Siamo ancora in Italia quando decidiamo di fare la prima tappa di questo viaggio: è a San Daniele del Friuli per una cena con il delizioso prosciutto crudo. Sostiamo per la notte nell’area di sosta della città, in Via Udine, e l’indomani mattina entriamo in Austria.
La prima meta è Villach nella Carinzia centrale. Attraversata dal fiume Drava, al suo centro c’è l’Hauptplatz (piazza centrale), rettangolare, più simile ad una via che ad una piazza (caratteristica, questa, che ritroveremo in altre città austriache), con la Colonna della Trinità, alla cui sommità ci sono le statue di san Rocco e san Floriano, che fu eretta per proteggere la cittadina dalla peste (1739). Poi la Stadtpfarrkirche Sankt Jakob, in Oberer Kirchenplayz, 8, con interessanti affreschi, soffitto con decorazioni a stucco ed imponente altare rococò rivestito in foglia d’oro.
Passeggiando notiamo che nel centro storico ci sono molti caffè con i tavolini all’aperto che rendono la cittadina molto vivace e ci immaginiamo come potrebbe essere Villach nel periodo natalizio (ed infatti il suo mercatino è tra i più frequentati della zona, anche dagli italiani vista la vicinanza con il confine).
La seconda tappa della giornata è Klagenfurt, il capoluogo della Carinzia, sul bellissimo lago Worthersee. Una volta sistemato il camper nel campeggio “Klagenfurt am Wörthersee”, in Metnitzstrand 5, GPS: 46°37’05.7‘‘N 14°15’23,1’‘O, http://www.gocamping.at, facebook.com/camping.woerthersee, in prossimità del lago, dove passeremo due notti, visitiamo Klagenfurt.
Iniziamo con l’Alter Platz (Piazza Vecchia), che come a Villach, è più una larga e lunga via pedonale, con numerosi caffè e racchiusa da bei palazzi. Tra questi, il Rathaus (Municipio) del XVII° secolo, con un bel cortile a portici rinascimentale. Anche qui, al centro della piazza, si trova, la Dreifaltigkeitssäule (Colonna della Trinità) del 1683, in questo caso con alla sommità una mezzaluna dorata in ricordo della vittoria sui Turchi.
Nella nostra passeggiata abbiamo avuto modo di apprezzare: la famosa fontana del drago, simbolo della città, in Neuer Platz (Piazza Nuova); Landhaus, rinascimentale, sede del parlamento del Land, con la Grosser Wappensaal (Sala degli Stemmi), che contiene più di 600 stemmi delle casate austriache e, nel soffitto, un magnifico trompe l’oeil, che crea l’illusione di trovarsi in una galleria a volta, nella quale sono ritratti alcuni notabili austriaci mentre rendono omaggio a Carlo VI°; la Stadthauptparrkirche Sankt Egyd, in Pfarraplatz, una torre alta 45 metri, con 225 gradini che se saliti vi permettono di cogliere una bella vista della città e delle montagna circostanti; il Dom, la cattedrale della città.

Alter Platz 
La Colonna della Trinità 
La fontana del drago
Klagenfurt ha nel suo centro degli interessanti musei, che, purtroppo per il poco tempo a disposizione in questo viaggio non vistiamo: il Landesmuseum Rudolfinum, http://www.landsmuseum-ktn.at, di storia naturale, archeologia e delle tradizioni popolari della Carinzia; l’Eboard Museum, http://www.edordmuseum.com, in Florian Groger Strasse 20, una chicca per gli appassionati di musica, in quanto raccoglie più di 1700 strumenti a tastiera (nel sito si può leggere che il museo è “il più grande del mondo” di questo genere).

Prima di cena visitiamo la zona dell’Europapark all’interno della quale il campeggio si trova. Degno di nota lo stabilimento balneare sul lago con cabine, ristoranti e pontili: è però sera e, quindi, ritorniamo sul camper per una rilassante sera.
La prima tappa del percorso del giorno dopo è la cittadina di Feldkirchen: merita una breve visita per il suo centro e l’antica chiesa Maria im Dom (fine 1200), con elementi romanici, gotici e barocchi. Segue Gurk, una minuscola cittadina, famosa per il suo Dom, la cattedrale romanica più pregevole di tutta l’Austria, costruita nella seconda metà del XII° secolo. Da non perdere nella visita l’armoniosa cripta colonnata.
Nel primo pomeriggio raggiungiamo Friesach, la cittadina più antica di tutta la Carinzia e che, unica in Austria, conserva il fossato che con le mure di pietra grigia proteggono il centro. La nostra visita ha inizio dalla pittoresca Hauptplatz e si sviluppa tra le due (delle quattro) fortificazioni medievali (Rotturn e Petersberg) e due chiese della cittadina, Peterskirche e la Stadtpfarrkirche dedicata a San Bartolomeo.

Maria im Dom – Feldkirchen 
Dom – Gurk 
Interno del Dom – Gurk 
Hauptplatz – Friesach 
Il Fossato con le Mura – Friesach Stadtpfarrkirche – Friesach

Il giorno successivo visitiamo Burg Hochosterwitz, http://www.burg-hochosterwitz.at, una fortezza di origini medioevali arroccata attorno alla pendici e sulla sommità di una collina. Ci sono 14 torri che culminano in un bastione centrale, fatte costruire dall’allora proprietario nella seconda metà del XVI° secolo, per proteggersi dalle invasioni turche. Durante la salita si passa sotto le numerose porte, tutte dotate di dispositivi difensivi, costituiti anche da lance che potevano essere scagliate contro i transitanti nemici. Infine c’è il castello che, come consuetudine, raccoglie un insieme di armi ed armature, la più curiosa delle quali riguarda quella di un ragazzo che all’età di 16 alti era alto 2 metri e 25 centimetri. La giornata è piuttosto calda, afosa, la salita non è delle più agevoli, ma l’insieme vale assolutamente la fatica.
Entriamo nella Stiria e facciamo sosta a Barnbach. Da circa tre secoli luogo di fabbricazione del vetro, questa cittadina è ora famosa per la sua chiesa dedicata a Santa Barbara. Edificata dopo la seconda guerra mondiale, l’anonima e mal costruita chiesa necessitava di essere ristrutturata già alla fine degli anni ’80 del secolo scorso. Fu così che venne organizzato un referendum tra gli abitanti della cittadina: l’80% dei partecipanti fu d’accordo nell’assegnare i lavori all’architetto Friedensreich Hundertwasser (1928-2000), noto per la sua genialità e per i suoi progetti originali, caratterizzati da brillanti colori, forme organiche, riconciliazione dell’uomo con la natura, dal rifiuto delle linee dirette, dall’amore e dall’uso della spirale (nella sua produzione si possono facilmente ritrovare echi di Gaudì, dell’arte della Secessione viennese, di Egon Schile e Gustav Klimt). E la sua Sankt Barbara Kirche, che può essere visitata gratuitamente (c’è un foglio esplicativo in inglese all’ingresso per il quale è opportuno lasciare un’offerta, mentre le visite guidate sono solo su appuntamento), non è che l’esaltante realizzazione delle sue idee sull’arte ed una grande delizia per gli occhi.

Ancora inondati dai colori della chiesa raggiungiamo Graz e ci sistemiamo nell’area di sosta per camper “Reisemobil Stellplatz”, in Martinhofstraße 3, GPS: 47°01’29” N 15°23’49” E.o, http://www.reisemobilstellplatz-graz.at.
A circa 200 metri c’è l’autobus per raggiungere il centro: è quasi sera ma ne approfittiamo per una veloce visita della città. Tutto il centro è illuminato e, nella sua tranquillità, ha un fascino tutto particolare.
Dedichiamo l’intera successiva giornata alla visita di Graz, dichiarata patrimonio universale dell’Umanità dall’Unesco. Trova conferma la nostra impressione della sera precedente: Graz è una città dalla popolazione giovane (è sede universitaria), presenta uno stile architettonico che è una combinazione di elementi rinascimentali, barocchi e moderni, ci sono molti spazi verdi e molte case hanno i tetti dal color rosso.
Passeggiamo senza una meta precisa nel centro storico. Poiché abbiamo un solo giorno, escludiamo i musei (è da ricordare che a Graz venne fondato l’Universalmuseum Joanneum nel 1811, il più antico museo austriaco, che ha ora numerose sedi nella città – la principale in Raubergasse – e in tutta la Stiria). Deliziati dallo stile della città, troviamo di grande interesse i seguenti siti: il Burg, quattrocentesco, sede del governo locale, famoso per la doppia scala a chiocciola del 1499 in Hofgasse; il Landhaus, in Herrengasse, l’antico palazzo della Dieta in stile rinascimentale; la Domkirche, in Burgasse 3, la cattedrale di Graz, con l’affresco, un po’ sbiadito, nella parete esterna che raffigura la città dopo tre flagelli dopo il 1480: l’arrivo dei turchi, la peste e l’invasione delle locuste; il Mausoleo di Ferdinando II, in Burgasse 3; il Rathaus (Municipio) in stile barocco nella Hauptplatz; Schossberg, l’altura di 473 metri (si sale o a piedi o con funicolare, con partenza da Kaiser-Franz-Josef-Kai, o con l’ascensore a vetro da Schloobergplatz) sulla quale venne costruita nel 1125 una fortezza da cui la città prende il nome (in sloveno gradec significa piccola fortezza) che fu poi rasa al suolo nel periodo napoleonico, e che ora è occupata da un parco, dai resti della fortezza, da un ristorante, un piccolo museo militare e, soprattutto, sul lato meridionale, dalla Torre dell’Orologio (Uhrturm), il simbolo della città.

Landhaus – Visto dal cortile 
Il Municipio 
La Torre dell’Orologio

La mattina dopo, con il camper, ci spostiamo alla periferia di Graz in Eggenberg Allee, per visitare il castello di Eggenberg. E’ un bellissimo castello barocco, con numerosi elementi che richiamano lo stile rinascimentale italiano, commissionato dall’allora proprietario Ulrich Eggemberg per celebrare la sua nomina a governatore dell’Austria interna. Fu progettato dall’architetto Giovanni Pietro de Pomis, pittore ed architetto nato a Lodi ed al servizio dell’imperatore Ferdinando II (autore, tra l’altro, del Mausoleo in Graz). Partecipiamo alla visita guidata in inglese. E così abbiamo modo di conoscere numerosi aneddoti della famiglia Eggtemberg, di ammirare le 24 stanze di rappresentanza (Prunkraume), gli arredi, gli affreschi, e soprattutto di comprendere i numerosi simboli astronomici, i segni zodiacali e le scene tratte dalla mitologia classica che si trovano in tutto il castello e nel parco circostante. Lasciata la guida, continuiamo la nostra visita nell’Antica Galleria (Alte Galerie), dove i colori delle pareti sono stati scelti per valorizzare al meglio i quadri esposti ed il bel giardino (Schlossgarten).
Lasciato il castello ci indirizziamo verso la successiva tappa, Rust, situata nel Burgenland, sul lago Neusiedler (il suo centro storico ed il lago sono Patrimonio Universale dell’Umanità). Nel percorso non ci facciamo sfuggire un’altra opera di Friedensreich Hundertwasser: le terme di Rogner Bad Blumau (autostrada A2 uscita Sebersdorf/Bad Waltersdorf, attraversare Bad Waltersdorf, sempre dritto in direzione Leitersdorf, le terme si vedono sulla destra). Per ulteriori informazioni e la consigliabile prenotazione, il sito web è il seguente: http://www.blumau.com. Il posto è un paradiso per gli occhi ed una grande gioia per il corpo.
Raggiungiamo Rust di sera e ci sistemiamo nel campeggio “Storchencamp Campingplatz Rust”, in Ruster Bucht Campingpl., 334.

La mattina dopo, in campeggio, noleggiamo le biciclette e visitiamo Rust, la cui ricchezza – come è testimoniata dalla numerosi ed eleganti case borghesi e da alle ampie distese di vigneti – è basata da secoli sul vino, introdotto qui dai Romani: la zona è quella del Burgenland, i vini sono soprattutto bianchi (tra i pochi rossi da ricordare il Blaufrankisch), ed i viticultori di Rust possono ancora fregiarsi della lettera “R” accordata dall’imperatore nel 1524 (allora sulle botti ora sui tappi di sugheri). Rust è anche famosa per le cicogne che, tra marzo e la fine di agosto, fanno i loro nidi sui comignoli o sulle strutture metalliche appositamente costruite sui tetti di molte case della cittadina.
La meta della nostra escursione in bicicletta è soprattuto il lago, che è il secondo lago di steppa più grande d’Europa, tutto circondato da una zona acquitrinosa ricoperta da canneti e popolata da numerose specie di uccelli che qui trovano il loro habitat ideale. Lungo il perimetro del lago si snoda una pista ciclabile adatta a tutti dato il terreno pianeggiante, e l‘unica avvertenza è di portarsi la carta d’identità se si intende percorrerla anche nella parte meridionale in quanto è territorio ungherese. Raggiungiamo Morbisch am see, vicinissimo al confine con l’Ungheria e partecipiamo alla festa del villaggio. Adeguatamente saziati dalle tradizionali libagioni, continuiamo il percorso in territorio austriaco per ritornare in campeggio a Rust, dopo aver gustato ed acquistato da un produttore il vino locale.

Casa di Rust 
Il Museo di Rusticante 

La zona acquitrinosa del lago 
Vicolo in fiore a Morbisch am see 
Il pranzo alla festa del villaggio
Il giorno successivo raggiungiamo Vienna e scegliamo, tra i campeggi, il “Neue Donau”, e-mail neuedonau@campingwien.at, uscita autostrada Olhafen/Lobau,
GPS: Länge: 16 26 40.08, Breite: 48 12 33.25 (c’è anche un’area di sosta camper
in Perfecktastrasse 49/53, N 48.136940, E 16.315830). Conosciamo la città, abbiamo un giorno e mezzo per la sua visita e per questo tralasciamo la reggia degli Asburgo (lo schloss Schonbrunn) e lo schloss Belvedere e facciamo una selezione tra i siti che questa meravigliosa città offre al visitatore.
Il pomeriggio del nostro arrivo lo dedichiamo ad una passeggiata nel quartiere centrale, Innere Stadt, incluso dall’Unesco nei siti Patrimonio dell’Umanità. Ogni guida turistica ne presenta uno, della durata di circa 2 ore per 2 chilometri circa. Noi iniziamo da Stephansdom, la cattedrale capolavoro gotico di Santo Stefano e proseguiamo per Grabe, la via dello shopping. Girando a sinistra di Grabe, proseguiamo fino a Michaelerplatz, dove è possibile ammirare la chiesa di San Michele, in stile romanico, insolito per gli edifici religiosi in Vienna, la Looshaus, uno dei massimi esempi del modernismo viennese, un ingresso dello Hofburg con la scuola spagnola di equitazione, quella dei famosi cavalli bianchi lipizziani. Dopo di che proseguiamo verso Heldenplatz. A destra oltre il Volksgarten c’è il Rathaus, mentre a sinistra si trova il Neue Burg con i suoi musei ed il Burtgarten con le statue di Mozart e di Francesco Giuseppe. E qui ha termine la nostra passeggiata.
La prima visita del giorno dopo è il Kunsthistoriches Museum, http://www.khm.at, al quale si rimanda per avere dettagliate informazioni circa l’organizzazione del Museo, uno dei più interessanti musei al mondo grazie alle raccolte di capolavori fatte arrivare agli Asburgo da ogni angolo del loro impero. La Gemaldegalerie (pinacoteca) al primo piano è del museo la parte più importante perché qui sono raccolte un grande numero di opere di Rubens, Pieter Bruegel il Vecchio, Durer, Rembrandt, e Bosch il “Giudizio Universale” e di molti altri noti e grandi artisti. Non mancano molte sale dedicate alla pittura italiana del XV° e XVI° secolo. Ben rappresentata l’opera del Tintoretto, di Tiziano, del Veronese e dell’Arcimboldi.
Lo Hofburg è il palazzo che per secoli è stata la residenza degli Asburgo e la commistione dei suoi stili architettonici evidenzia il desiderio di ogni sovrano di personalizzare il palazzo e superare in qualità architettonica i suoi predecessori. Dei musei che esso ospita noi abbiamo visitato i Kaiserappartments, il Sisi Museum, lo Hoftafel und Silberkammer. Gli appartamenti reali, a suoi tempo occupati da Francesco Giuseppe e dall’imperatrice Elisabetta, lasciano sbalorditi i visitatori per l’opulenza degli arredi, dei lampadari di cristallo e delle loro tappezzerie. Una parte delle sale è occupato dal Museo di Sissi, che contiene , con una suggestiva messinscena, numerosi oggetti appartenuti alla Imperatrice come ombrelli, ventagli, guanti, abiti, ricette di bellezza, il cofanetto da viaggio, la farmacia da viaggio e il certificato di morte originale. Nella “Sala dei servizi da tavola e dell’argenteria di corte” fa spicco un centro tavola realizzato a Milano dalla ditta Luigi Manfredini in occasione dell’incoronazione dell’imperatore Ferdinando a re del Regno Lombardo Veneto nel 1838, che può esser composto a formare un insieme lungo trenta metri con ripiani specchiati.
Visitare Vienna è anche cedere piacevolmente alla tentazione di gustare degli ottimi dolci. Così, nella nostra visita, non possono mancare due soste: il Café Sacher, in Philarmonikerstrasse 4, https://www.sacher.com, per l’omonima torta che qui venne fatta per la prima volta (però …però … la lunga attesa ed una torta che ora puoi gustare anche altrove …) ed il Café Demel, https://www.demel.com, attivo dal 1786, in Kohlmarkt 14, dalle splendide vetrine, per la Anna torte, di cioccolato e nocciole e perché no per la loro sacher (hanno perso la battaglia legale con il Sacher Caffè sulla progenitura della torta) che qui si chiama Edward-Sacher-Torte, dal nome del figlio dell’inventore che andò a lavorare da Demel. Poiché non si vive di soli dolci, altre due tappe sono state Trzesniewski e Do-An nel Nashmarkt. Trzesniewski è famoso per le tartine, un’istituzione a Vienna da più di un secolo, con sede centrale in Dorotheergasse. C’è l’imbarazzo della scelta perché servono le tartine di pane nero con 23 diverse creme spalmabili, sulle quali da sempre vengono tracciate delle onde. Il gusto più richiesto è pancetta e uovo e dichiarano che tutto viene fatto artigianalmente. Il migliore accompagnamento è un “Pfiff” (birretta) come si dice a Vienna servita in un bicchierino che contiene l’insolita quantità di un ottavo di litro. Nashmarkt, attivo da alcuni secoli, è il più popolare mercato di Vienna e si estende tra le stazioni della metro di Karlsplatz (U1-U2-U4) e Kettenbrückengasse (U3). Si trova di tutto – carne, pesce, frutta, verdura, dolci, the e infusi, cibi orientali, grappe e vini di tutti i tipi – e di sabato ha anche un’area destinata a mercato delle pulci. Tra le bancarelle ci sono anche numerosi bar, chioschi e piccoli ristoranti che servono piatti tradizionali austriaci e cibo etnico. Tra questi il Do-An, in Linke Weinzeille, Stand 412.

Una volta lasciata Vienna ci indirizziamo nell’Austria Inferiore (Niederosterreich) per visitare la valle del Danubio (in austriaco Wachau), Patrimonio dell’Umanità, nella parte che va da Krems a Melk, giustamente nota per il suo paesaggio, i vini, i castelli, le abbazie ed i borghi medioevali. La visita ha inizio con Krems an der Donau e Stein, quest’ultimo un piccolo centro una volta indipendente ma che ora fa parte di Krems. Assai piacevole è la passeggiata tra le vie acciottolate, le case barocche, le chiese Pfarrkirche Sankt Velt e Piariststenkirche a Krems, nelle due splendide piazze Schurerplatz e Rathausplatz e nelle zone alle loro spalle di Stein. L’altra tappa è Durnstein, che sorge su un’ansa del fiume ed è dominata dai resti di un castello (Kuenringerburg) dove venne imprigionato Riccardo Cuor di Leone. Incantevoli sono le sue abitazioni, pregevole l’Abbazia dedicata all’Assunta. La nostra visita della valle si conclude con Melk, famosa per la sua abbazia benedettina (www.stiffmelk.at) in Abt Berthold Dietmayr Strasse 1 e per lo Schloss Schallaburg, uno splendido palazzo rinascimentale con relativo bel parco, a circa 6 kilometri a sud della cittadina. Ma il borgo, con le sue vie acciottolate, merita una visita.

Una piazza di Krems 
Campanile della chiesa di Stein 
I resti del castello a Durstein 
Torre della chiesa dell’Abbazia – Durnstein Un vicolo a Durnstein 
L’ingresso dell’Abbazia benedettina a Melk
Lasciamo la valle del Danubio, entriamo nell’Austria Superiore (Oberossterreich) e sostiamo per la notte nel campeggio “Camping Am Fluss”, in
Kematmüllerstraße 1a, a Steyr, GPS:N 48.05949, E 14.43274; N 48°03’34”, E 14°25’58”.
Il giorno successivo visitiamo Steyr: adagiata alla confluenza di due fiumi, è incantevole per i suoi edifici color pastello che si affacciano sui vicoli acciottolati. A seguire visitiamo l’abbazia agostiniana di Sankt Florian: l’Augustiner Chorherrrenstift, tra le più belle di questa parte dell’Austria, in Stiftstrasse 1, http://www.stift-st-florian.at. All’esterno colpisce la facciata bianca e gialla e lo sfarzoso stile barocco che l’adorna. L’interno è visitabile solo partecipando ad una visita guidata che vi permette di ammirare i lussuosi appartamenti, una vasta biblioteca, la Sala di Marmo con un bizzarro letto e la Stiftskirche, con l’elaborato altare barocco.

La via centrale di Steyr 
L’Abbazia 
La biblioteca
Lasciata l’Abbazia entriamo nel Salzkammergut. Il paesaggio è incantevole: nei laghi – Attersse, Mondsee, Wolfgangsee – si riflettono le montagne e le dolci colline della zona. Alla sera raggiungiamo il bel campeggio appena fuori il piccolo centro di Sankt Wolfgang, “Seeterrassencamping Ried”, in Ried 18.
Il giorno dopo visitiamo Sankt Wolfgang. E’ situata sulle sponde scoscese del lago Wolfgangsee, affollata di turisti e di pellegrini che si recano alla Wallfahrtskirche (Chiesa del Pellegrino) del XIV° secolo. A suo interno, c’è un capolavoro di arte sacra: è l’altare maggiore ad ante, un esempio perfetto di stile gotico-germanico, con elementi del Rinascimente italiano, realizzato dal Michael Pacher.
Una piazza di Sankt Wolfgang 
Il lago 
La chiesa
Il più famoso albergo di Sankt Wolfgang è Im Weissen Ross, in Im Stockl 74, http://www.weisserroessl”, perché al suo interno è stata ambientata l’operetta “Al cavallino bianco”. Tutto nell’albergo richiama l’operetta: anche la carta che avvolge l’appetitosa fetta di torta che ci gustiamo con un buon cappuccino al bar.
Dopo una breve visita del centro storico medievale di Hallein (curiose le scritte fatte sul vertice ripiegato delle facciate delle case), arriviamo a Volders dove trascorriamo la notte nel bel campeggio “Schloss Camping Aschach”, GPS
47°17′13″ N (47.287170); 11°34′21″ E (11.572530).
Trascorriamo gran parte del giorno dopo nel museo della Swaroski, Swaroski Kritallwelten, a Wattens, https://kristallwelten.swarovski.com. C’è tutto quello che ti aspetti: gli occhi sono deliziati dalle forme e dai colori dei monili esposti, da quelli meno recenti a quelli delle ultime collezioni, con la musica di Brian Eno (“Ambient 1: Music for Airports”) si compie un percorso tra sculture di cristallo dai cangianti colori, e nel negozio si può acquistare di tutto, da articoli il cui costo ammonta qualche euro a composizioni in cristallo di qualche migliaia di euro.

L’ingresso del Museo 

Lasciato il museo, raggiungiamo Hall in Tirol. Con le case color pastello che si affacciano sui medioevali vicoli tortuosi che conducono alla Oberer Standtplatz della Oberrerstadt (Città Alta), si chiude questo viaggio in Austria.








