Un viaggio estivo di quasi quattro settimane tra caratteristici, deliziosi villaggi (volutamente abbiamo tralasciato le grandi città: Cardiff, Newport, Swansea), castelli, dolci e verdi colline, valli incontaminate, montagne maestose e mare con splendidi sentieri a picco sull’oceano: questa è stato per noi Cymru o, come noi diciamo, il Galles.
Prima di iniziare con il nostro diario, riteniamo opportuno specificare che questa terra, che è parte del Regno Unito ma però con un proprio Parlamento ed una capitale (Cardiff), si chiama “Cymru” in lingua celtica, l’idioma parlato dalle tribù celtiche che qui trovarono rifugio nel corso del V° secolo sotto la spinta delle tribù germaniche – i Sassoni – che in quel periodo invasero l’isola e che ora è ancora parlata correttamente da buona parte della popolazione (qualche problema noi l’abbiamo avuto con i cartelli stradali ed in qualche sperduto pub dove il mio inglese veniva “accettato” perché a parlarlo non era un inglese – effetto delle pinte bevute o verità?), mentre “Wales” è il corrisponde termine in lingua inglese che deriva da “Welsh” il termine dispregiativo che i Britanni romanizzati riservavano alle genti di quei territori.
Dopo esser sbarcati dal traghetto a Dover e prima di raggiungere la meta del nostro viaggio, facciamo due tappe in terra di Inghilterra: la prima, di un giorno, lunedì 12 luglio, a Brighton (per chi vuol sapere i motivi che ci fanno amare questa città può leggere il nostro diario), la seconda, il giorno successivo in direzione Galles, in una perla della contea del Wiltshire, terra che evoca tempi lontani (Stonehenge), di verdi colline e magnifici villaggi: Bradford-on-Avon. Non solo per le belle case georgiane e gli edifici lungo il fiume (la cittadina si sviluppa sulle colline che scendono verso l’Avon e lungo il fiume stesso), ma per uno splendido, indimenticabile cream tea al “The Bridge Tea Rooms”, al 24A di Bridge Street.

Bradford-on Avon 
Bradford-on-Avon 
Il cream tea
Primo giorno
Lasciata Bradford, visitiamo il nostro primo castello gallese: è il Caerphilly Castle (Caerfilli in gallese) nell’omonima cittadina, praticamente un sobborgo di Cardiff. La costruzione del castello risale alla seconda metà del XIII° secolo, non fu mai sede reale, ebbe un momento di splendore dopo la sua costruzione (la splendida Great Hall risale a quel periodo) ma purtroppo cadde in rovina nel corso della seconda metà XIV° secolo e quello che ora si ammira è il risultato degli attenti e minuziosi restauri del XX° secolo. Al suo esterno colpisce la profusione di torri e merletti, fossati pieni d’acqua piene di anatre. Nell’insieme il castello è un bell’esempio di fortezza medievale, ma anche ottima location per film ed eventi in costume oltre che in luglio dell’annuale Big Cheese Festival (nella zone si produce un ottimo formaggio bianco, duro e friabile che ricorda il cheddar ma più saporito – ed un pezzo di questo gustoso formaggio, al termine della visita, è arrivato sul nostro camper).

Caerfilli 
Caerfilli 
Caerfilli – “The Great Hall”
Le tante ore di luce del giorno ci permettono di spostarci nella Forest Fawr, un territorio protetto dall’Unesco, fino a Ystradfelte. L’itinerario è molto suggestivo tra brughiere, terreni con fiori, pendii dalla intensa e lussureggiante vegetazione, cascate scenografiche (in un depliant troviamo la dedizione di “strada bianca” per le cascate). Quando raggiungiamo Ystradfelte scopriamo che è un remoto villaggio con delle splendide cascate nelle vicinanze: la più bella la Cascata di Neve (Sgwd-yr-Eira in gallese), dove è possibile camminare dietro la parete d’acqua. C’è anche un percorso ad anello di circa una quindicina di chilometri che tocca tutte le cascate che, però per il tempo del nostro viaggio, non abbiamo modo di fare (un buon motivo per un ritorno). Trascorriamo una notte tranquilla in un parcheggio del villaggio.
Secondo giorno
Siamo nella Gower Peninsula (Y Gwyr) nella contea di Swansea, che si estende per circa 25 chilometri, classificata come “Area di straordinaria bellezza naturale, in larga parte posseduta dal National Trust. La nostra prima tappa è il villaggio di Rhossili: incantevole è la passeggiata che facciamo lungo la baia con la splendida spiaggia a ridosso della ripida altura, Rhossili Down, fino a Worms Head, dal profilo che può ricordare un dragone (attenzione al significato di “worm”: “dragone”), che è l’estremità meridionale della baia stessa. Facendo attenzione all’orario delle maree, raggiungiamo l’estremo crinale (Outer Head): e qui allo splendore del mare, della spiaggia, della vegetazione del ripido crinale si aggiunge quello dei numerosi animali che qui vivono (gabbiano, procellarie, pulcinella di mare, gazze marine, urie, e, ci dicono, foche).

La passeggiata 
Veduta della costa 
Worms Head
Il villaggio di Southgate è la successiva tappa per un sentiero del National Trust lungo le splendide scogliere calcaree, le Pennard Cliffs, fino alla Three Cliffs Bay. Come dice il nome, questa baia prende il proprio nome dallo sperone roccioso a tre punte, con un foro nella parte centrale, che si trova nella sua parte orientale e che la rende, per molte persone che la visitano, una delle più belle spiagge della nazione.
Dopo la passeggiata, riprendiamo il camper e passiamo la notte nel campeggio della baia (www.threecliffsbay.com)
Terzo giorno
Visitiamo il National Botanic Garden (Gardd Fotaneg Genedlaethol Cymru), a Llanarthney nella valle del fiume Tywi, nella contea Carmarthenshire. Dai depliant di presentazione: “The National Botanic Garden of Wales (…) includes 568-acres of parkland, formal gardens, lakes and woodland which all surround a huge tropical glasshouse designed by Norman Foster. This is Wales’ answer to the Eden Project – minus the crowds”. La gigantesca serra, a forma di cupola ed altamente tecnologica, colpisce per la sua struttura ma, soprattutto, per le piante che in essa trovano rifugio in quanto sono in via di estinzione. Comunque è tutto il giardino che lascia una profonda traccia in chi lo visita, per la sua ricchezza e varietà.
La tappa successiva è la vicina Carmarthen (Caerfyrddin) capoluogo delle contea. Facciamo una breve passeggiata e troviamo di grande interesse la county hall progettata nel XVII° secolo dal grande architetto John Nash (a lui si deve Buckingham Palace).
Con questa cittadina veniamo in contatto con le leggende legate al mago Merlino e a Re Artù perché si dice che qui nacque Merlino. E Cymru è anche questo: leggenda, Re Artù e Merlino!
Si scatena un diluvio quando raggiungiamo Tenby (Dinbych Y Pysgod) nella parte sud del Pembrokeshire: nel campeggio “Meadow Farm”, www.meadowfarmtenby.com“, trascorreremo tre notti.
Quarto giorno
La prima tappa è Pembroke (Penfro), o per meglio dire, il suo imponente e spettacolare castello (Castell Penfro), risalente al Medioevo, con alcuni camminamenti sulle mure e di collegamento fra le torri, con un mastio il cui torrione può essere raggiunto con una scalinata di circa cento gradini e la cui salita è ripagata da una bella vista sull’intero villaggio. Che è soprattutto una strada lunga la quale si trovano delle interessanti case in stile vittoriano e georgiano.

Terminata la visita, con il camper, raggiungiamo Stackpole Estate del National Trust, circa 13 chilometri di incantevole natura. La prima tappa è il villaggio di Bosherston per la visita ai Bosherston Lily Ponds, che in giugno e, come noi è capitato, in luglio, percorrendo una serie di sentieri e ponticelli in legno, regalano agli occhi dei visitatori la splendida fioritura dei bianchi gigli d’acqua e la vista di aironi, libellule e lontre.
Dopo gli stagni, a piedi, è stata la volta di Broad Haven South, una splendida spiaggia dorata, ornata da una scogliera grigia ed aguzzi faraglioni. A seguire, raggiunto il parcheggio del National Trust, Stackpole Quai, dove la roccia arenaria della riva da rosata diventa grigia, e da cui, seguendo un breve sentiero (10 minuti non di più) raggiungiamo Barafundle Bay, una delle più belle e scenografiche spiagge della Gran Bretagna tutta (ovviamente sconsigliabile la visita nei fine settimana estivi).

Bosherston Lily Ponds 
Braod Haven South 
Barafundle Bay – The beach
Quinto giorno
Ci rechiamo al porto di Tenby per prendere l’imbarcazione che ci porta alla Caldey Island (Ynys Bŷr), una “holy island” difronte alla cittadina, sede di un monastero con una comunità di monaci cistercensi, che tengono viva una “tradition which began there in Celtic times. More than a thousand years of prayer and quiet living have made this remote and beautiful island a haven of tranquility and peace” (così nel loro sito web,caldeyislandwales.com).
Gli edifici della comunità dei monaci ci trasmettono un’impressione di austerità, ordine ma anche opulenza (producono profumi ottenuti dai fiori selvatici dell’isola e prodotti dolciari). Visitiamo l’antica prioria, sede di monaci benedettini nel Medioevo, e la St Illtyad’s Church, con uno strano campanile a punta e con, al suo interno, una pietra con una iscrizione in caratteri ogham (antica scrittura celtica). E’ stato poi piacevole passeggiare: bella la vista che si ha dal faro. E compagni sono stati i numerosi uccelli che vivono sull’isola e qualche foca grigia mollemente adagiata sulla riva.

Una volta rientrati sulla terraferma, visitiamo Tenby. E’ centro turistico, con un affollato porto ed una lunga spiaggia sabbiosa. Ma la nostra attenzione è riservata soprattutto al promontorio di Castle Hill, ovvero alla vecchia Tenby, che si sviluppa sulla ripida Quai Hill che sovrasta il porto: qui ammiriamo la Tudor Merchant’s House, una residenza cittadina, sapientemente restaurata, risalente al XV° secolo e la St Mary’s Church, con splendide ed antiche borchie lignee di varie forme (anche una sirena con un pettine ed uno specchio!) ed un monumento, che può emozionare i matematici, dedicato a Robert Recorde, che qui visse nel XVI° secolo e a cui noi tutti dobbiamo qualcosa.
Prima di arrivare alla sommità del promontorio, apprezziamo Laston House, una “public bath house for Sir William Paxton of Middleton Hall“, di importanza storica “Graded II as a Georgian marine bath designed by a leading architect and for the historical importance in the development of Tenby as a resort”, la stazione di battelli di salvataggio RNLI, mentre alla fine, i resti del castello normanno ed uno splendido panorama della costa.
Un sentiero ci conduce al Tenby Museum & Art Gallery così appendiamo la storia della cittadina da antico villaggio di pescatori a florido centro di villeggiatura.

Tenby 
Il porto 
La “vecchia Tenby”
Sesto giorno
La prima tappa è Haverfordwest (Hwlffordd) la capitale del Pembrokeshire, di antiche origini e storicamente fiorente cittadina commerciale che si trova in una zona conosciuta come “Little England Beyond Wales” (per molti secoli la lingua qui parlata è stata l’inglese). Si sviluppa lungo un’ansa del Western Cleddau River (“guado delle capre”) su cui incombono le rovine del castello medioevale.
Noi facciamo una passeggiata nel centro storico: è compatto con numerosi vicoli e stradine, con interessanti edifici risalenti al periodo georgiano. Visitiamo la St Mary’s Church, una chiesa risalente tra la fine del XIII° e XV° secolo con degli interessanti volti.
Siamo nella costa occidentale del Pembrokeshire e la St Bride’s Bay (Bae Sain Ffraid) è molto bella e comprende alcune delle spiagge più belle del Galles. Noi ci fermiamo a Broad Haven, all’angolo meridionale. E’ un tipico centro balneare inglese per famiglie con spiagge di sabbia ed un lungomare che è un’infilata di sale da tè, negozi che vendono di souvenir ed articoli da spiaggia nonché ciambelle e gelatine di vari colori.
Seguiamo la strada che corre lungo la Newgate Beach, molto bella e molto amata dai surfisti. Ci fermiamo a Solfa (Solfach), situata difronte alla St Bride’s Bay, e restiamo colpiti dalla bellezza di alcune case colorate costruite lungo la strada, ma il villaggio ci resta nei ricordi anche per un superbo cream tea, con savoury cheese e clotted cream.
Alla sera arriviamo a St David’s (Tyddewi) e ci sistemiamo nel campeggio “Caerfai Bay Caravand & Tent Park” in direzione sud dalla cittadina. Si estende su un grande prato che termina sulla scogliera e le vedute sul mare avrebbero potuto essere magnifiche sin dal nostro arrivo (resteremo due notti) perché il tempo è infame e non si distingue il mare dal cielo: la visibilità è ridotta a qualche metro, oltre ai quali tutto è grigio, e per noi che siamo con il riscaldamento acceso sul camper non rimane che l’immaginazione.

Settimo giorno

Andiamo nel centro della cittadina (Cross Square è il punto di riferimento) per raccogliere del materiale riguardante le numerose passeggiate lungo la scogliera che partano da St David’s. Troviamo anche un depliant con un percorso verso l’interno con tappe presso alcuni produttori locali di birra. Così ritorniamo al campeggio, prendiamo il camper e ci muoviamo verso l’interno. Non c’è che dire: le colline di questa terra sono dolci e davvero molto verdi, le pecore tante. La visita di uno dei birrifici è molto interessante perché il mastro birraio/proprietario, con grande passione, ci illustra le fasi del lungo lavoro di produzione della birra. La visita si conclude nel negozio dove, tra assaggi ed acquisti di bottiglie, veniamo a sapere che i figli sono nel nostro paese a studiare viticoltura ed enologia: beh non c’è che dire: un bel matrimonio.
Dopo essere rientrati in campeggio, iniziamo la nostra visita di St David’s, che ci terrà occupati per un intero pomeriggio. La cittadina è il centro religioso e spirituale del Galles: nel VI° secolo, in questo territorio nacque e venne seppellito St. David, il santo Patrono del paese, e nel Medioevo Papa Callisto II stabilì che il pellegrinaggio alla cattedrale di St David’s aveva lo stesso valore di quello fatto a Roma (se ripetuto due volte) e a Gerusalemme (se ripetuto tre volte). E così, da quel papato ad oggi, la cittadina è stata la meta di numerosi pellegrini.
La Cattedrale (Eglwys Gadeiriol Tyddewi) ed il Bishop’s Palace (Llys yr Esgob Tyddewi) sono i due luoghi in cui si materializza la dimensione religiosa del luogo. Alla cattedrale si entra da una porta di ingresso che dà sul recinto. Da qui si ha una completa vista della cattedrale: costruita tra il XII° e XIV° secolo, è imponente, massiccia, in pietra di diversi colori (anche perché subisce l’azione dei licheni), e l’impressione che se ne ricava è che sembra più una fortezza che una chiesa (venne costruita su una preesistente cappella del VI° con l’obiettivo di nasconderla dagli eventuali predatori vichinghi che però non si realizzò perché fu più volte saccheggiata). Un altro problema della Cattedrale è stata l’instabilità del terreno: ci furono dei lavori di restauro nel XIX° secolo (risale a quel periodo la facciata occidentale), ma entrando nella navata (una parte molto antica) si notano subito la pendenza del pavimento e l’inclinazione delle belle colonne di pietra. All’interno, assolutamente da ammirare sono: il soffitto intagliato della navata; il pulpito con la statua di St David; il coro con le curiose immagini intagliate sugli stalli; la torre del lucernario, dai colori vivaci; la Holy Trinity Chapel, luogo di coronamento dei pellegrinaggi, perché in un cofanetto di quercia sono contenute le ossa di St David (e di san Giustiniano).

La Cattedrale ed il Bishop’s Palace
Nel pulpito della Cattedrale c’è la tomba del vescovo Henry Gower, morto nel 1347, il maggior responsabile della costruzione del Bishop’s Palace che ora apprezziamo. Posto difronte alla Cattedrale, le sue imponenti rovine evidenziano il potere e la ricchezza che la chiesa ebbe nel periodo medievale. La parte più interessante e caratteristica è il parapetto ad arcate che si sviluppa tutto attorno al cortile che contiene un motivo decorativo a scacchiera fatto in pietra calcarea (la stessa della Cattedrale) dai colori gialli e purpurei e che presenta figure scolpite di animali affiancate da creatura mitiche e teste umane.

Il parapetto 
Il parapetto 
Figura umana 
Bishop’s Palace con la Cattedrale sullo sfondo 
Bishop’s Palace con la Cattedrale sullo sfondo 
La facciata della Cattedrale dal Bishop’s Palace
Eccezion fatta per la mattina, la pioggia, a tratti molto intensa, ci ha disturbato, e non poco, la visita. E soprattutto ci costringe ad abbandonare l’idea della passeggiata lungo la costa fino a Whitesands Bay (con ritorno in pullman) programmata per il giorno dopo: così facciamo un giuramento solenne con le nostre mani appoggiate sul cofano del nostro camper: “non sappiamo quando, non sappiamo con chi (intendiamo: con questo o altro camper), ma un giorno qui ci ritorneremo, forse con minor baldanza, con o senza pioggia, noi fino a Whitesands Bay andremo e ritorneremo, con o senza navetta”.
Alla sera, nel camper con il riscaldamento acceso per combattere l’umidità del giorno, riusciamo a cogliere uno scorcio della scogliera e del mare: magra consolazione. Ed il giuramento si ripete: questa volta però all’interno del camper.
Ottavo giorno
Lasciamo St David’s e facciamo sosta a Porthgain: un bel e caratteristico villaggio, incuneato in una baia rocciosa, dove una volta esisteva un porto molto attivo per il trasporto dell’ardesia (sono ancora visibili i depositi di allora).
Altra tappe sono: Newport (Tredraeth), un villaggio, base di molte escursioni lungo la costa, un insieme di cottage; Cardigan, (Ceredigion), nel Mid-Wales, con una lunga High Street che sale dal fiume, per noi dal gusto molto inglese, con numerose case colorate di epoca georgiana e vittoriana, che termina con le rovine del castello.
Raggiungiamo Aberystwyth e ci sistemiamo nel bel campeggio “Morfa Bychan Holiday Park”, www.hillandale.co.uk (ha una sezione per il turismo itinerante). Abbiamo tempo per una visita della cittadina: molto vivace per via dell’università, ha una lunga e bella passeggiata sul mare, con edifici di epoca georgiana, dai colori pastello, per noi molto inglese, e che regala, se il tempo lo permette, degli incantevoli tramonti sulla Cardigan Bay.

Porthgain
Cardigan 
Aberystwyth
Nono giorno
Al mattino continuiamo la visita Aberystwyth. Siamo sempre sul lungomare in direzione North Beach: come molti visitatori percorriamo Marine Tee, la passerella in legno che si affaccia sulla spiaggia, il Royal Pier (ma per noi che amiamo Brighton, è poca cosa) e vediamo le rovine del castello. Ci spostiamo sulla North Beach, sulla cui estremità settentrionale sorge il promontorio della cittadina, Constitution Hill. Con la funivia elettrica, in uso sin dai tempi della regina Vittoria, arriviamo alla sommità che ci regala un bel panorama sia della costa che dell’interno (è visibile anche lo Snowdon, la montagna più alta del Galles, con i suoi 1086 metri).
La giornata continua con la visita al villaggio di Devil’s Bridge che si trova nella Rheidol Vale. Qui tutto è altamente scenografico: due impetuosi fiumi, Mynach e Rheidol, confluiscono in un’unica gola. Il primo è attraversato da tre ponti in pietra, il più antico dei quali risale attorno all’anno 1000, mentre il secondo, proprio sopra alla confluenza, precipita per un centinaio di metri formando spettacolari cascate. Ci sono due passeggiate per ammirare la natura: una di circa 10 minuti che permette di vedere i tre ponti ed una circolare, di circa mezz’ora con però la discesa di cento gradini (la Jacob’s scale, la scala di Giacobbe), che attraversa il Mynach e risale dall’altra parte. Noi scegliamo la seconda ed il cream tea gustato nel coffee shop al termine della passeggiata ci ritempra dalle fatiche e dall’umidità al momento giusto.

La scala a Devil’s Bridge
Una cascata a Devil’s Bridge 
Una cascate a Devil’s Bridge
Lasciato Devil’s Bridge, transitiamo da Aberdyfi, un elegante villaggio costiero. Percorriamo una bella strada costiera fino a Dolgellau, antica cittadina quacchera e legata all’industria della lana, ora al turismo, piuttosto signorile, con case in pietra. Siamo entrati in una delle zone più belle del paese: siamo nel nord, terra di grande bellezze naturali (lo Snowdonia National Park, in gallese Parc Cenedlaethol Eryri, il più conosciuto del Galles, il secondo nel Regno unito dopo il Lake District, con il monte Snowdon, alto m. 1085, il più alto del Galles, frequentissimo da chi ama l’escursionismo a piedi, arrampicate, la mountain bike, il rafting), di importanti e affascinanti siti storici ed artistici e, nella parte ovest, di forti legami alla tradizione e all’idioma locale.

Aberdyfi – Una macelleria 
Veduta dalla strada costiera 
Una casa a Dolgellau
La nostra giornata continua con la visita di Barmouth (Y Bermo), all’imbocco dell’estuario del Mawddach e posta difronte ad una grande spiaggia, molto popolare, piena di negozi e chioschi di cibi.
Nel tardo pomeriggio arriviamo a Harlech. Vorremo visitare il castello ma, per salire, imbocchiamo una stretta strada: vuoi perché il pomeriggio sta finendo vuoi perché siamo stanchi rinunciamo alla visita e ci sistemiamo nel bel campeggio “Min-Y-Don”, http://www.minhdonholidayhomepark.co.uk, proprio sotto il castello ed in prossimità della spiaggia.

Il castello di Harlech dal campeggio 
Galles e nuvole (sera) 
Galles e nuvole (sera)
Decimo giorno
Visitiamo il castello (Castell Harlech) che, insieme a Caernarfon, Conwy e Beaumaris, è un sito Patrimonio dell’Umanità. Venne completato alla fine del XIII° secolo e rappresenta il castello più meridionale dei 17 castelli che formano l’Iron Ring, un progetto di occupazione militare voluto dal re inglese Edoardo I per tenere sotto controllo i gallesi. Costruito in arenaria grigia, ha due massicce porte d’ingresso, turrite e con gradini che conducono ai bastioni che, unitamente alle intatte e possenti mura esterne gli danno l’aspetto di fortezza inespugnabile. In realtà non fu così perché nella sua storia più volte fu espugnato (di qui il soprannome del “Castle of the Lost Causes”). All’esterno, in prossimità del parcheggio, c’è un belvedere dal quale si ha un’ottima veduta dell’intero castello e, se si ha la fortuna di avere il cielo pulito con lo Snowdon sullo sfondo.

Harlech – Il castello 
Harlech – Il castello
Facciamo anche una breve passeggiata nel villaggio: il nucleo storico è a nord del castello, c’è una High Street, con qualche negozio di antiquariato e l’ufficio turistico.
Porthmadog è la tappa seguente. Percorriamo l’High Street e troviamo degli interessanti charity shops: non sono i primi, altri ne seguiranno, insomma durante tutto il viaggio abbiamo fatto tanti acquisti che hanno di molto incrementato le scorte per il nostro mercatino. Tralasciamo, a causa del poco tempo a disposizione, la ferrovia a scartamento ridotto Rheiffordd Ffstiniog Railway, una delle più belle del Galles ed il negozio di un recente ma giustamente famoso micro birrificio della cittadina, Bragdy Mws Piws (The Purple Moose Brewery), in Madoc street (ma questa volta non ci impegnano con il giuramento del ritorno …).
Percorriamo tutta la penisola di Llyn, una lunga (circa 56 chilometri) e stretta (circa 13 chilometri) lingua di terra, che con l’isola di Anglesey fu l’ultimo baluardo della resistenza delle popolazioni locali agli invasori Romani e poi Normanni (di qui il forte senso d’identità nazionale gallese che scorre nelle vene delle persone che qui abitano). Noi arriviamo fino alla punta estrema di Aberdaron, per la nostra guida “Lonely planet” “un posto fuori dal mondo con bianche casette spazzate dal vento” (e per questo motivo noi ci siamo andati), facendo sosta a Morfa Nephyn, un minuscolo villaggio che si sviluppa attorno ad un parcheggio gestito dal National Trust e da cui parte la bella passeggiata sulla spiaggia (il secondo motivo per la nostra visita).

Aberdaron 
Morpha Nephyn

Spiaggia sulla penisola di Llyn 
Spiaggia sulla penisola di Llyn
Nel rientro dalla penisola facciamo tappa a Criccieth, con un elegante lungomare ed i resti di un castello, uno dei 17 voluti da Edoardo I e ci fermiamo per la notte nel bel campeggio “Glan Byl Farm Caravan & Camp Site”: è a conduzione famigliare e ci regala una bella vista sulla baia di Cardigan.
Undicesimo giorno
La prima tappa è Beddgelert, un “conservation village” al centro del parco (Parc Cenedlaethol Eryri), affascinate nella sua piccola dimensione con case dai mattoni grigi, un ponte sopra il fiume, fiori ovunque (i villaggio ha più volte vinto il premio di “Britain in bloom”), incantevoli negozi dove compriamo begli oggetti di seconda mano per il nostro mercatino, ed invitanti “tea shops”.

Beddgelert 
Beddgelert
Attraversiamo il parco lungo una bella strada panoramica che ci conduce a Caenarfon. Facciamo una breve visita del villaggio, ma è soprattutto il castello il motivo della nostra sosta. Per la fedele guida della “Lonely Planet” è uno dei castelli medievali più importanti del mondo”. Fu costruito come fortificazione militare, sede di governo e residenza reale su, molto probabilmente, ispirazione delle mura di Costantinopoli. Di qui la presenza di torri poligonali al posto di quelle circolari con torrette, tutte fornite di sistema di botole per difendersi dal nemico (cedette solo all’attacco delle truppe di Cromwell nel 1646, ai tempi della Rivoluzione borghese). Delle torri ricordiamo la Eagle Tower, per la le sue statue di pietra con elmi progettate per ingannare gli assalitori.

Caenarfon (dall’esterno) 
Caenarfon (l’interno) 
Caenarfon – Eagle Tower
Lasciato il castello ci spostiamo verso e raggiungiamo l’isola di Anglesey (Ynys Non), antica terra che fu l’ultima a cedere agli invasori romani (e i ricordi di chi scrive non poterono non andare al romanzo “Le querce di Albion”, dal solido e preciso impianto storico unito alla storia d’amore tra un figlio di un generale romano ed una sacerdotessa britanna). L’isola è la più grande del Galles ed è collegata alla terra ferma da due importanti e storici ponti. La nostra prima tappa è Moelfre, un villaggio elegante con una bella costa. Alla sera raggiungiamo Pentraeth dove passiamo la notte nel campeggio “Rhos Farm Caravan Park”, (rhosholidayparkanglesey.co.uk).
Dodicesimo giorno
Dedichiamo l’intera giornata alla visita della bella Beaumaris (Biwmares), principale porto e centro dell’isola, con i suoi edifici georgiani dai colori pastello e la bella vista su Snowdonia (tempo permettendo in quanto noi l’abbiamo potuto solo immaginare …)
Su una stretto, Menai Strait, si innalza il castello di Beaumaris (Castell Biwmares), costruito tra il 1295 ed il 1330, rimasto incompiuto per mancanza di fondi, comunque un capolavoro di simmetria per lo sviluppo concentrico delle sue “mura dentro le mura”, dotate di passaggi che collegano le torri e che portano alle camere di avvistamento e a quelle utilizzate dagli abitanti del castello.

Castell Biwmares – Mura esterne 
Castell Biwmares – Mura interne 
Castell Biwmares – I passaggi
Usciti dal castello abbiamo passeggiato senza meta nella cittadina e visitato la Courthouse, la corte di giustizia fatta erigere nel 1614, dove abbiamo assistito alla recita di un processo, e la prigione, truce testimonianza della vita dei carcerati, uomini e donne condannati ai lavori forzati, nell’età vittoriana.
Abbiamo ripreso il camper e ci siamo spostati a Plas Newydd House and Gardens, di proprietà del National Trust, sulla A55 a sud ovest di Llanfairpwll, per la nostra guida “un capolavoro gotico del XVIII° secolo”. All’interno della residenza ammiriamo la stanza della musica, la scalinata della hall ed i grandi trompe-l’oeil di Rex Whistler, mentre dai giardini all’inglese avremmo potuto gustare una bella vista su Snowdonia se non ci fosse stata la nebbia.

Plas Newydd House and Gardens 
Plas Newydd House and Gardens
Sempre in mezzo alla nebbia, percorrendo una strada che sarebbe stata panoramica, siamo rientrati al campeggio.
Tredicesimo giorno
Con partenza da Beaumaris, facciamo una escursione in barca a Puffin Island dove soggiornano una colonia di simpatici e colorati pulcinella di mare e numerose foche.
A mezzogiorno, seduti su una panchina prospiciente il mare, con un vento che sferza i nostri visi e ci infreddolisce non poco, ci gustiamo un ottimo “fish and chips” avvolto in una specie di carta paglia.
Ritemprati dal pasto, visitiamo il Penrhyn Castle, vicino a Bangor, costruito nel XIX° secolo in stile neo normanno dalla famiglia Pennant con i proventi provenienti dal lavoro degli schiavi nelle piantagioni da zucchero in Giamaica e ora gestito dal National Trust. Gli interni sono molto grandi e sfarzosi, ricchi di mobili (c’è anche un letto fatto di ardesia, voluto per la regina Vittoria), con della carta da parati dipinta a mano. All’esterno visitiamo il walled garden e facciamo una bella passeggiata nel parco.

Penrhyn Castle 
Penrhyn Castle 
Penrhyn Castle – Walled garden
Alla sera raggiungiamo il bel campeggio “Conwy Holiday Park”, conwyholidaypark.co.uk, dove trascorreremo quattro notti. Durante la prima, un amichevole e mangione coniglio che apprezza le foglie di insalata ed i pezzetti di carote che gli prepariamo ci tiene compagnia fuori dalla scaletta del nostro camper.
Quattordicesimo giorno
Visitiamo Conwy, incantevole cittadina dai molti negozi e tea shops, sull’estuario del fiume Conwy, radicata nel passato, con alcuni gioielli storici: il castello (Castell Conwy), la passeggiata sulle mure di circa un chilometro, il suspension bridge sul fiume Conwye due dimore, l’Aberconwy House e la Play Mawr.

Aberconwy House 
Play Mawr 
Una via di Conwy
Il castello, costruito nella seconda del XIII° secolo, è inserito nell’elenco dei siti Unesco, è un ottimo esempio di architettura militare medievale, imponente, con bastioni, torri e passaggi, che gli conferiscono anche una dimensione fiabesca e regalano splendide vedute della cittadina e del territorio circostante (l’estuario del fiume Conwy e del vicino Snodownia National Park). Degli interni rimane poco: della Cappella, degli appartamenti reali e della Great Hall rimangono le rovine che comunque contribuiscono al fascino della visita.
Molto interessante la passeggiata sulle mura, per la guida della “Lonely Planet” “la più completa cinta di mura della Gran Bretagna”, perché ci regala delle vedute di insieme del castello e dall’alto delle vie e delle abitazioni della cittadina.
La tappa successiva è il suspension bridge, opera di Thomas Telford dell’inizio del XIX° secolo, dalle caratteristiche torrette gotiche (all’inizio, dove un tempo si pagava il pedaggio, c’è anche un piccolo locale-museo). Ora è per il passaggio di pedoni e di ciclisti ed è sotto la cura del National Trust, mentre accanto ci sono altri due ponti: uno d’acciaio per il traffico ferroviario risalente anch’esso al XIX° secolo ed uno moderno per il traffico veicolare.

Castell Conwy 
Suspension Bridge 
Passeggiata sulle mura
Play Mawr, nella High Street, risale al periodo elisabettiano, “la più bella dimora” di quel periodo secondo la guida. Fu completata nel 1585 per una persona molto importante allora, mercante e cortigiano che si chiamava Robert Wyatt: all’esterno è imbiancata a calce, mentre gli interni sono lussuosi e manifestano l’opulenza dell’allora proprietario.
Terminata la parte storica della nostra visita ci rilassiamo passeggiando nel centro. Non mancano gli acquisti: un olio con una scena di campagna molto britannica ed un “lovespoon” di cui la cittadina è famosa: un cucchiaio il legno intagliato che veniva usato come romantico regalo.
La giornata termina con la visita a Bangor, interessante per la Cattedrale (Eglwys Gadeiriol Bangor)ed il molo vittoriano, dalla struttura orientaleggiante, che si estende in direzione di Anglesea e da cui abbiamo potuto scorgere un altro suspension bridge, sempre opera di Thomas Telford, questa volta costruito sul Menai Strait.

Garth Pier 
Bassa marea dal Garth Pier
Quindicesimo giorno
Facciamo la prima visita della giornata al Bodnant Garden, a sud di Conwy. E’ uno splendido giardino gestito dal National Trust: un tripudio di colori e piante in fiore: rododendri, camelie e magnolie in primavera, i boccioli del laburno lungo il tunnel di 50 metri in maggio e giugno, rose e ninfee in estate (e queste le abbiamo davvero amate), ortensie e le sfumature di giallo delle foglie in autunno.

Bodnant Garden 
Bodnant Garden 
Bodnant Garden
La giornata è continuata con la visita di Llaurwst, una “historic market town”, nel passato legata al commercio della lana, con delle interessati almhouses (antiche case per i poveri), un ponte a tre arcate che la collega ad una manor house ed una corte di giustizia. E si è conclusa con tipico villaggio di montagna, nello Snodonia National Park, Betws-y-Coed. Il villaggio è una rinomata località turistica sin dai tempi della regina Vittoria, base per le numerose attività che si possono fare nello Snodonia National Park (testimonianza di ciò sono i numerosi negozi di attrezzature sportive ed i molti escursionisti che popolano il piccolo centro), è circondato dalla spettacolare natura del Parco (molto belle sono le cascate a circa tre chilometri dal villaggio, Swallow Falls).
Sedicesimo giorno
Completiamo la visita di Conwy. Iniziamo con Aberconwy House, nella Castle Street: è del XIV° secolo circa, costruita in legno e gesso e pietra scura, fu abitata da mercanti e nel corso dei secoli ha avuto diversi usi, ma nonostante ciò è ancora ben conservata (non a caso è gestita dal National Trust).
Ci regaliamo un’altra passeggiata nel centro ed il castello ci colpisce ancora.

Il castello di Conwy visto dall’interno 
Il castello di Conwy visto dall’interno 
Il Suspension Bridge di Conwy dal castello
La giornata termina a Llandudno, “la più grande località balneare del Galles”. Ed infatti sono molti, troppi per noi, i turisti che incontriamo. E’ soprattutto la sua posizione che richiama così tanta gente: è incuneata tra due promontori gemelli che chiudono la lunga spiaggia lunga circa un chilometro, fiancheggiata da un lungomare su cui prospettano molti e belli edifici vittoriani, risalenti al periodo quando la cittadina iniziò ad essere centro di grande richiamo per i villeggianti.

Llandudno – Il lungomare 
Llandudno – Il lungomare
Diciassettesimo giorno
La visita di Ruthin apre la nostra giornata: un interessante e tipica “old market town”.
Erddig, la residenza con i giardini ed il parco sono la successiva tappa. Seguiamo la visita guidata della residenza e scopriamo che chi visse qui riuscì a stabilire una relazione “democratica” con la propria servitù. Dal sito del National Trust: “Sitting on a dramatic escarpment above the winding Clywedog river, Erddig tells the 250-year story of a gentry family’s relationship with its servants.A large collection of servants’ portraits and carefully preserved rooms capture their lives in the early 20th century, while upstairs is a treasure trove of fine furniture, textiles and wallpapers. Outdoors lies a fully restored 18th-century garden, with trained fruit trees, exuberant annual herbaceous borders, avenues of pleached limes, formal hedges and a nationally important collection of ivies.The 486-hectare (1,200-acre) landscape pleasure park, designed by William Emes, is a haven of peace and natural beauty, perfect for riverside picnics. Discover the ‘cup and saucer’ cylindrical cascade or explore the earthworks of a Norman motte-and-bailey castle. A walk through the estate spans the earliest origins of Wrexham to the technology of an 18th-century designed landscape. All around, tenant farmers continue the work of generations.”

Erdigg 
Erdigg
Lasciata la residenza ci spostiamo nel bel campeggio “Abbey Farm Camping”, a Llangollen, http://www.the abbeyfarm.co.uk. E’ prospiciente i resti di un abbazia: un ambiente sicuramente romantico. Del quale ricordiamo anche le numerose anatre, che si sono abbuffate con il nostro pane.

Abbey Farm Camping – Le rovine delle’Abbazia 
Le anatre dell’Abbey Farm Camping
Diciottesimo giorno
Visitiamo la Valle Crucis Abbey, a 3 chilometri da Llangollen. Fu una delle ultime abbazie cistercensi del Galles, anticipò la più famosa Tintern Abbey, e nella nostra visita abbiamo potuto ammirare ciò che ne è rimasto: la parte frontale dell’ala occidentale risalente al XII° secolo, con un bel portale intagliato ed i resti del transetto e del presbiterio, e la parte orientale e gli archi a volta della sala del Capitolo.

La cittadina di Llangollen non ci lascia una grande impressione eccezion fatta per la Plas Mawdd, dove vissero per quasi 50 le ”Ladies of Llangollen”, unite da un forte amore lesbico, durante i quali modellarono la loro residenza secondo la loro fervida immaginazione romantica.
Ci spostiamo con il camper per visitare il Pontcysyllte Acqueduct, con il relativo canale, riconosciuto dall’Unesco come sito Patrimonio dell’Umanità. Fu costruito ai tempi della prima fase della Rivoluzione industriale (la costruzione iniziò nel 1795 e venne completata nel 1805), è un capolavoro di ingegneria del famoso Thomas Telford, lungo 316 metri e alto 38, e fu realizzato per far passare il “Llangollen Canal” sopra il fiume Dee. E’ navigabile e anche noi, sull’apposita imbarcazione, abbiamo avuto l’ebbrezza di navigarlo.

Pontcysyllte Acqueduct 
Pontcysyllte Acqueduct 
Pontcysyllte Acqueduct
Una volta scesi abbiamo fatto una piccola passeggiata fra alcuni resti romani.
La tappa successiva è stata il Chirk Castle, a sud est di Llangollen, di proprietà del National Trust, tutt’oggi abitato dai discendenti della famiglia Myddelton, che agli inizi del XVI° secolo trasformarono l’allora fortezza vecchia di circa duecento anni in una confortevole residenza. Nella nostra visita abbiamo apprezzato anche i bei giardini ornamentali.

Chirk Castle 
Chirk Castle
La giornata si chiude a Welshpool (Trallwng): troviamo un parcheggio dove è permessa la sosta ai camper per una notte (fatto insolito per la Gran Bretagna).
Diciannovesimo giorno
Visitiamo a di Welshpool alla ricerca di qualche buon “charity shops” ed altri interessanti acquisti si aggiungano alla nostra già lunga lista mentre gli spazi del nostro camper si rimpiccioliscono sempre più: alla fine questo sarà uno dei viaggi più fruttuosi.
A sud di Welshpool si trova il Powis Castle and Garden. La sua costruzione risale attorno al 1200, ma nel corso della storia è stato più volte ampliato ed abbellito. Colpisce la sua posizione: sorge su una roccia che si trova sopra ad un giardino terrazzato dalle molti siepi di tasso, statue in piombo e serre per proteggere piante di agrumi, di chiara impronta francese ed italiana. Anche l’interno è piuttosto caratteristico per i suoi mobili, dipinti, murales e pannelli in legno che i vari componenti della famiglia Herbert e Clive proprietari del castello dal XVI° secolo (è però gestito dal National Trust), hanno aggiunto nel corso degli anni.

Powis Castle and Gardens 
Powis Castle and Gardens 
Powis Castle and Gardens
Nel castello si trova anche il “Clive Museum”, con una notevole ed importante quantità di reperti provenienti dal’India (giade, avorio, stoffe, armature) che rendono bene l’idea della posizione dei britannici nell’occupazione di quelle terre.
Lasciato il castello ci spostiamo verso Llandovery (Llanymddyfri): percorriamo una bella strada tra le verdi colline del Galles (A470, A338). Durante il tragitto, facciamo sosta alla decaduta Newtown (Y Drenewydd) un tempo patria della flanella gallese ed importante centro tessile (oltre ad aver dato i natali al riformatore Robert Owen): vediamo qualche bella casa ottocentesca, il periodo è quello della Rivoluzione Industriale, ma per noi nulla di particolare.
Trascorriamo la notte nel bel campeggio “Erwlon Caravand and Camping Park” di Llandovery, http://www.campsites.uk.
Ventesimo giorno
Visitiamo Dinefwr, in prossimità della cittadina di Llandeilo, una tenuta gestita dal National Trust che raccoglie un castello un parco e la Newton House.
L’origine del castello risale al XII° secolo quando era una fortezza (fu la sede del potente principe Lord Rhys, il sovrano del Deheubarth, regno o principato nella parte meridionale del Galles), ma i resti della struttura che noi vediamo adesso è il frutto dei lavori di rifacimento risalenti al XVII° secolo. Per raggiungerlo facciamo una bella passeggiata e, poiché sorge su di un innalzamento del terreno, una volta raggiunto abbiamo una bella vista del territorio circostante.
Il parco è stato modellato nel corso del XVIII° secolo ed è classificato come “parkland national nature reserve”: bella e romantica la passeggiata lungo i suoi sentieri durante la quale vediamo dei cervi, una rara varietà di bovini dal manto bianco e con corna, antiche piante e vecchi pascoli.
La Newton House fu costruita nel 1660 e, nel corso dei secoli, è stata sottoposta a vari rifacimenti: dell’originale rimane soprattutto la grande scalinata all’interno ed i soffitti decorati, mentre l’attuale facciata, in stile gotico, fu aggiunta nella metà del XIX° secolo.

Dinefwr – Il castello 
Dinefwr – Newton House 
Dinefwr – I bovini
La giornata continua con la visita di Aberglasney House and Gardens. I giardini che risalgono al XVII° secolo sono davvero belli: molti sono all’inglese e sono cinti da mura, c’è un giardino con dei piccoli laghi, nel kitchen garden c’è un lungo corridoio di piante di mele con dei piccoli frutti, si incontrano tassi dalle forme geometriche ed anche una residenza di circa 500 anni con all’interno una serra in vetro che ospita belle orchidee, palme e cicadee.
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo il “Blossom Touring Caravan Park”, a Tredilion in prossimità di Abergavenny
Ventunesimo giorno
Chepstow, Cas-Gwent, è la nostra prima tappa. O, per meglio dire, il suo splendido castello, Castell Cas-Gwent. Venne costruito subito dopo l’invasione dei Normanni da parte do Earl William bits Osbern, amico fraterno di William the Conqueror (come dimostra l’imponente Great Tower, molto ben conservata) e fu uno delle prime fortezze normanne nel Galles. La nostra visita si è svolta tra spazi verdi, scalinate, bastioni, camminamenti, vista di latrine, cantine, “la più antica porta di una castello esistente in Europa” costruita prima del 1190 (citato dalla guida “Lonely Planet”, ma in realtà ne esistono più di una nel castello) e ci ha regalato delle belle viste sul territorio circostante perché il castello è stato costruito su una roccia calcarea che domina il fiume Wye, sulla cui ansa si trova la cittadina di Chepstow. E per gli amanti delle leggende veniamo informati che nella grotta che si trova sotto il castello riposa re Artù, in attesa del risveglio per salvare con i suoi cavalieri la Gran Bretagna.

Castell Cas-Gwent 
Castell Cas-Gwent 
Una delle porte
Percorriamo la strada lungo la valle del fiume Wye tra Chepstow e Monmouth che ci porta al villaggio di Tintern per la visita delle meravigliose e ben conservate rovine della omonima abbazia cistercense, Abaty Tyndym. Nella nostra visita siamo rimasti affascinati dalla abbazia (costruita a partire dal 1269), intatta se si esclude il tetto, un capolavoro del gotico britannico con le meravigliose monofore della parte occidentale, gli slanciati archi gotici e gli elaborati trafori della navata, i resti del chiostro, la sala del capitolo, il refettorio. Il fascino è accresciuto dalle presenza dei licheni e dalle screziature di color grigio, verde, rosa ed oro presenti sulle antiche pietre. Nonché dal contesto naturale lungo il fiume Wye in cui l’abbazia si trova e che può essere maggiormente apprezzato con una breve passeggiata, come noi abbiamo fatto, di circa 4 chilometri, fino ad un dirupo roccioso chiamato Devil’s pulpit.
E per chi come chi scrive ha per molti anni insegnato letteratura inglese tutta la visita non poteva non avere come sfondo la poesia di William Wordsworth, i dipinti e i disegni di J.M.W. Turner. Perché l’abbazia è anche una icona della cultura romantica inglese.

Abaty Tyndym 
Abaty Tyndym 
Abaty Tyndym
Per la sera ci spostiamo in un campeggio vicino Abergavenny dove resteremo tre notti.
Ventiduesimo giorno
Visitiamo di Blaenevon (Blaenafon) sito dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. E’ una cittadina “del ferro e del carbone”, con una intatta ferriera, che risale ai tempi della Rivoluzione industriale. E mentre passeggiamo nello stabilimento, di cui ci colpiscono le tre grandissime fornaci a carbone il cui funzionamento era potenziato da una macchina a vapore che dava forza ai mantici (divenne la seconda ferriera al mondo), entriamo in alcune abitazioni (usate anche set cinematografico), vediamo gli ingressi alle miniere, i pozzi abbandonati ed i semplici percorsi su rotaie destinati ai vagoncini per il trasporto del materiale sulle colline circostanti, abbiamo l’impressione di essere precipitati in uno buco temporale che ci riporta alla dura vita di quegli anni, tra la fine del settecento gli inizi dell’ottocento.

Blaenafon 
Blaenafon 
Blaenafon
La tappa successiva è Brecon (Aberhonddu) la cui visita ci regala qualche scorcio particolarmente interessante.
Ventitreesimo giorno
Ci spostiamo ad Abergavenny (Y Fenni). Dedichiamo parte della visita agli acquisti per il nostro mercatino ed un “flea market” nella Market Hall ed alcuni “charity shops” rappresentano una occasione per incrementare il nostro già consistente bottino. La cittadina è soprattutto commerciale, ai confini orientali del Brecon Beacons National Park, per la “Lonely Planet” un parco che “racchiude alcuni dei più bei paesaggi del Galles” e per questo ottima base, come Brecon del giorno prima, per la visita. A noi Abergavenny sembra gradevole.
Monmouth (Trefynwy) è la seconda tappa della giornata. La nostra passeggiata si svolge tra Agincourt Square e Monnow Street. La piazza è il centro nevralgico di questa animata cittadina: interessanti la Shire Hall del 1724 e la statua di Charles Steward, a cui la cittadina ha dato i natali, uno dei fondatori della Rolls Royce. La strada, invece, è la via dello shopping e termina con un ponte dall’omonimo nome, un bell’esempio di ponte fortificato del XII° secolo (per la nostra guida “il solo esistente in Gran Bretagna”), anche se quello che si ammira oggi è il frutto di un restauro del l’inizio del XVIII° secolo.
L’ultima tappa è il Raglan Castle, bello nella sua pietra rosa scuro, l’ultimo grande castello medievale ad essere costruito, più residenziale e manifestazione di ricchezza e potenza che fortezza. A testimonianza di ciò, sono gli ampi cortili e l’ imponente l’esagonale Great Tower attorno a cui si sviluppa un fossato.

Raglan Castle 
Raglan Castle 
Ragan Castle
L’itinerario nel Galles sta per finire, il giorno successivo inizierà il viaggio di ritorno, ed allora, come all’inizio, è una tappa culinaria a segnare il momento. Alla sera, prima del rientro in campeggio, sulla B4598, lungo la Old Raglan Road, ci fermiamo al ristorante “The Hardwick”, pluripremiato. Nel menù troviamo piatti ispirati alla nostra cucina, altri di pesce, altri ancora legati al territorio. Una festa per il nostro palato: chi scrive si ricorda ancora la bontà della spalla di agnello locale, a cottura lenta, e del manzo cotto alla carbonella, con gli elaborati contorni; per non parlare dei dolci.
Ventiquattresimo giorno
Ci muoviamo lungo la B4586 verso Usk (Brymbuga) ad una ventina di chilometri nordest da Newport sull’omonimo fiume, dove facciamo una breve sosta. E’ una bella cittadina, dominata da un castello, con fiori lungo la strade, con una caratteristica piazza centrale con una torre dell’orologio.
E con Usk termina la nostra presenza in Cymru. Con una promessa: quella di ritornare. E non solo perché non siamo riusciti a fare la passeggiata di St David’s…





