In Val Pusteria

L’estate scorsa abbiamo continuato le nostre escursioni alla conoscenza delle Dolomiti e questa volta la destinazione è stata la Val Pusteria, tra l’Alto Adige ed il Tirolo orientale: sono stati quattro giorni trascorsi in un bell’ambiente montano, di visita di località vocate al turismo sia invernale sia estivo, di piacevoli e facili passeggiate, a piedi ed in bicicletta.

Come base abbiamo scelto il campeggio “Olympia” di Dobbiaco: accogliente, dai comodi servizi, e con un ottimo ristorante/pizzeria al suo interno, dove insieme ad una buona pizza, abbiamo gustato alcuni piatti della cucina locale, sapientemente rielaborati dallo chef.

Primo giorno

L’abbiamo dedicato alla visita di Dobbiaco e di San Candido: le due località sono separate solo da qualche chilometro e li abbiamo raggiunte seguendo la pista ciclabile che attraversa la valle.  Dobbiaco, che è circondata dalle montagne ed è ad un’altitudine di 1241 metri, è una delle mete preferite per chi ama le scalate in montagne e lo sci di fondo.  Noi che la visitiamo nella seconda metà di settembre facciamo una passeggiata nel suo piccolo ed elegante centro, gustiamo una buona colazione da  Birgit Patisserie, nella piazza principale su cui domina la barocca chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, vediamo  dall’esterno il castello ed in parte seguiamo la Via Crucis più antica del Tirolo.

Riprese le nostre biciclette che avevamo parcheggiato nella piazza centrale e la pista ciclabile, dopo circa 5 chilometri, siamo a San Candido. Il centro, chiuso al traffico veicolare, è anche qui elegante, con ricchi negozi,  e racchiude due importanti edifici religiosi: la Collegiata, del XII° secolo, in stile romanico, e la chiesa Parrocchiale di San Michele, in origine romanica, ora, dopo i rimaneggiamenti della prima parte del XVIII° secolo, un piccolo gioiello barocco.

Prima di rientrare al campeggio c’è ancora tempo per la visita di un luogo di grande interesse, questa volta naturalistico, della valle: il lago di Dobbiaco. Che raggiungiamo una volta ritornati a Dobbiaco seguendo la pista ciclabile che si snoda sulla sinistra del paese (un possibile riferimento può essere il trampolino di salto con gli sci). Spingendo le biciclette mano facciamo la passeggiata di più di 4 chilometri che circonda il lago. Lungo il tragitto ci sono dei pannelli informativi relativi alla flora ed alla ricca fauna del luogo, delle passerelle in legno e percorriamo una sponda che intuiamo essere una zona umida (la siccità ha colpito duro ed  il fiume Rienza, che è l’immissario e l’emissario del lago, è in questa parte in secca), incontriamo qualche pescatore. Ma lo spettacolo più bello è dato dalle acque cristalline che fanno da specchio alle bianche nubi e alle montagne che lo circondano.

Secondo giorno

La meta è il lago di Braies, che si trova nell’omonima valle che si sviluppa lateralmente alla Val Pusteria. E’ a 1496 metri sul livello del mare, è il lago naturale più grande delle Dolomiti e si trova nel cuore del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, un’area naturalistica dichiarata Patrimonio dell’Unesco. Ci arriviamo dopo circa 40 minuti con il bus che ferma all’entrata del campeggio e che ci lascia all’inizio del lago. E’ una bella giornata di sole e molti sono i turisti: il lago, infatti, è uno dei luoghi più frequentati di chi visita questa parte delle Dolomiti.

Più che noleggiare una barca, noi scegliamo di seguire il sentiero che circonda il lago, la cui lunghezza è poco meno di 4 chilometri, piuttosto facile (solo lungo la sponda meridionale sale un po’ e la discesa può presentare qualche piccolo problema). Lo spettacolo che si apre ai nostri occhi è davvero indimenticabile: le acque del lago sono di uno splendido turchese (ci sono delle leggende ladine legate a questa pietra preziosa ed il lago) e di un brillante verde smeraldo, e formano una tavolozza di colori in cui si riflettono i boschi di pino e le vette delle Dolomiti del Sasso del Signore, del Grande Apostolo e della Croda del Becco, che s’innalzano e chiudono il lago.

Al termine della passeggiata, per ritemprarci e per ammirare ancora lo spettacolo naturale che il lago offre, ci sediamo attorno ad uno dei tavoli del self-service che si trova all’inizio della passeggiata: così con il lago e le montagne difronte, ci gustiamo due piatti di polenta, uno con i funghi, l’altro con formaggio e speck.

Decidiamo di rientrare a piedi al campeggio seguendo il sentiero, facile e spesso in comoda discesa,  che inizia dal lago e che scende lungo la valle: passiamo attraverso il bosco, ci sono ancora piante di lampone con i loro frutti mentre qualche fungo spunta tra la vegetazione, la cima del Sasso del Signore si innalza maestosa alla nostra destra (e su un pannello informativo leggiamo chi è stato il primo alpinista a scalare la vetta e come era l’alpinismo degli inizi). Però quando arriviamo a Ferrara, una frazione del comune di Braies, dopo circa un’ora e mezza, un po’ perché affiora stanchezza, riprendiamo l’autobus per arrivare al campeggio.

Terzo giorno

E’ il giorno dell’escursione in bicicletta lungo il tratto della ciclabile della Drava (Drauradveg in austriaco, che prosegue in Carinzia e termina in Slovenia) con destinazione finale Lienz. E’ interamente asfaltata, con pochissimi tratti su strade secondarie (all’inizio a San Candido e quando si entra in Lienz), accessibile a tutti, della lunghezza di circa 42 chilometri tra San Candido e Lienz, e per chi non vuole ritornare in bicicletta c’è la possibilità del treno (come noi abbiamo fatto al costo di circa 38 euro per due persone e le biciclette). Il paesaggio è indubbiamente bello, tra prati, montagne ed il fiume che scorre di fianco, e quando si entra nel territorio austriaco a Heinfels, con una piccola deviazione, non ci si può non fermare alla fabbrica della Loacher. Per chi si ferma (ed i visitatori erano tanti) una sosta ritemprante perché ovviamente al bar si gustano i loro famosi prodotti, che poi possono essere acquistati nel negozio ed al contempo interessante perché in un piccolo museo viene presentata la storia della fabbrica, dalle origine ai giorni nostri.

Quando arriviamo a Lienz, dopo circa due ore e mezza e dopo aver gustato un’ottima trota affumicata e leggermente riscaldata nel bar-ristorante alla fine della pista ciclabile, lasciamo le nostre biciclette nelle rastrelliere all’inizio della grande piazza della cittadina (Huaptlatz). Sulla quale si affaccia il Liebburg, il simbolo della cittadina, un interessante edificio a due torri con cupole a bulbo, in passato castello-residenza di un casato molto importante del luogo (i baroni Wolkenstein- Rodenegg) ed ora sede del municipio.

Il centro storico (oltre alla piazza le vie che percorriamo sono la Rosengasse, Messinggasse e la Schweizer Gasse)  è quasi tutto pedonale, piuttosto elegante, ricco di negozi, c’è qualche edificio in tipico stile tirolese (Lienz è il capoluogo del Tirolo Orientale) ed alcune chiese (la St Antonius Kapelle alla fine della piazza principale, con il suo slanciato campanile, le antiche chiesa dei Francescani (del X secolo) e la parrocchiale St Andrae. Su un’altura ad ovest di Lienz c’è il castello di Bruck, sede del museo cittadino e di una cappella gotica che però, dato il tempo a disposizione, non visitiamo.

Terminata la visita e riprese le nostre biciclette, andiamo alla stazione, che è vicina alla Huaptlatz, per prendere il treno che ci porterà a Dobbiaco.

Quarto giorno

A piedi lasciamo il campeggio per Villabassa (la struttura si trova sul confine tra Dobbiaco e Villabassa)  e dopo circa mezz’ora siamo sul treno che ci porterà a Brunico, il capoluogo storico, culturale, economico  ed amministrativo della Val Pusteria.

Usciti dalla stazione ferroviaria, seguiamo la via pedonale lungo la Rienza ed in meno di mezz’ora raggiungiamo una delle antiche porte (Porta san Floriano) che ci introduce nella via Centrale (Stadtgasse). E’ la via principale del centro storico: Brunico è una città medievale ed infatti, mentre la percorriamo, oltre agli eleganti negozi, bar, ristoranti e le porte, vediamo case dalla bella architettura, colorate e con pitture murali che rinviano a quell’epoca. Ci sono anche due interessanti chiese (la neoromantica chiesa di Santa Maria Assunta ed il Convento delle Orsoline),  E sopra al centro storico c’è l’antico Castello (risale al XIII° secolo) che ora ora ospita un museo della montagna di Reinhold Messner.

Questo è il nostro ultimo giorno di questo breve soggiorno. Ma mentre lasciamo la Val Pusteria decidiamo che qui ritorneremo per i mercatini di Natale.

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