Non è stata la prima volta nelle Marche: negli anni, grazie soprattutto ad un amico, grande camperista, l’abbiamo percorsa tutta. Un po’ perché volevamo rivedere i suoi borghi medioevali, le sue piacevoli colline e gustarci qualche giorno di mare, questa volta le nostre destinazioni sono state alcune località della costa e dei borghi dell’interno.
Abbiamo iniziato con la bella Gradara nella provincia di Pesaro Urbino, inserita negli elenchi dei borghi più belli d’Italia e delle Bandiere Arancioni del Touring Club e proclamata “Borgo dei Borghi 2018”. Sorge su una collina e la Rocca (a proposito: Paolo e Francesca di Dante nulla hanno a che vedere con la Rocca: pura leggenda!), il borgo fortificato, le due cinta murarie sono tra le strutture medievali meglio conservate non solo delle Marche ma di tutta l’Italia. Il parcheggio per i camper è appena fuori il borgo: è segnalato e comodo (con scarico). Purtroppo quando arriviamo è lunedì e la Rocca è chiusa al pubblico. Passeggiare tra le strette vie del borgo è non di meno affascinante: dalla via centrale, che sale, alle vie laterali è tutto un susseguirsi di edifici medievali, ora abitazioni private, ristoranti e negozi, ma l’atmosfera c’è e tutta. Per il pranzo scegliamo la pizzeria “Da Berto”: un locale storico, aperto negli anni ’60, che presta grande attenzione alla scelta delle farine (sul sito – pizzeriadabertogradara.com – e sul menù si può leggere, in dettaglio, le nove da loro usate) e che delizia i palati dei clienti con ottime pizze, piadine, crescioni e dolci rigorosamente fatti in casa.

L’ingresso al borgo 
Le Mura 
La via centrale
Nel pomeriggio ci spostiamo a Fano. Ci fermiamo nell’area “Sassonia” in viale Ruggeri: spartana, è difronte al mare, con un po’ d’erba e sassi, non è ombreggiata ed è lungo il viale. Per raggiungere il centro di Fano, percorriamo a piedi il lungomare: la spiaggia è tutta di sassi, ci sono stabilimenti balneari ed un po’ di spiaggia libera (vicino all’area di sosta), un’infilata di bar e ristoranti. Fano era importante ai tempi dell’antica Roma e di quel periodo, nel suo centro storico, si possono ammirare importanti vestigia: l’arco di Augusto, l’allora porta di accesso, con i giardini, le Mure Augustee, i resti dell’Augusteum, edificio per il culto imperiale (visitabili nella mediateca Montanari). Oltre che visitare il Museo della via Flaminia, ospitato all ex chiesa di San Michele, di fianco all’Arco Augusto. Nella nostra passeggiata abbiamo incontrato un luogo molto suggestivo: l’ex chiesa di San Francesco: di origine medievale (ma rifatta nell’800), è priva del tetto caduto durante il terremoto del 1930, decisamente “romantica” nell’impressione che comunica all’osservatore e contiene nel sottoportici della loggia delle belle tombe malatestiane. Fano ha due litorali: la Sassonia, quello dove si trova l’area, il Lido (e qui la sabbia prende il posto dei sassi) ed un porto, con qualche pittoresca via, la bella passeggiata del Lisippo (1 km circa, che inizia sulla destra, in fondo al litorale Sassonia) ed il molo dei trabucchi.

L’Arco di Augusto 
Le Mura 
L’ex chiesa di San Francesco

Il litorale “Sassonia” 
Tratto del litorale fuori dal parcheggio
L’indomani è la volta di Corinaldo, “Bandiera arancione” del Touring Club e tra i “Borghi d’Italia”, che offre a noi camperisti un bel parcheggio fuori dalle mura. Il borgo si trova sopra ad un colle, è di origine medievale e rinascimentale e conserva una possente ed intatta cinta muraria: lunga circa un chilometro, è intervallata da portoni, bastioni, torri ed uno sperone merlato. Ha vie strette che, alle volte, si allargano per diventare delle piccole piazze e scalinate: da cartolina quella con il Pozzo della Polenta. Per i credenti Corinaldo ha un significato particolare in quanto è la città natale di Maria Goretti (si può visitare la sua casa) a cui è dedicato il santuario dall’imponente facciata sito nel pieno centro del borgo.

Uno scorcio delle Mura 
La scalinata con il Pozzo della polenta 
Bougaville e Chiesa del Suffragio sullo sfondo 
Le dolci colline marchigiane viste da Corinaldo
La seconda tappa della giornata è Ostra. Anche questo borgo conserva una lunga cinta muraria medievale (1200 metri), con torrioni a pianta quadrata (se ne può osservare nove): in uno spiazzo, in prossimità di una delle porte, lasciamo il camper. La nostra passeggiata ci porta in Piazza dei Martiri, con il palazzo neoclassico del Comune ed il teatro Vittoria: è il punto in cui si uniscono le due parti del borgo: quella alta, fatta di via strette e circolari tipiche del medioevo e quella bassa, rinascimentale, con vie simmetriche.
Alla sera raggiungiamo l’area attrezzata di Recanati, in via Campo Boario: è alla base del centro storico, ha carico e scarico e elettricità, con tariffa per 12 o 24 ore (€ 7 o € 12), non è sorvegliata. Abbiamo già visitato Recanati e tutti i suoi luoghi legati a Leopardi, così la mattina del giorno dopo ci perdiamo nei suoi vicoli ed in qualche caffè e negozio per noi interessante. Tra i primi ci è particolarmente piaciuto il “Passepartout Libreria Caffè”, in p.le Mariano Patrizi, dove si può trovare una intelligente ed insolita scelta di libri nuovi ed usati ed un bell’ambiente dal gusto retro, con arredamento vintage. Mentre tra i secondi ha attirato la nostra attenzione per la qualità degli oggetti di antiquariato “Harmattan”, in via Roma 19. Comunque per chi non conosce Recanati, i punti di interesse che meritano una visita sono: la casa ove Leopardi abitò bambino, il colle dell’Infinito, la piazza Leopardi con il Palazzo comunale, la Torre del Borgo, il Complesso di Sant’Agostino con la Torre del Passero Solitario. Ed i musei: quello dedicato a Beneamino Gigli, alla Emigrazione marchigiana, a Silvia (ricordate la poesia?).

Piazza Leopardi 
La Torre del Borgo 
Vetrina di una vecchia merceria
La successiva tappa è Montelupone, “Bandiera arancione” del Touring Club. Ha un piccolo parcheggio per camper in via A. Manzoni (dichiarati 8 posti, con carico e scarico) e lì lasciamo il nostro Travel Van. A noi è piaciuto molto e per prepararvi alla eventuale visita così il Touring Club lo descrive: “un paese incantevole in cui si fondono armonicamente storia, arte e tradizione di un paesaggio naturale immerso tra le dolci colline che sfumano verso il mare (…) Il centro storico è posto sulla cima di un rotondeggiante colle e conserva ancora intatte le antiche mura cittadine, che racchiudono all’interno affascinanti zone d’interesse storico, culturale e turistico. Nelle vie e nelle piazze principali sono radunati numerosi e rinomati monumenti, tra i quali il Palazzo del Podestà, che ospita la pinacoteca civica, il Teatro Storico “Nicola Degli Angeli”, risalente al XIX sec., la Chiesa Monumentale di San Francesco, il Museo Storico Fotografico, il Museo di arti e mestieri e la romanica Abazia di San Firmano, datata 1200 … (estratto dalla pagina dedicata a Montelupone nel sito “bandierearancioni.it“).

Il Palazzo del Podestà 
Una porta d’ingresso al borgo 
Una via interna
Noi Montelupone ce lo ricorderemo anche per l’ottimo gelato gustato al “Caffè del Teatro, storico locale nella Piazza del Comune, seduti ad un tavolino con una bella vista sulle colline circostanti e gli edifici della piazza.
Dopo due giorni di borghi è ora la volta del mare: così ci dirigiamo verso il Conero e troviamo, non senza qualche problema a causa dell’affollamento di turisti, un posto nel campeggio “Riviera Village” a Numana (www. campingriviera.it).
Dedichiamo il giorno dopo alla conoscenza di Numana e Sirolo. Il campeggio ha due uscite pedonali che conducono a Numana bassa. Numana infatti si divide in due parti: una bassa che si sviluppa lungo il porto ed il litorale ed una alta che si sviluppa sul pendio della collina. Le due parti sono unite dalla “Costarella”, tra i luoghi più fotografati, una scalinata lungo la quale ci sono soprattutto abitazioni, un tempo appartenute ai pescatori. Numana ha origini antichissime (VI secolo a.c.) e per chi è interessato c’è l’Antiquarium statale in via la Fenice. Il centro storico si sviluppa nella parte alta: al termine della Costarella, prendendo a sinistra per via Roma, si giunge nella piazza principale (piazza del Santuario) con il bel palazzo comunale ed il Santuario del Crocefisso, a pianta bizantina del 1500 circa, che conserva un bel crocifisso ligneo. Un altro punto importante per la storia di Numana si trova al termine di via della Torre (a destra, in questo caso, della Costarella). Nella piazzetta si trova la statua del pescatore che ricorda il tempo passato in cui si usava la sciabica, una particolare rete verticale per la pesca di sussistenza sotto riva, e la Torre di Numana, in realtà ora un arco, resti di un campanile o di una torre di avvistamento. Camminare per Numana alta è sicuramente piacevole e le vedute mozzafiato che si possono avere su tutta la riviera e del Monte Conero riempiono gli occhi. Per non parlare di qualche buon ristorante dove gustare la specialità del posto, presidio Slow Food: i moscioli selvatici, un saporito mollusco, da gustare come sugo con tagliolini (a noi è capitato “da Franca”) o alla tarantina (da “Marta Street Food”, che consigliano anche per tutto il suo menù).

La riviera del Conero vista da Numana 
La Costarella
Sempre a piedi raggiungiamo Sirolo. La passeggiata ha inizio nella via che si trova sul lato sinistro del Santuario del Crocefisso. Al termine abbiamo preso a destra per via San Francesco che conduce all’ingresso dell’abitato medioevale di Sirolo. Lungo la via c’è la bella Villa Vetta Marina, in origine convento francescano (si dice che ci sia un legame con la vita di San Francesco) poi, dopo vari interventi di demolizione e ricostruzione, divenuta abitazione. Di Sirolo abbiamo apprezzato il suo impianto medievale (un tempo Sirolo era un vero e proprio castello fortificato) e ci siamo persi nel dedalo dei suoi “vigoli”. E anche qui di grande impatto sono stati gli scorci sulla riviera del Conero e delle sue spiagge.

Scorcio del Conero da Sirolo 
Un vicolo di Sirolo 
Un vicolo di Sirolo
Ha fatto seguito una giornata di assoluto riposo, con sole lettino ombrellone libro, nella “Spiaggiola” di Numana alta.

A proposito, come il borgo, anche la conformazione del litorale è duplice: da una parte, a nord del piccolo porto, la costa è a falesia, molto suggestiva, con spiagge nascoste tra le insenature (come la “Spiaggiola”), talvolta difficili da raggiungere (ci sono ripidi sentieri oppure battelli in partenza dal porto); a sud, invece, presenta una larga e lunga spiaggia di ghiaia.
Gran parte del giorno dopo l’abbiamo trascorsa camminando lungo questa parte del litorale: dal porto di Numana abbiamo raggiunto la spiaggia, ma poiché camminare sulla ghiaia è risultato difficile ci siamo quasi subito spostati sul marciapiede. E così siamo arrivati in fondo (quasi cinque chilometri) alla spiaggia di Marcelli dove la spiaggia libera prende il posto degli stabilimenti. Che dire di questa parte del litorale? A noi è sembrato il posto ideale per un turismo famigliare organizzato con stabilimenti balneari, appartamenti estivi in affitto, alberghi ristoranti e negozi. Con purtroppo anche qualche scempio urbanistico come un grande villaggio (?) costruito per metà ed in abbandono. Però sopra a tutto ci sono il bel mare e sempre sullo sfondo il Conero.
E questo è stato l’ultimo giorno del viaggio.
