Inghilterra – Attraverso il nord

Siamo stati sei volte in Gran Bretagna con il nostro camper. Come abbiamo già scritto in un precedente diario, tanti sono i motivi che ci fanno amare questa terra. Quello che state per leggere è il diario di un viaggio durato circa un mese, soprattutto nel nord dell’Inghilterra, attraverso la Cumbria, il Lake District National Park, lo Yorkshire e altri due parchi: lo Yorkshire Dales National Park, con le sue belle colline e piccole valli (“dale” deriva dal termine vichingo “dalr “e significa valle) e il North York Moor National Park con le sue selvagge brughiere.

E’ l’Inghilterra che occupa molto del nostro immaginario dell’isola: piccoli villaggi sperduti nella campagna o nella brughiera con i cottage e le case in pietra e i loro  giardini in fiore apparentemente in disordine; la chiesa ed il pub che rimanda all’avventore il profumo delle infinite birre bevute e dove l’arredo è in legno che sa di antico; con le pecore, piccole, tozze e dal muso nero, che pascolano liberamente in campi dall’intenso verde o nella piazza centrale del paese; i piccoli laghi sferzati dal vento incuneati in piccole vallate; la brughiera, terra dura, inospitale, con la neve ed il vento, ma anche bella con il fiorire dell’erica; i resti della presenza dei Romani; le rovine di antiche cattedrali ed abbazie; lunghe e selvagge spiagge; gli echi della poesia romantica inglese e di qualche classico inglese con la brughiera che fa da sfondo, nonché i ricordi dei personaggi, degli animali e dei luoghi della letteratura di Beatrix Potter e del veterinario James Herriot; il cielo grigio e la pioggia che ti entra nelle ossa mentre stai percorrendo un sentiero e ti immagini la calda, fumante corroborante tazza di tè, ma anche, al tramonto, la tavolozza di calde tonalità rosse, arancio, blu e viola.

Quando ci rechiamo in Inghilterra, due sono le immancabili tappe in Francia: Thann o Laon: la prima se partiamo di pomeriggio, la seconda alla mattina molto presto. Thann è una bella località nel dipartimento dell’Alto Reno, nella regione del Grande Est, a circa 60 km dal confine svizzero di Basilea (noi che abitiamo in Lombardia iniziamo e concludiamo i nostri viaggi inglesi dalle autostrade svizzere), con un’importante storia che inizia nel Medioevo (la Collegiata di Sant’Ubaldo ed il centro storico sono lì a dimostrarlo) e due aree di sosta per i camper: una a ridosso del fiume (il Thur) che l’attraversa, confinante con la piazza del mercato, l’altra unita al parcheggio di un supermercato, con carico e scarico (entrambe sono ben segnalate e vicino al centro storico). Laon, nel dipartimento dell’Aisne nella regione dell’Alta Francia, invece, non ha un’area di sosta ma un comodo parcheggio sotto le mura di cinta. La città è stata fondata dai Romani ed ha avuto una notevole importanza storica nel Medioevo. Di quel periodo è la bella Cattedrale di Notre-Dame che domina la città e la collina su cui Laon è costruita (la collina si chiama “Montagna Incoronata”), il Palazzo vescovile, l’antico ospedale, altre chiese e le mura. Come Thann, anche Laon merita più che una sosta serale.

In questo viaggio la tappa è stata Laon.  Alla mattina, verso mezzogiorno, abbiamo preso il traghetto a Calais (sono circa 250 i chilometri che separano le due città) e alla sera siamo arrivati in un campeggio a circa 6 chilometri dalla bella Chester, nella contea del Cheshire.

PRIMO GIORNO

Visitiamo l’incantevole, ricca ed antica Chester. Fondata dai Romani come un castrum, è ora con le sue due perle – le mura cittadine e The Rows – una delle più belle città di tutta l’Inghilterra.

La cinta muraria che racchiude il centro storico è lunga circa tre chilometri: noi l’abbiamo percorsa tutta e siamo rimasti colpiti dalla bellezza degli edifici della città, molti risalenti al medioevo, altri restaurati nel corso del periodo vittoriano (questi interventi dettero origine al “Black and White Revival”, ovvero case a graticcio, bianche e nere, in stile Tudor), altri ancora con la tipica architettura introdotta dalla Rivoluzione Industriale (due insigni esempi sono il Municipio ed l’interessante Grosvernor Museum, di storia naturale ed archeologia). Oltre alle vedute del centro storico, ci sono dei punti di interesse che, come molti altri visitatori, hanno attirato la nostra attenzione: la grande Eastgate, con l’orologio del 1897, secondo solo al Big Band; i Wishing Steps, nel lato sud-orientale, dove i più ardimentosi (che noi non abbiamo imitato) si cimentano nella loro ripida discesa e risalita trattenendo il sospiro perché la leggenda dice che, in caso di successo, i loro desideri potranno essere realizzati; l’antico pub Bear & Billet, dopo la Southgate o anche Bridgegate, il più antico edificio a graticcio di Chester (1664) e dove un tempo si pagava il pedaggio per entrare in città (www.markettowntaverns.co.uk).

L’altra grande attrattiva di Chester sono le Chester Rows. Risalenti al Medioevo, e probabilmente costruite sopra le rovine romane, sono dei camminamenti coperti costruiti lungo le quattro vie principali del centro storico che si irraggiano da Chester Cross, ovvero Watergate Street, Northgate Street, Eastgate Street e Upper Bridge Street. Su questi camminamenti ora si aprono uffici, ristoranti, caffè. Non tutto è originale nella parte a graticcio, mentre delle “cripte” in pietra sotto ai negozi del livello della strada ora ne rimangono circa 20, però è stato bello passeggiarvi perché è comunque un qualcosa di unico e spettacolare.

Dopo esserci fermati a gustare una buona tazza di tè con una squisita fetta di torta nella Patisserie Valerie, al 31 di Bridge Street (vicino al Grosvenor Shopping Centre), abbiamo concluso la nostra visita con la Cattedrale in Northgate Street: interessanti il chiostro e gli edifici attorno, che sono le uniche parti originali del XII° secolo.

SECONDO GIORNO

Alla mattina abbiamo visitato il Tatton Park a Knutsford, tattonpark.org.uk, con i bei giardini, la fattoria, il parco, la vecchia residenza medioevale e la casa padronale rifatta in stile neo-classico alla fine del XVIII° secolo che conserva un’importante e numerosa raccolta di dipinti, libri e mobili. I giardini occupano circa 50 acri e sono il risultato di 300 anni di attento giardinaggio e oculata pianificazione (c’è un orto murato, un giardino giapponese, un campo giochi) che però non hanno modificato il suo impianto edoardiano delle origini. Le fattoria è stata accredita “per la conservazione, l’allevamento e la promozione di rare ed in pericolo di estinzione razze di animali da fattoria”.

Due sono state le attività del pomeriggio. Dapprima facciamo una sosta a Knutsford, che ha ispirato la scrittrice Elizabeth Gaskell nell’invenzione di Cranford, la cittadina in cui è ambientato l’omonimo romanzo. Puntiamo con successo a qualche “charity shops” o “hospice shops” per qualche oggetto di secondo mano (i nostri primi acquisti dei tanti che faremo nel viaggio).

Raggiungiamo poi il campeggio “Red Bank Farm Camping Site” che si sviluppa su due grandi prati con una bella vista sulla spiaggia (l’indirizzo completo è “Archers at Red Bank Farm Ltd”, The Shore, Bolton-le-Sands, Carnforth, Lancashire LA5 8JR Phone: 01524 823196; email: info@archers-redbankfarm.co.uk; Web: www.archers-redbankfarm.co.uk)

Siamo nel nord dell’Europa e le giornate sono più lunghe. Così facciamo una passeggiata lungo un tratto della spiaggia della Morecombe Bay. Qui quattro fiumi raggiungono il mare ed i loro estuari formano penisole, isole, paludi salate, che sono l’habitat di molti uccelli. Ci sono sentieri e numerosi cartelli con indicazioni delle maree: li seguiamo e ci inoltriamo in questi ambienti selvaggi che ci riempiono gli occhi. Mentre il tramonto ci regala un cielo meraviglioso.

TERZO GIORNO

Visitiamo Lancaster, capoluogo dell’omonima contea. Ha origini romane e nella nostra passeggiata abbiamo ammirato molti palazzi georgiani, l’imponente castello del 1150 con la Well Tower (o meglio Witches Tower, perché qui vennero imprigionate le imputate di un famoso processo alle streghe) ed il maestoso portale di ingresso a due torri (Gatehouse), la bella Priory Church e i Judges Lodgings, che si raggiungo tramite la scalinata tra il castello e la chiesa, che nel seicento ospitavano gli alloggi dei magistrati. Mentre passeggiamo nel centro storico scopriamo che è giorno di mercato e che molto sono i banchi che offrono cucina etnica: così non ci lasciamo scappare l’occasione di assaggiare gustosi piatti indiani (per noi l’Inghilterra è anche la buona cucina dell’India!).

Nel pomeriggio entriamo nella contea di Cumbria, che include il famoso Lake District National Park, sicuramente una delle più belle e celebrate zone dell’Inghilterra, sito Unesco. Arriviamo a Keswick e ci sistemiamo nell’accogliente e pluripremiato campeggio “Castelrigg Hall Caravan Camping  & Glamping Park” (Castlerigg Hall Lake District Caravan & Camping Park, Keswick, Cumbria, CA12 4TE | Tel: 017687 74499 | Email: info@castlerigg.co.uk), dove resteremo una settimana perché abbiamo programmato di visitare molte delle zone e delle località del parco nazionale

La giornata si chiude con una breve visita di Keswick.

QUARTO GIORNO

Ci dirigiamo verso l’Honister Pass, un passo di montagna sulla B5289, uno dei più alti della regione con i suoi 356 metri di altitudine. E’ pero uno dei più ripidi e così dopo aver attraversato qualche pittoresco villaggio e boschi, quando la pendenza sale al 25% e la strada si fa molto stretta, decidiamo di ritornare sui nostri passi.

Raggiungiamo Whitehaven. Siamo ora sul mare e la città presenta numerose case georgiane, alcune decadenti altre invece ristrutturate.

La tappa successiva è l’antica Ravenglass, ora un piccolo villaggio e porto naturale, sull’estuario di tre fiumi, l’unico villaggio costiero del Parco Nazionale. Ravenglass è anche il capolinea della linea ferroviaria a scartamento ridotto e a vapore  Ravenglass-Eskdale. Così con il camper ci spostiamo nel parcheggio della stazione. Acquistiamo due biglietti da Ravenglass a Dalegarth e ritorno (un biglietto  costa attorno ai 20 euro; preferibile la prenotazione) e nei due tragitti ci deliziano le splendide vedute sull’estuario e delle colline che vengono attraversare dalla linea ferroviaria. 

QUINTO GIORNO

Raggiungiamo Coniston. Dopo una breve visita del villaggio (interessante la Coniston Hall, il municipio, in origine una fattoria del XVI° secolo), prendiamo il battello per fare il giro del lago, con  sosta a Brantwood House, la casa in cui John Ruskin passò gli ultimi anni della sua vita.

Il lago è il Coniston Water (i locali lo chiamano soltanto “Coniston”)  è piuttosto grande (il terzo per grandezza della regione), di origine glaciale a forma allungata come la lettera “u”. Il tragitto è piuttosto suggestivo perché le rive e le altre barche si scoprono all’ultimo momento data la consistente nebbia.

Quando invece raggiungiamo la residenza il tempo cambia e con il sole facciamo la nostra visita della casa, del parco e degli splendidi giardini creati, tra gli altri, da John Ruskin. La casa, dalla particolare architettura, raccoglie degli splendidi quadri e, soprattutto, splendidi arredi in stile “arts and crafts”, mentre il parco ed i giardini (di circa 250 acri) regalano splendide vedute del lago e delle montagne circostanti. Mentre passeggiamo vediamo che molti sono i rododendri e così ci immaginiamo le splendide fioriture della primavera e ci fermiamo per una corroborante e dolce sosta alla Terrace Coffee House.

Ritorniamo a Coniston decidiamo di percorrere la strada lungo il lago: da un’altra prospettiva ammiriamo il lago ed i boschi che lo circondano.

SESTO GIORNO

Visitiamo Keswick. Il paese si trova sulle sponde del lago Derwent: circondato da colline boscose, è uno dei laghi del Parco Nazionale, e la vista che si ha dalle riva è molto romantica.

Mangiamo un ottimo “fish and chips” nel “The Old Keswickian”, un’istituzione nella ristorazione della zona, situato nella “market square” del paese.

Una volta rientrati in campeggio, il cielo diventa una tavolozza di colori.

SETTIMO GIORNO

La prima tappa della giornata, appena fuori dal Parco Nazionale, è il villaggio di Cartmel famoso per la chiesa , Cartmel Priory, fondata  nell’XI° secolo ed ampliata/restaurata  nel XIV°, XV° e XVI° secolo.

Segue la visita di Grange-over-Sands. Siamo nella parte nord della Morecambe Bay e seguendo la “promenade” del villaggio facciamo una passeggiata lungo i prati della baia che una volta erano paludi o sabbie mobili in cui ora tranquille pecore passeggiano e mangiano.

Dopo la passeggiata raggiungiamo con il camper la vicina “Holker Hall and Gardens”, attuale residenza della famiglia Cavendish, pari di Inghilterra (indirizzo completo: “Holker Estate, Cark-in-Cartmel, Nr Grange-over-Sands, Cumbria LA11 7PL, email  info@holker.co.uk.). La storia della case iniziò nel XVII° secolo e da allora le famiglie che si sono susseguite per eredità l’hanno abbellita, ampliata e ricostruita nell’ala occidentale perché andò distrutta da un incendio nel 1871. Da ricordare sono i 3500 libri della biblioteca, gli arredi, le scalinate interne a sbalzo, intagliate a mano da artigiani locali, i numerosi alberi ed arbusti dei giardini.

L’ultima tappa del giorno è Furness Abbey che si trova a nord del villaggio di Barrow-in-Furness. La sua origine risale al 1123 e fu il secondo più ricco e potente monastero cistercense del paese prima della dissoluzione dei monasteri voluta dal re Enrico VIII dopo l’introduzione della riforma protestante nel paese. Di quell’abbazia ora rimangono principalmente delle rovine in arenaria del XII° e XVIII° secolo: lo stile è gotico, l’area è piuttosto vasta, l’altezza che raggiungo è di circa 40 metri: un sito molto “romantico” che ha attirato molti visitatori (tra questi: il poeta romantico per eccellenza William Wordrworth che la ricorda più volte nella sua autobiografia i versi  “The Prelude”, il pittore J.M.W. Turner che la ritrasse in diverse acqueforti).

OTTAVO GIORNO

Visitiamo Grasmere. E’ una località molto turistica, con tanti alberghi negozi ristoranti e pub, che prende nome dal vicino lago. Per noi non è certamente il bel posto celebrato da Wordsworth che qui visse per 14 anni e che, con la moglie, è sepolto nel cimitero della St Oswald’s Church.

In prossimità di uno degli ingressi, in un piccolo edificio che nei tempi andati fu la scuola del villaggio (qui Wordsworth, la moglie la sorella vi insegnarono), si trova il famoso “Sarah Nelson’s Gingerbread Shop” che da metà circa del XIX° secolo  produce il famoso pan di zenzero, uno delle specialità culinarie della Cumbria. La ricetta resa popolare da Sarah Nelson è secreta: si presenta con una copertura di briciole alla zenzero rossastre e zuccherine e quando lo assaggiamo, per il nostro palato, ha un forte sapore di zenzero.

Segue la vicina Ambleside, sul lago Windermere, il più grande lago naturale inglese. Come la precedente è una località molto turistica, ottima base per  le escursioni a piedi, in mountain bike e a cavallo verso l’interno. Ci sono anche molte possibilità giornaliere di fare una crociera del lago sugli “steamer”, traghetti a motore diesel e le vedute del lago e delle montagne che lo circondano a noi sono parse davvero molto belle.

La giornata ha termine con la residenza Blakewell. The Arts & Crafts House, a Blakewell, Bowness-on-Windermere, www.lakelandarts.org.uk. La casa è stata progettata dall’architetto Mackay Hugh Baillie Scott (1865 – 1945) secondo la sua impostazione del movimento “Arts and Crafts” (con forme architettoniche più semplici, attenzione all’organizzazione dello spazio e precisione nell’uso dei materiali) ed è ora famosa nel mondo per la qualità e la quantità degli mobili ed oggetti, tutti originali, che si trovano nelle sue stanze.

NONO GIORNO

La prima tappa è Penrith: una città mercato dalle case in mattoni rossi, diversa dai villaggi che fin qui abbiamo visitato. Ci indirizziamo verso il lago Ullswater, il secondo lago più grande del District e, per il Centro Visitatori, “il più bello dei laghi inglesi”: di certo è il tipico lago glaciale della zona, con montagne che gli conferiscono una forma che ricorda una lunga  lettera “z” con  tre rami che si distaccano, tutti circondati da colline. 

Lungo la strada del lago, decidiamo di fermarci nel parcheggio del sito del National Trust, Aira Force. Qui inizia un sentiero circolare che seguiamo in tutta la sua lunghezza in direzione, dapprima, Gowbarrow, poi Memorial Seat e Lyulph’s Tower per ritornare al parcheggio. Un bel sentiero che per circa 8 chilometri si snoda tra impetuose cascate, piccoli orridi, prati a pascolo, lussureggianti felci, alte conifere, e che regala splendide vedute del lago, delle montagne in lontananza e delle località della zona, sopratutto quando si raggiunge il punto più alto che è Gowbarrow. (Per maggiori informazioni sul/i parcheggio/i e sul sentieri vi consigliamo di visitare le pagine dedicate dal National Trust: Aira Force &Ullswater, nationaltrust.org.uk).

DECIMO GIORNO

Ritorniamo sull’Ullswater a Pooley Bridge, all’estremità nord, per prendere il battello per una crociera sul lago. Il lago è davvero molto bello, per certi aspetti selvaggio, assolutamente non turistico lungo le rive.

Terminato il giro, riprendiamo il camper e ci spostiamo nel villaggio di Glenridding, all’estremità sud, molto popolare tra gli alpinisti della zona per le vicine montagne. Per noi la montagna significa la strada che percorriamo tra il villaggio e Bowness-on-Windermere con il relativo passo, in tutto una ventina di chilometri tra bei boschi.

Bowness-on-Windermere è sul lago ed ha qualche interessante edificio storico, ma è soprattutto turistica con la sua grande quantità di negozi, ristoranti e pub.

Così è anche la successiva tappa del giorno: Windermere. Il villaggio nel corso della sua storia si è sviluppato attorno alla stazione ferroviaria ed ora è praticamente unito a Bowness. Di un certo interesse è The Terrace, ora una serie di case per le vacanze, ma in realtà costruite a partire dal 1849 come residenze private per i dirigenti della ferrovia.

UNDICESIMO GIORNO

Una volta lasciato il bel campeggio “Castelrigg Hall Caravan Camping  & Glamping Park”, visitiamo il Sizergh Castle: si trova in Cumbria, in prossimità di Kendal (a pochi chilometri in direzione sud) ed è affidato al National Trust. E’ una residenza medioevale, tuttora abitata dalla famiglia proprietaria, con interessanti arredi (delle stanze da ammirare la “Inlaid Chamber”, rivestita, come molte altre, con pannelli in legno, che fu restituita dal “Victoria and Albert Museum” alla fine del secolo scorso), con un bel giardino ed una ampia tenuta.

Nel caffè del castello, acquistiamo una specialità del luogo: la Kendal Mint Cake: è fatta di zucchero, glucosio, acqua ed olio di menta ed è la risorsa molto energetica di molti escursionisti ed alpinisti da più di un secolo. Tre sono le società che la producono – Quiggin’s, Romney’s, Wilson’s – e noi la consigliamo.

Levens Hall, levenshall.co.uk, vicina all’omonimo villaggio e sempre a sud di Kendal è la seconda tappa del giorno. E’ una residenza elisabettiana, dai begli interni, ma soprattutto famosa per il suo splendido giardino in cui l’arte topiaria, ovvero l’arte di potare gli alberi e gli arbusti in forma geometrica, trova una sua massima interpretazione (loro dichiarano che il giardino è il più vecchio nel mondo di questo tipo). Così passeggiando tra alberi a forma di triangolo, di cono, di piramide, arrotondati, quadrati, a più livelli, raggiungiamo la loro cucina dove si preparano (e gustiamo) prelibatezze dolci e salate, tutte “homemade”

Facciamo una breve visita – sempre alla ricerca di “charity/hospice  shops” – per  acquisti per il nostro mercatino (ed in questo caso con successo) a Settle. Il paese presenta una interessante Market Place ed è vicina alla stazione di partenza di una famosa e storica linea ferroviaria che la collega a Carlisle: costruita alla fine dell’800, è lunga più di 100 chilometri e attraversa gli splendidi selvaggi paesaggi del nord dell’Inghilterra (le due regioni sono quelle delle Yorkshire Dales e dei North Pennines). Per noi: un valido motivo di un ritorno in futuro.

Alla sera giungiamo al campeggio “Bolton Abbey Estate”, del Caravan Club Site (aperto però anche ai non associati), nella tenuta della Bolton Abbey (le cui rovine sono state celebrate da Wordsworth e Ruskin e ritratte, tra gli altri, da Turner), e situato nello Yorkshire Dales National Park. L’ambiente è agreste (molti sono le anatre, i fagiani e gli scoiattoli che circolano liberamente), in prossimità iniziano molti sentieri che conducono nel parco, le rovine della priorato sono lungo una placida curva del fiume Strid e sono facilmente raggiungibili: davvero un bel campeggio, con adeguati e comodi servizi.

DODICESIMO GIORNO

Visitiamo Skipton a circa 10 chilometri dal campeggio, una delle due località più grandi del parco (l’altra è Richmond). E’ una antica città di mercato, dove piacevolmente passeggiamo lungo le sue strade lastricate che costeggiano il pittoresco canale. In Swadford Street, con vista sul canale, c’è “Bizzie Lizzie’s”: e qui ci fermiamo per un tradizionale e buon “fish and chips” accompagnato da salsa tartara.

Visitiamo il famoso castello, uno dei meglio preservati in tutta la nazione. Risale ai tempi di Guglielmo il Conquistatore quando venne costruito per distruggere la resistenza delle popolazioni locali nei confronti  dei nuovi conquistatori  Normanni. Fu nel corso dei secoli fortezza e residenza di aristocratiche famiglie, in rovina e ricostruito ed ora si presenta con un’imponente ingresso, con 6 possenti torri cilindriche, una torre ottagonale, maestosi cortili interni, una lunga galleria ed una Great Hall, dove venivano consumati i grandi banchetti dalle famiglie che qui vi abitarono.

Dopo la visita rientriamo in campeggio e dedichiamo  il pomeriggio alla visita della tenuta della Bolton Abbey. E’ una grande area: nel sito “boltonabbey.com” si può vedere una bella fotografia dall’alto e si può leggere che è composta da più di 30.000 acri di bella campagna e di 80 miglia di sentieri. Noi facciamo una lunga e, nonostante le minacciose nubi e qualche goccia di pioggia, una rilassante passeggiata. Ci fermiamo ad ammirare la Bolton Priory Church and Ruins, posta nel centro della tenuta, vicino al fiume, di antiche origini agostiniane (1154).

TREDICESIMO GIORNO

Visitiamo Saltaire. Venne costruita nel periodo vittoriano dal filantropo e magnate dell’industria della lana Titus Salt come villaggio industriale modello ed ora è incluso nei siti dichiarati Patrimonio Universale dall’Unesco. Nella nostra passeggiata apprezziamo la schiera di ordinati cottage color miele una volta abitati dalle maestranze della fabbrica e la fabbrica stessa (“Salt’s Mill”, www.saltmill.org.uk). Che è ora un grande spazio, elegante, luminoso ed arioso, molto centro commerciale di alto livello, con bar, negozi di artigianato, librerie, anche con stampe e libri antichi, una famosa gioielleria (Kath Libbert Jewellery Gallery),  un negozio di musica. L’attrattiva migliore è però la mostra permanente del grande David Hockney che raccoglie una delle più grande raccolte delle sue opere.

La successiva tappa è Haworth, il bello ma turistico villaggio delle sorelle Bronte. Avendo in mente le loro opere, durante la nostra passeggiata, facciamo una sosta al Bronte Parsonage Museum, www.bronte.info, allestito nella canonica  della Haworth Parish Church che riproduce gli ambienti in cui visse la famiglia Bronte e alla Rose and Co Apothecary, la farmacia, ora molto ben restaurata,  associata al fratello Branwell Bronte.

Attorno al villaggio si estendono le brughiere rese famose nei romanzi delle sorelle. Sono tutte percorse da sentieri (le cartine possono essere acquistate all’Ufficio del Turismo, al 2-4 West lane) e, per un breve tratto, anche noi seguiamo uno di questi nella speranza, anche se la giornata è di sole, di incontrare Catherine e Heathcliff che si rincorrono felici.

QUATTORDICESIMO GIORNO

Trascorriamo l’intera giornata a Harewood House, www.harewood.org., vicino a Leeds, sulla A61. E’ la tipica, meravigliosa residenza nobiliare inglese. Voluta da Edwin Lascelles, primo Barone di Harewood, arricchitosi con il commercio degli schiavi e le grandi plantation delle Indie Occidentali nella seconda metà del XVIII° secolo (la famiglia Lascelles tuttora la occupa), alla sua costruzione parteciparono alcune delle migliori menti del periodo. L’imponente edificio venne costruito in stile palladiano dall’architetto John Carr; i mobili vennero affidati a Thomas Chippendale (per la nostra guida “fu la commissione più importante della sua vita” pari a 10.000 sterline); gli interni vennero disegnati da Robert Adams, grande architetto di interni in stile neoclassico; il parco ed i giardini vennero pianificati da Lancelot “Capability” Brown,  in nome dell’ideale allora in voga della “natura metodizzata”; la bellissima terrazza, aggiunta un secolo dopo, venne progettata da sir Charles Barry, lo stesso architetto delle Houses of Parliament.  Mentre in Italia vennero acquistate molte delle grandi opere pittoriche che adornano gli interni.

He (Edwin Lascelles) wanted nothing but the best for his new home”: così si può leggere nel sito ed infatti nella nostra visita della casa restiamo affascinati dalla quantità delle stanze, dalla bellezza e dall’opulenza degli arredi e degli oggetti, mentre nel parco troviamo l’esaltazione dell’ideale neoclassico seguito da Brown e ci immaginiamo la quantità di persone che hanno lavorato per circa 6 anni modificando l’ambiente naturale.

Percorriamo alcuni dei sentieri, costeggiamo il lago, visitiamo il Bird Garden, molto popolare, che contiene specie esotiche di uccelli, tra cui i pinguini (ed il momento del pasto è uno dei più frequentati dalla famiglie con i bambini), ci fermiamo nel Courtyard café per un leggero pasto, naturalmente “homemade” e con ingredienti che arrivano dal “walled garden” della tenuta e per un “cream tea” nelle Terrace Tearooms: in conclusione, una giornata della quale ci ricorderemo a lungo.

Terminata la visita ci spostiamo nel bel campeggio del Caravan Club Site, in New Road Scotton, a Knaresborough, aperto anche ai non soci del Club.

QUINDICESIMO GIORNO

Visitiamo Harrogate o per meglio dire i suoi splendidi giardini pubblici, tra i più belli della Gran Bretagna: i Valley Gardens con lo splendido Sun Pavilllion dalla grande cupola in vetro e gli RHS Harlow Carr Botanical Gardens. Quesi ultimi, in Craig Lane, Beckwithshaw,  sono il vanto della Royal Horticultural Society di questa parte dell’Inghilterra e li raggiungiamo a piedi attraversando i Pine Woods che si trovano a sud-ovest dei Valley Gardens.

A Harrogate, circa 100 anni fa, iniziò la storia di Betty’s, betty’s.co.uk, : un café ed uno shop in cui è possibile gustare ed acquistare deliziosi dolci, magnifiche torte,  e perdersi nella prelibatezza dei sontuosi afternoon tea, che uniscono il dolce con il salato (ovvero sandwich di vario genere) o del tradizionale Yorkshire Cream Tea, con naturalmente la clotted cream (se qualcuno vuole sapere qualcosa in più circa il cream tea può leggere il nostro diario del viaggio nell’Inghilterra del sud). Così per ritemprarci dopo la camminata nei giardini, dopo aver fatto una piccola coda all’ingresso al numero 1 di Parliament Street, ci sediamo in una delle tante sale (tutte molto belle) per due afternoon tea.

Rientrati in campeggio, visitiamo Knaresborough e scopriamo una interessante antica città mercato con strade acciottolate, le rovine di un castello, una “town crier”, una torre dalla quale nel passato venivano diffusi annunci ufficiali a tutti gli abitanti ed un suggestivo ponte sul fiume Nidd.

Per rientrare al campeggio percorriamo il sentiero che costeggia il fiume e purtroppo ci capita una piccola disavventura: piove, il sentiero si stacca leggermente dal fiume e così non vediamo il ponte che ci permette di raggiungere la sponda dove si trova il campeggio,  e sotto una specie di diluvio proseguiamo per alcuni chilometri. Intanto si è fatta sera. Al buio ritorniamo sui nostri passi, alla fine troviamo il ponte e, fradici, raggiungiamo il campeggio. Sul camper, dopo una ritemprante calda doccia, realizziamo che quanto abbiamo deciso di fare domani è la migliore cosa dopo la disavventura serale.

SEDICESIMO GIORNO

Nel XIX° secolo Harrogate fu “località stranissima, frequentata da gente stranissima, che vi conduce un’esigenza bizzarra, fatta di balli, lettura dei giornali e cene” (così C. Dickens citato dalla nostra guida “Lonely Planet”: senza commento da parte di chi scrive) ed in cui si aveva l’abitudine di “taking the waters” ossia di bere acqua termale a scopo curativo sgorgante dalle fonti sulfuree (la massima diffusione si ebbe in età edoardiana negli anni precedenti lo scoppio della prima guerra mondiale).

Tra la visita al Royal Pump Room Museum in Crown Place per sapere qualcosa in più circa Harrogate e la sua storia e i Turkish Baths in Parliament Street, noi scegliamo questi ultimi. In stupendi ambienti tutti piastrellati in stile moresco risalenti al periodo vittoriano noi ci deliziamo con i “piaceri acquatici” che il posto offre (bagni di vapore, saune, vasche di immersione) e ci ritempriamo mollemente adagiati su lettini mentre sorseggiando delle buone tisane. Per chi volesse condividere questa esperienza, il consiglio che diamo è di visitare il sito (turkishbathsharrogate.co.uk) e di fare la prenotazione (ci sono sezioni per sole donne, per soli uomini o miste).

Dedichiamo il pomeriggio alla ricerca di qualche “charity shops” a Knaresborough e a Ripon (la distanza tra i due centri è di circa 20 chilometri) per incrementare gli acquisti di oggetti che o terremo in casa o venderemo sulla nostra bancarella del mercatino dell’usato. Quando raggiungiamo Ripon scopriamo che la piccola città ha un’imponente e bella cattedrale medievale, una grande piazza del mercato contornata da case georgiane, suggestivi vicoli ed alcuni musei relativi al periodo in cui Ripon era responsabile del mantenimento dell’ordine nel territorio (Law and Order Museum, Courthouse Museum, Prison & Police Museum, Workhouse Museum).

Noi al numero 33 della Market Place South, al Wakeman’s House, abbiamo anche trovato il tempo di gustare un ottimo cream tea.

E se si capita a Ripon per le 9 di sera, alla regolazione degli orologi cittadini da parte di un signore in antica uniforme, il Ribon Hornblower, che pare essere una tradizione che risale al periodo di Alfredo il Grande  (fu re dal 871 al 889)  quando egli donò un corno alla città per segnalare il cambio della guardia (“hornblower” significa appunto suonatore di corno).

DICIASSETTESIMO GIORNO

La prima tappa della giornata è un sito del National Trust in prossimità di Ripon (ci sono cartelli indicatori sulla A1 e sulla A61 da Harrogate): Fountains Abbey and Studely Water Garden, dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1986. Dell’abbazia medievale fondata da monaci cistercensi rimangono delle magnifiche e romantiche rovine che sono inserite nel giardino, elegante, uno dei più begli esempi di giardini georgiani di questo tipo (fu ideato nel 1718), con piccoli lagni che sembrano degli specchi,  canali, templi, statue, cascate, lussureggiante vegetazione e verdi prati,  una torre ottagonale, un chiesa gotica, la “Chorister House” (progettata da W. Burgess, medievaleggiante, ora albergo di lusso) ed una casa per ricevimenti in stile palladiano che regalano vedute mozzafiato mentre si percorrono i sentieri.

La giornata prosegue con la visita di Thirsk. Una bella ed ordinata cittadina che ospita nelle sue vie e nella grande piazza centrale un grande mercato il lunedì ed il sabato sin dal Medievo (noi però ci arriviamo di mercoledì). Deve la sua fama anche al veterinario James Herriot (pseudonimo di James Alfred Wight) che qui ha prestato servizio e che è famoso nel mondo per i suoi libri sulla sua vita e gli animali da lui curati (un titolo su tutti: “Creature grandi e piccole”). E come molti altri turisti anche noi abbiamo seguito le tracce della sua presenza nella cittadina (per chi fosse interessato una buona risorsa può essere il sito “worldofjamesherriot.com“.

Alla sera raggiungiamo il campeggio per la visita di York: tra quelli attorno alla città scegliamo “York Caravan Park”: è abbastanza vicino al centro raggiungibile con mezzo pubblico con fermata a circa 10 minuti, è ben tenuto (ha un riconoscimento di 5 stelle nel momento in cui scriviamo il diario), le piazzole sono grandi ed offre anche la possibilità di pescare (c’è un piccolo lago).

DICIOTTESIMO E DICIANNOVESIMO GIORNO

Dedichiamo due giorni alla visita della splendida York. 

Nel corso dei secoli tanti sono state le genti che qui sono arrivate ed hanno lasciato testimonianze della loro permanenza, tuttora rintracciabili nel centro storico. Dapprima le tribù celtiche locali, poi i Romani che la chiamarono Ebacorum e quando l’impero si dissolse arrivarono gli anglosassoni che la ribattezzarono Eoforwic e la trasformarono nella capitale del regno della Northumbria. Fu poi la volta dell’arrivo dei primi cristiani (inizio del settimo secolo) che convertirono gli anglosassoni e l’insediamento divenne un grande centro culturale che attirò studenti da tutto il continente. E tale fu fino all’arrivo dei Vichinghi (fine nono secolo) che la chiamarono Jorvik e, a loro volta, la trasformarono in un importante porto commerciale per quasi cento anni. Successe poi che le popolazione di origine germanica che si erano insediate nel sud dell’Inghilterra sconfissero i vichinghi e unirono le terre del nord con le loro. Seguì un periodo molto turbolento (ci fu anche un tentativo di invasione e di ribellione delle genti vichinghe provenienti dall’attuale Norvegia) che terminò solo con la invasione dei Normanni.

Il centro storico della città, incantevole e preservato con molta cura, è piuttosto compatto e percorribile a piedi. Nella nostra visita abbiamo tenuto come punti di riferimento le mura che lo circondano, la cattedrale posta al centro, la Clifford’s Tower all’estremità meridionale ed il fiume Ouse che la divide in due parti. 

Per avere delle vedute di insieme del centro storico abbiamo iniziato la nostra visita con una passeggiata sulle mura del XIII° secolo che seguono il tracciato di quelle romane. Le abbiamo percorse tutte (un itinerario di circa di 8 chilometri): splendide ed indimenticabile per noi le vedute sulla cattedrale nel tratto tra la Bootham Bar (il nostro punto di partenza) e la Monk Bar (“bar” è la variante locale di “gate” ovvero porta); interessante la mostra multimediale su York alla Monk Bar (all’altezza della porta c’è anche un museo); caratteristica la Walmgate Bar per il suo intatto barbacane (la guida dichiara che è l’unica in Inghilterra).

Il monumento più importante della città è senza dubbio la splendida cattedrale, www.yorkminster.org, la chiesa più grande dell’Inghilterra settentrionale, sede dell’arcivescovo di York (che occupa la terza carica più importante della Chiesa di Inghilterra) ed una delle più belle chiese gotiche del mondo. Sul terreno ora occupato dalla cattedrale furono costruite una basilica romana, una chiesa in legno nel settimo secolo, una successiva chiesa in pietra, poi una chiesa normanna, mentre l’edificio attuale risale agli anni compresi tra il 1220 ed il 1480 e tutte le fasi del gotico inglese sono qui ritrovatili.  Dopo aver pagato il biglietto, la nostra visita, che è iniziata dal transetto meridionale, ha avuto come momenti fondamentali il jubé del coro, la splendida Five Sister Window, una vetrata composta in realtà da cinque vetrate, posta di fronte al coro, la sala capitolare, la cappella della Madonna, la navata centrale (da notare che il soffitto è dipinto in modo da farlo sembrare in pietra) con la testa di drago e la Great West Window (ma tutte le finestre sono davvero molto belle), l’altare maggiore con la Great East Window, “all’incirca la dimensione di un campo da tennis … la finestra medievale con vetrate policrome più grande del mondo, nonché il tesoro più prezioso della cattedrale” (citato dalla guida “Lonely Planet”); la torre campanaria con i suoi stretti e claustrofobici 275 gradini (ma la vista di York ampiamente ricompensa di tutte le difficoltà che si devono subire nella salita e discesa), la Rose Window (il rosone), l’ipogeo con la cripta e la sala del tesoro.

La Clifford’s Tower, con la sua pianta ottagonale,  è una torre in pietra costruita nel mastio del castello ed è tutto ciò che del castello rimane. Merita una visita anche perché regala una bella vista sul centro storico.

Mentre ci spostavamo tra questi tre punti di riferimenti tanti sono stati i luoghi ed i siti che abbiamo visitati e  tutti hanno lasciato una impronta indelebile nella nostra esperienza di viaggiatori. Di seguito l’elenco:

i) in prossimità della Cattedrale: St William’s College, magnifico edificio a graticcio in stile Tudor;

ii) la Church of Holy Trinity

iii) Shambles: una stretta strada in acciottolato con edifici Tudor del XV° secolo, tutti inclinati, dall’autentico aspetto medievale, nonostante i turisti ed i numerosi negozi e bar che ora occupano gli edifici;

iv) Jorvik, museo interattivo che ricostruisce il villaggio vichingo, meta di molti turisti;

v) il National Railway Museum, che a nostro parere non è solo per gli appassionati di binari e locomotive;

vi) la Merchant Adventurers’ Hall, un bellissimo edificio a graticcio, testimonianza dell’importanza delle gilde nella storia di York (di grande interesse culturale è “The Prayer of the Merchant Adventurers” esposta su di una parete, che sintetizza al meglio l’etica puritana);

vii) la Fairfax House, una “town house”, dagli splendidi stucchi e la superba collezione di mobili georgiani.

E non è tutto: ci sono altri punti di interesse e musei, ed il consiglio che vi possiamo dare è di accompagnare la vostra visita, oltre che con una buona guida, usando le seguenti risorse: York Visitor Centre, www.visityork.org, De Grey Rooms, Exhibition Square; York Pass, www.yorkpass.com, davvero conveniente; www.yorkshambles.com; www.vikingjorvik.com; www.visityork.org/explore per le vostre visite guidate.

York fornisce una grande scelta di ristoranti, pub, coffee e tea shops. Noi abbiamo scelto “Betty’s”, St Helen’s square, per un ottimo afternoon tea, e un ristorante “Loch Fine”, al numero 12 di Walmgate, scozzese, dove abbiamo gustato degli ottimi piatti di pesce.

Per finire, noi che siamo appassionati di oggetti antichi ed usati, non potevano non visitare “Antiques Centre”, al 41 di Stonegate, www.centreyorkshop.co.u, una “town house” dalle molte stanze in cui più di un centinaio di venditori espongono i loro articoli e così soprattutto bigiotteria degli anni ’30, ’40 e ’50 del secolo scorso ha aumentato la nostra scorta per il mercatino.

VENTESIMO GIORNO

Lasciamo il campeggio di York la mattina presto per un “car boot sale” nelle vicinanze. Ma è una delusione ed allora raggiungiamo Castle Howard, una residenza di campagna a circa 25 chilometri a nord di York.

Quando arriviamo facciamo colazione nel ristorante posizionato nelle stalle della residenza con un ottimo piatto di “scrambled eggs on toast” (in realtà sono dei muffin) e salmone affumicato.

La costruzione della residenza risale a tutto il XVIII° secolo e venne eseguita secondo modelli classici e francesi di coerenza e rigore dal famoso architetto sir John Vanbrugh. La nostra visita si è svolta prima negli interni ed è proseguita con i grandi giardini ed il parco all’esterno. Per capire le splendore e la grandezza della residenza valgono le parole di Horace Walpole riprese nel sito ufficiale http://www.castlehoward.co.uk: “Nobody… had informed me that I should at one view see a palace, a town, a fortified city, temples on high places, woods worthy of being each a metropolis of the Druids, vales connected to hills by other woods, the noblest lawn in the world fenced by half the horizon, and a mausoleum that would tempt one to be buried alive; in short I have seen gigantic places before, but never a sublime one.” 

Lasciata la residenza, entriamo nel North York Moors National Park che si prolunga fino il mare. Il territorio è selvaggio e ventoso, con verdi vallate e sconfinate, desolate e desolanti estensioni di erica (per la guida è la distesa di erica più grande dell’Inghilterra). Molti sono i sentieri per gli escursionisti e numerosi i villaggi, tutti molto caratteristici. Raggiungiamo Helmsley, una bella cittadina con una grande piazza del mercato, a ciottoli, con molte case antiche  e storiche locande lungo le vie che dipartono dalla piazza, i resti di un grande castello normanno che la domina ed un “walled garden” con tanti fiori, frutta, ortaggi ed erbe aromatiche (spettacolare il numero di varietà di menta presenti).

Passiamo la notte nel campeggio “Golden Square Caravan Park”, vicino a Helmsley, nel villaggio di Oswaldkirk, le coordinate dichiarate ne loro sito sono 54.2104, -1.0751 | SE 60 79.

VENTUNESIMO GIORNO

Visitiamo Rievaulx Abbey, Rievaulx Terrace & Temples  a circa 5 chilometri a ovest di Helmsley. L’abbazia fondata nel 1132, appartenne all’ordine cistercense, fu un importante centro per la diffusione missionaria nell’Inghilterra settentrionale e grande centro di attività commerciali (anche per l’estrazione del piombo!).

Dell’abbazia ora rimangono delle rovine, magnifiche nella loro posizione in mezzo a campi e boschi. Rielvaux Terrace and Temples, che rientrano nei beni del National Trust, vennero costruiti dalla famiglia Duncombe nella metà del secolo XVIII° in nome della moda di allora che richiedeva alle famiglie nobili la costruzione di rovine in stile gotico: i templi sono due, mentre il terrazzamento segue la scarpata boscosa che domina le rovine dell’Abbazia (la famiglia era molto fortunata in quanto sulla sua proprietà c’erano delle autentiche rovine).

Durante la nostra visita il terrazzamento era un grande prato verde, ideale per un picnic e, soprattutto, per avere delle splendide vedute dei resti della cattedrale.

Hutton-Le-Hole è la seconda tappa della giornata. E’ considerato “il più bel villaggio dello Yorkshire” ed infatti è composto da splendidi cottage in pietra, un ruscello, dalle acque limpidi e gorgoglianti, che lo attraversa e pecore che pascolano liberamente nel prato centrale del villaggio. Ospita l’interessante Ryedale Folk Museum, in larga parte all’aperto, con una raccolta di edifici tipici dello Yorkshire; è ai margini della brughiera e, se si capita in aprile, la bella passeggiata Daffodil Walk, che segue le sponde del ruscello, ci dicono regala la vista di molte giunchiglie in fiore.

Ci spostiamo verso il mare seguendo la splendida strada che collega Pickering a Whitby – A169 – attraverso la brughiera. Non ci fermiamo a Pickering dato il poco tempo a disposizione: sarà per un’altra volta soprattutto perché il villaggio è il capolinea della North Yorkshire Moors Railway, grande e spettacolare testimonianza dell’epoca della ferrovia a vapore,  con locomotive e carrozze d’epoca che attraversano la bellissima campagna.

Nel tardo pomeriggio arriviamo  a Whitby, al campeggio “Whitby Holiday Park”, sulla scogliera che s’innalza sulla Saltwick Bay. Chi ci accoglie tiene ad informarci che siamo i primi italiani che ospitano (mah!).

C’è tempo per una breve passeggiata sulla scogliera: il paesaggio è molto bello: la schiuma del mare da una parte, il prato dall’altra e le rovine dell’abbazia di Whitby che si stagliano in lontananza! Il pensiero non può che andare a “Dracula”, il romanzo di Bram Stoker, perché è proprio a Whitby che l’opera è stata scritta nel 1867 ed è in larga parte ambientata (c’è anche un Dracula Trail, il cui opuscolo è in vendita presso l’Ufficio del Turismo in Langhorn Road, www.visitwhitby.com).

VENTIDUESIMO GIORNO

Rifacciamo la passeggiata sulla scogliera per arrivare, questa volta, a Whitby.

Bram Stoker così descriveva Whitby nel suo romanzo: “This is a lovely place. The little River Esk runs through a deep valley which broadens out as it comes near the harbour… The houses of the old town are all red-roofed and seem piled up one after the other anyhow…Right over the town is the ruin of the Abbey, a noble ruin of immense size. Between it and the town is another church, the Parish one, round which is a big graveyard, all full of tombstones. It descends so steeply over the harbour that part of the bank has fallen away, and some of the graves have been destroyed.” Nulla sembra cambiato da allora: le rovine dell’abbazia, gotiche, si  slanciano verso il cielo e dominano la cittadina come allora; la chiesa parrocchiale di St Mary’s Church ha attorno a sé un cimitero dalle molte lapidi e croci; 199 ripidi gradini collegano questa parte al porto e alla città divisa in due dalla foce del fiume Esk.

Una divisione che rende attraente Whitby perché ora è sia un centro balneabile, con spiagge di sabbia, turisti, sale giochi, negozi, molti ristoranti pub ed alberghi, sia località storica per il centro fatto di antiche case, vicoli, il porto peschereccio (nel passato di balenieri), i luoghi del romanzo di Stoker e quelli associati al Capitano Cook, figlio adottivo di Whitby, che qui imparò la vita marinara (per ricordare Cook c’è un museo, Captain Cook Memorial Museum, in Grape lane, sul West Pier, c’è un monumento che lo raffigura mentre scruta il mare).

Whitby è anche famosa per i suoi “Fish and Chips restaurant”, tra i più buoni di tutto il Regno Unito. Nei due giorni di permanenza, siamo stati in due ristoranti – Magpie Café, al n. 14 di West Pier e Trenchers, in New Quai Road – ed abbiamo gustato degli ottimi “fish and chips” insieme a qualche altro buon piatto di pesce (aringa affumicata accompagnata da marmellata di fragole, che smorza il sapore dell’affumicato, e granchio).

VENTITREESIMO GIORNO

Facciamo un’altra passeggiata lungo il sentiero in cima alla scogliera verso la Robin Hood’s Bay in direzione opposta rispetto a Whitby: circa dieci chilometri di spettacolari vedute sulla scogliera e sul mare che terminano in un incantevole villaggio che, nella parte più antica a ridosso del mare (Old Bay)  fu di pescatori, marinai e contrabbandieri e oggi di turisti e bagnanti che approfittano della spiaggia creata dalla bassa marea fatta di sabbia bagnata, sassi e scogli. Old Bay è un labirinto di vicoli e passaggi lungo i quali ci sono un’infinità di invitanti tea room, pub, caffè e ristoranti.

Per il rientro a Whitby abbiamo optato per il bus, il numero 93 della linea Whibty Scarborough, che ferma in cima alla collina nella parte nuova del villaggio.

VENTIQUATTRESIMO GIORNO

Inizia il viaggio di ritorno verso Dover. La prima tappa è la bella Beverly. Siamo ancora nello Yorkshire (East Riding of Yorkshire) e la cittadina è soprattutto famosa per il suo magnifico duomo, il Beverly Minster, edificato a partire dal 1220, che presenta nella sua architettura i tre stili del gotico inglese: primitivo, decorato e perpendicolare. Di particolare interesse, nella navata settentrionale, noi abbiamo trovato i numerosi rilievi scolpiti in pietra di musicisti e strumenti musicali, folletti, demoni e figure grottesche; l’elaborato baldacchino vicino all’altare (Percy Canopy) e  lo scranno della pace nel presbiterio. Bella anche la passeggiata nei vicoli attorno alla cattedrale per gli edifici georgiani e vittoriani che li fiancheggiano.

Segue Hull, sull’ampio estuario del fiume Humber, o meglio il suo acquario, The Deep, in Tower Street, con tante spiegazioni sulla formazione degli oceani  e sull’evoluzione della vita marina, con vasche, la più grande della quali è profonda 10 metri (si può salire e scendere con le scale o con un ascensore), con numerose specie di pesci ed ambienti marini.

Alla sera raggiungiamo Skegness. E’ la tipica località balneare: nonostante il clima,  è invasa ogni anno da migliaia di vacanzieri inglese che si riversano sulla spiaggia o si divertono nei luna park, nelle numerose sale giochi, bingo oppure passeggiando sul lungomare gustando zucchero filato bianco, rosa o azzurro. Con le immancabili soste nei numerosi e odoranti “fish and chips shops” e nei numerosi pub o ristoranti.

Per la notte ci sistemiamo in un grande campeggio: “Country Meadows Holiday Park”, Anchor Lane, Ingoldmells, Skegness.

VENTICINQUESIMO GIORNO

Riprendiamo il viaggio: attraversiamo il Lincolnshire, una contea essenzialmente rurale e dal territorio piatto, con i campagna poco “inglese”  (a volte ci sembra di percepire un forte odore di cavolo) ed arriviamo a Cambridge. Parcheggiamo il camper sulla strada dopo i Botanical Gardens.

Ci indirizziamo nel centro, gustiamo un ottimo cream tea da “Auntie’s Tea Shop” difronte alla Senate House dell’Università. Facciamo una breve passeggiata tra i College della Università: il fascino è sempre grande e la voglia di ritornarci come studente (feci un corso di perfezionamento di un mese al Trinity College molti anni fa) enorme.

Dopo Cambridge, ci fermiamo a Saffron Walden, il cui centro presenta belle case antiche (sopra a tutte il Sun Inn, trecentesco, in legno decorato), a graticcio, stretti vicoli, mentre passiamo la notte in parcheggio “pay and display” di Whitstable. Celebriamo la sera, l’ultima di questo viaggio sul suolo inglese, in un ottimo ristorante, il “Whitstable Oyster Company” (la cittadina è rinomata per il festival delle ostriche che viene organizzato nel mese di luglio) dove gustiamo uno squisito piatto di dodici ostriche e due magnifici e succulenti granchi (il Portland crab).

VENTISEIESIMO GIORNO

Facciamo una breve sosta a Canterbury con una passeggiata nel centro e l’ultimo cream tea. Arriviamo a Dover con un po’ di anticipo rispetto all’ora della prenotazione. Riusciamo a prendere il traghetto in partenza  e alla sera, in Francia, ci fermiamo a Laon.

Così un altro viaggio in Inghilterra ha termine.

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