.frederigsborgslot.dk, in Slotsgade 1, a Hillerod, è la prima visita del giorno successivo. Il castello in stile rinascimentale olandese, la cui costruzione su tre isolotti al centro del lago Slotso fu avviata nel XVI° secolo, venne ampliato nel XVII° secolo e dopo l’incendio del 1859 largamente ristrutturato, è per questo un insieme di storia, bellezza ed imponenza. La visita al suo interno si sviluppa in 70 stanze, tutte con meravigliosi mobili ed arredi, soffitti dorati, arazzi e bei dipinti. Poiché il castello è anche, dopo la ristrutturazione del XIX° secolo museo nazionale, la visita include il Museo di Storia Nazionale e la Moderne Samling (Collezione Moderna), con quadri e fotografie del Novecento. A nord del complesso ci sono gli splendidi giardini (Slotshaven) che noi visitiamo in circa un’ora: uno barocco, uno di epoca romantica ed un querceto

A Hillerod soggiorniamo in uno dei più bei campeggi se non il più bel campeggio della nostra esperienza di viaggiatori: si chiama Hillerod Camping, www.hillerodcamping.dk, e si trova in Blytaekkervey 18.

La prima tappa del giorno successivo è il villaggio di pescatori di Gillaleie. Segue Helsingor, con il suo famoso Kronsborg Slot, dichiarato Patrimonio Universale dell’Umanità da parte dell’Unesco, uno dei castelli rinascimentali più importanti del nord Europa  e reso famoso perché, a detta dei danesi, fu il luogo in cui Shakespeare ambientò la tragedia di Amleto (Elsinore è infatti il termine inglese per Helsingor). Si può visitare l’interno a pagamento oppure, senza pagare nulla, fare un giro attorno ai maestosi frangionde del complesso ed accedere, attraversando fossati, al cortile interno. In questo cortile si trova il Museo Marittimo (Handels-og Sofartsmuseet), che con i suoi modellini di navi, carte nautiche e strumenti marittimi fa capire l’impatto che il mare ha avuto per la Danimarca.

La cittadina ha numerose vie storiche, tutte pedonali, in cui case in legno, chiese gotiche (le più importanti: Sankt Olaf Kirke, Karmeliterklostret, Sankt Olaf Kirke) si alternano a negozi ed invitanti caffè e nelle quali è piacevole passeggiare.

Alla sera siamo in campeggio a Copenhagen (Kobenhavn) e per quattro notti lì resteremo. Nei tre giorni di visita di Copenhagen scopriamo che tutte le principali attrattive sono nel centro storico medievale eccezion fatta per la famosa Sirenetta che si trova nel porto. Queste attrattive sono:

Tivoli, www.tivoligardens.com, in Vesternbrogade 3, un raffinato parco dei divertimenti composto da giostre, giardini, luoghi di ristoro, attrazioni e dove vengono organizzati spettacoli all’aperto, i più famosi dei quali sono quello di fuochi d’artificio il sabato e il teatro di pantomima.

Nyhaven. Un canale, nel passato luogo di marinai e scrittori (ovviamente anche di Hans Christian Andersen), ora di case a frontone dai colori vivaci e numerosi bar che servono aringhe e birra ai numerosi turisti. Alle spalle del canale c’è il quartiere più elegante della città, Frederiksstaden, dove vive la famiglia reale.

Christianshavn, l’incantevole quartiere dei canali, costruito a modello di quelli olandesi, circondato dagli antichi bastioni, un affascinante insieme di nuovi e lussuosi complessi residenziali, eleganti magazzini d’epoca ed in cui si trova il “libero stato di Christiana”, fondato negli anni ’70 da un gruppo di squatter in nome dei principi e dello stile di vita hippy, ma che nel corso degli ultimi anni ha vissuto un processo di normalizzazione da parte delle autorità danesi.

Amelienborg Slot, www.rosemborg-slot.dk, in Ameliemborg Plads, il castello dove hanno vissuto tre generazioni di monarchi danesi e dove, tutti i giorni alle 12, c’è il cambio della guardia.

Rosemborg Slot, www.rosemborg-slot.dk, in Oster Voldgade 4A,  bellissimo castello in stile rinascimentale olandese, con i suoi incantevoli giardini, “Kongens Have”.

Nelle nostre passeggiate abbiamo anche apprezzato: il Quartiere Latino, a nord della pedonale via centrale Stroget, con i suoi caffè ed i negozi di seconda mano, come pure le vie laterali di Stroget, per i negozi indipendenti ed il design; la cattedrale di Copenhagen, Vor Frue Kirke, in Norregade 8, con le sue altissime volte e le colonne neoclassiche che la fanno assomigliare più a un museo che a un luogo di culto: il Radhus, il municipio, imponente ed in mattoni rossi, nella piazza centrale Radhuspladsen, in prossimità del Tivoli; la Rundetaarn, www.rundetaarn.dk, in Kobmagergade 52A, con la sua rampa elicoidale di 209 metri, dalla quale si ha una splendida vista sulla città. Den Lille Havfrue, ovvero la sirenetta, voluta agli inizi del XX° secolo dal magnate della birra Carl Jacobsen rimasto affascinato da un balletto ispirato alla favola di Anderson, l’attrattiva turistica per eccellenza di Copenhagen, ma in realtà poco amata dai danesi che l’hanno più volte privata di testa e braccia per atti di protesta o vandalici. La Sirenetta è all’ingresso del porto.

Lasciamo Copenhagen con il desiderio di ritornarci e visitiamo la cittadina di Koge: bella, con interessanti case storiche lungo un itinerario a piedi che attraversa il centro (per una mappa rivolgetevi all’Ufficio del Turismo in Vestergade 1, www.visitkoege.com).

La tappa successiva è Vallo, in una zona rurale a circa 7 chilometri a sud di Koge: è un minuscolo borgo, con vie acciottolate e case dal colore giallo senape. Ha anche un castello, Vallo Slot, in mattoni rossi ed un fossato ricco di ninfee e, durante la visita, gracidanti rane, boschi e giardini che raggiungono il mare.

Lasciamo l’isola di Sylland – Zealand – e raggiungiamo Mon, una delle maggiori attrattive turistiche della Danimarca e sostiamo per tre notti nel campeggio Camp Møns Klin, Klintevej 544, 4791 Borre+45 55 81 20 2, info@campmoensklint.dk, in prossimità delle bianche scogliere.

La prima località che visitiamo con il camper è Elmelunde, un borgo rurale, che conserva una delle più antiche chiese di pietra della Danimarca costruita nel 1080. La chiesa ha le volte tutte dipinte da un anonimo artista locale, per convenzione chiamato il “maestro di Elmelunde”, che con pitture ad acquarello su pareti o soffitti appena intonacati, un sapiente uso di spazi bianchi ed una tavolozza caratterizzata da calde tonalità naturali – ruggine, senape, terra di Siena, rosso mattone e azzurro chiaro -, a scopo didattico, ha saputo rappresentare scene dalle sacre scritture che lasciano stupefatto il visitatore per la loro bellezza.

Segue Stege: è il centro più abitato all’isola, attraversato da un’unica e stretta via centrale, con interessanti case, caffè e negozi. La chiesa del borgo, la Stege Kirke, ha le pareti ed il soffitto ricoperti di affreschi in nero e rosso, in puro stile naif, con figure bizzarre ed animali non molto riconoscibili.

Ci fermiamo per un breve spuntino nella bianca spiaggia Ulvshale: incontaminata, in lieve pendenza verso il mare, è stata creata dai frammenti di roccia delle scogliere dell’isola ed è affollata da chi pratica il windsurf.

Un ponte abbastanza recente (1968) collega l’isola di Mon a quella di Nyord. C’è un unico villaggio con lo stesso nome dell’isola: le macchine non possono entrare (c’è un grande parcheggio all’ingresso dove lasciamo il camper) ed è un agglomerato di cottage dal tetto in paglia, con incantevoli giardini in fiore. Nel borgo ci sorprende il grande numero di rondini ed in effetti la piccola isola è un paradiso per il birdwatching.

La giornata si chiude con la visita alla chiesa duecentesca di Keldby dagli splendidi affreschi, sopratutto quello in cui l’artista ha ritratto il giorno del Giudizio con i salvati che si uniscono ai santi ed i dannati che stanno scendendo verso un inferno popolato di diavoli, tema ricorrente nelle chiese dell’isola.

Dedichiamo il giorno successivo alla visita delle le scogliere bianche di Mons Klint. Dapprima facciamo una passeggiata lungo la zona boschiva sulle scogliere dalle quale si hanno delle splendide vedute delle scogliere stesse e del mare. Ritornati sui nostri passi raggiungiamo il GeoCenter Mons Klint, http://www.moensklint.dk, un moderno centro dove si può fare uno spuntino e avere informazioni scientifiche sulla zona e le scogliere. In prossimità del centro, c’è la scalinata in legno a picco sul mare (le scogliere sono alte circa 120 metri)  che ci permette di raggiungere la spiaggia. Qui scopriamo che le bianche scogliere di gesso non sono così bianche come appaiono, ma hanno tonalità di arancione, di grigio nerastro a seguito della presenza di selce e di porpora. E, come tutti i turisti che hanno raggiunto la spiaggia, anche noi ci mettiamo alla ricerca di fossili del Cretaceo: e qualche frammento va ad arricchire i ricordi dei nostri viaggi sul camper.

Il giorno dopo lasciamo il campeggio e visitiamo la chiesa di Fanefjord , con gli acquerelli del maestro di Elselund e, secondo la guida della “Lonely Planet”, la sua firma a forma di un uomo stilizzato con orecchie da coniglio. Alcune di queste “scenette bibliche” sono uniche: come quella dei diavoli intenti a strappare l’anima a Giuda, o dell’allegro demone dalle ginocchia cornute che ascolta i pettegolezzi di due signore, o quella di Maria che nel giorno del Giudizio fa inclinare la bilancia in favore dell’umanità.

E’ l’ultima tappa del viaggio in Danimarca: non ci rimane che spostarci a Rodby per prendere il traghetto che ci porterà in Germania a Puttgarden.

Nota. Era il mese di luglio del 2013 quando abbiamo fatto questo viaggio di tre settimane, però tutti i siti, campeggi inclusi (tranne quello di Copenhagen di cui abbiamo perso traccia, per cui abbiamo ritenuto di non riportarlo  nel diario, ma in rete ci sono molte possibilità) sono stati controllati in internet mentre rivedevo il diario in questo inizio di 2020. 

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