E’ stato il nostro terzo viaggio (il secondo lo potete leggere nel nostro blog) e l’itinerario è stato costruito tenendo in considerazione quello dei precedenti perché siamo andati un po’ alla ricerca di ricordi ed un po’ alla scoperta di nuovi territori di questo bel paese.
Era un sabato di luglio quando raggiungemmo Amsterdam. Per quattro notti abbiamo soggiornato al campeggio “Zeeburg”, in Zuider Ijdijk 20, GPS: 52°21’54.50 N / 4°57’34.00 E. Il campeggio è grande, piuttosto affollato, facilmente raggiungibile dalla tangenziale, un po’ umido data la presenza di molta acqua attorno, ben collegato al centro di Amsterdam (il tram che fa capolinea alla stazione centrale è a solo 10 minuti circa a piedi) e con piste ciclabili nei dintorni.
Abbiamo dedicato la domenica alla visita del mercatino delle pulci Vlooienmarkt, ad Amsterdam-Nord, nella ex area industriale di NDSM (l’indirizzo esatto è: IJ-Hallen T.T. Neveritaweg 15 1033 WB Amsterdam-Noordper; il loro sito: http://www.ijhallen.nl), a detta loro, con un po’ troppo di enfasi, “the biggest and the most unique flea market in Europe”. In effetti, al costo di ingresso di 5 euro, si possono fare grandi affari girando tra le centinaia e centinaia di bancarelle (potete trovare abbigliamento usato, vinili cd dvd, oggetti di vario genere vintage e non), gustare birra e mangiare salsicce in vari posti di ristoro, (da segnalare il pub all’interno di una serra ed il piccolo bar su una spiaggetta, dal quale si può avere una bella vista sui dock e sulla stazione centrale di Amsterdam), tra giovani e non, artisti alternativi, molti hippies, alcuni nudisti, quasi tutti ancorati agli anni ’60, locali e turisti in cerca dell’affare.
Raggiungere il mercatino, che è aperto dalle 9 fino alle 16,30, è piuttosto facile: bisogna andare sul retro della stazione centrale di Amsterdam dove c’è il molo dal quale partono i traghetti (gratuiti) che arrivano ad Amsterdam Noord. Il traghetto è il numero 906 (quello più a sinistra), ne parte uno ogni 30 minuti. Una volta scesi dal traghetto si è praticamente arrivati: vedrete, sulla vostra destra, il capannone principale di NDSM (i cantieri navali in disuso), il Vlooienmarkt si svolge li’. Una alternativa sono i bus che partono sempre dalla stazione centrale: il 35 (scendete alla fermata Ataturk) o il 91 e il 94 (scendete alla fermata Klaprozenweg). Dalle fermate dei bus al Vlooienmarkt ci sono 5 minuti di strada a piedi.

Il giorno dopo abbiamo lasciato il campeggio di buonora ed in bicicletta abbiamo fatto un itinerario nel Waterland, a nord di Amsterdam. Per esplorare la zona abbiamo seguito la “Waterland Route”, un itinerario ciclabile ben segnalato che attraversa le zone più belle di questa campagna senza tempo e che tocca alcuni paesi molto caratteristici, come Marken, Volendam, Monnickendam, e Broek in Waterland. La route è lunga circa 40 chilometri, che diventano più di 50 se si vuol visitare Marken e Volendam (ma Volendam, come noi abbiamo fatto, può essere raggiunta in traghetto), è alla portata di tutti, sempre in piano e quasi mai incrocia mai le strade delle auto. Le cartine si trovano in qualsiasi ufficio turistico di Amsterdam e dei paesi limitrofi.
Broek in Waterland è al centro della regione e lo ricordiamo per le sue abitazioni dal colore di grigio (Broeker gris, usato dai pittori, tra cui Monet, per fissare sulla tela le loro impressioni dei paesaggi della zona) e per la chiesa con la sua bella vetrata istoriata. A Monnickendam, fondata dai monaci benedettini nel XIV° secolo, fiorente nel passato per l’industria ittica, come molti dei turisti presenti, siamo attratti dai numerosi vecchi pescherecci, dalle facciate delle abitazioni lungo i vicoli con le loro pitture murali che narrano storie del passato, dalla “Speeltoren”, la torre dell’orologio, elegante, con l’immancabile carillon, dalla gotica chiesa e dalla pesa pubblica. Marken, collegata alla terraferma da una suggestiva strada rialzata, si presenta ancora oggi come un villaggio di pescatori, con le case incatramate e su palafitte. Volendam, infine, è certamente pittoresca con le sue case in legno, ma molto turistica nella zona del porto, con un’infilata di negozi di souvenir, bancarelle di pesce e gabbiani curiosi e molto ingordi.

L’inizio del percorso 
La pista ciclabile (a destra) 
Marken – Veduta della chiesa 
Marken . Le case sul porto 
Monnickendam – La Speeltoren 
Una via di Volendam
Un giorno intero l’abbiamo dedicato alla visita di Amsterdam. Senza una meta precisa (eccezion fatta per i famosi negozi di vinili: per i gusti musicali di chi scrive soprattutto “Concerto”, in Utrechtsestraat 52-60, ma anche “Waxwell Records” in Gasthuismolensteeg 6, “Distortion Records”, in Westerstraat 244), ci siamo abbandonati al piacere di camminare nel centro medioevale, lungo i canali, i caffè, gli edifici storici e l’affascinante quartiere Jordann, una volta roccaforte della classe operaia ora molto stiloso con i suoi bar, gallerie d’arte e negozi di tendenza.
Il giorno successivo, con il treno, ci siamo spostati ad Haarlem. Il motivo: Haarlem è la tipica cittadina olandese, che con tranquillità si può visitare in un giorno camminando con calma lunghe le strade acciottolate sulle quali si affacciano case dalla tipica architettura o che costeggiano i canali (nel caso di Haarlem: uno), sostare nella grande piazza centrale ed apprezzare il municipio risalente al Medioevo, e la chiesa gotica, dedicare qualche ora ad una visita museale (il nostro consiglio è il “Frans Hals Museum”, http://www.franshalsmuseum.nl,in Groot Heiligland 62, perché dedicato alla pittura olandese), indulgere in qualche caffè elegante dove gustare del buon caffè e deliziosi dolci.

La piazza centrale con il Municpio 
Il campanile della chiesa 
Case tipiche
Lasciata Amsterdam, abbiamo visitato Leida (Leiden), sede della più antica università olandese (Descartes fu qui studente), città natale di Rembrandt, e, a pieno titolo, una tra le grandi città storiche dei Paesi Bassi. La nostra visita si è concentrata nella città vecchia, nella zona attorno alla Pieterskerk, facilmente riconoscibile per la sua alta torre campanaria, e nel quartiere degli antichi canali navigabili.

Pieterskerk 
I canali 
I canali
Alla sera ci siamo spostati nel campeggio, “Duinhorst”, in Buurtweg 135, 2244 BH Wassenaar (sito anche in italiano all’indirizzo http://www.duinhorst.nl): immerso nel verde, è grande e ben servito.
Il giorno dopo, dal campeggio, abbiamo raggiunto il centro della capitale (Den Haag o, in modo ufficiale, ’S-Gravenhage) in bicicletta. Avevamo già visitato la città e pertanto, dopo aver lasciato le biciclette in un parcheggio in prossimità degli edifici del parlamento, come di solito facciamo in situazioni di questo genere, abbiamo passeggiato senza una meta precisa nelle due zone di grande attrazione ovvero il Binnenhof (gli edifici del parlamento) e quella attorno alle Grote Kerk ed il Municipio vecchio. Da ricordare che l’Ufficio del Turismo dispone di ottime cartine, in lingua inglese, per delle visite a tema sia a piedi che in bicicletta (www.scheveningendenhaag.com, Spui 68, all’interno del Municipio nuovo).
Nel pomeriggio, sempre in bicicletta ed inseguendo ricordi, ci siamo spostati al mare, a Scheveningen, lunga spiaggia di sabbia, con un’infilata di ristoranti, alberghi, caffè dal dubbio gusto architettonico sul litorale, che però attrae tanti visitatori.
Il giorno dopo, lasciate le biciclette nel parcheggio custodito della stazione, prendiamo il treno per visitare Rotterdam. La città ci lascia stupefatti perché ci comunica tutta l’energia di un luogo in perenne evoluzione, per la sua modernità architettonica che tutto include (anche la statua di un Babbo Natale/Paul McCarthy con vibratore nel centro dello shopping cittadino!), perché conserva tracce del suo passato come l’Oude haven e soprattutto il Delfshaven, sopravvissuto alla distruzione bellica, quando Rotterdam era il porto della vicina Delft e da cui i Padri (e le Madri) Pellegrini tentarono di salpare verso il Nuovo Mondo (nella Oude Kerk recitarono le loro ultime preghiere prima della partenza), ora una delle zone più affascinanti per il visitatore (noi abbiamo trovato un utile opuscolo in Voorstraat, al Delfshaven Info), tra testimonianze del passato e ristoranti etnici e locali alla moda.
Durante la nostra permanenza non visitiamo alcun museo: è da segnalare, però, che Rotterdam offre tante possibilità: tra queste, per la pittura olandese ma non solo, il “Museum Boijmans van Beuningen”, http://www.boijmans.nl, in Museumpark,18-20, è sicuramente un sito da non perdere.
Anche se tagliata in due da un canale navigabile ed attraversata da una serie di tunnel e ponti, Rotterdam può essere visitata a piedi: così noi abbiamo fatto, tralasciando i musei, per l’intera giornata, seguendo l’itinerario proposto dalla nostra fedele guida “Lonely Planet”. Tante informazioni per la visita possono comunque essere raccolte presso l’Ufficio del Turismo, all’interno della stazione centrale (https://en.rotterdam.info, in lingua inglese).

Rotterdam – Alcuni nuovi edifici vicino alla stazione centrale 
Rotterdam – Nuovi edifici vicino alla stazione centrale 
Un graffito di Rotterdam 
Veduta del Delfshaven con uno scorcio della chiesa sulla sinistra 
IL Complesso edilizio di Overblaak – case a cubo di Piet Blom (primo anni ’80) 
L’Oude Haven con, sullo sfondo, l’Overblaak
La tappa successiva del nostro viaggio è stata il Parco Nazionale De Hoge Veluwe. E’ il più grande d’Olanda ed è caratterizzato da zone acquitrinose, dune di sabbia e boschi. Il parco fu acquistato nel 1914 da Anton and Helene Kroller-Muller: Anton perché interessato ad un nuovo territorio di caccia, Helene invece era alla ricerca di un posto dove costruire un museo. Il territorio diventò statale nel 1930, mentre nel 1938 venne inaugurato il museo con una meravigliosa ed inestimabile raccolta d’arte soprattutto grazie alle numerose opere di Van Gogh: senza considerare eventuali mostre temporanee, il museo accoglie quasi 90 opere e circa 180 disegni del grande pittore. Le tele sono esposte in senso cronologico così che il visitatore può ammirare l’evolversi della sua pittura. A ragione, il museo può competere con quello di Amsterdam dedicato al grande pittore e può essere considerato tra i più importanti in Europa in quanto raccoglie opere anche di altri importanti pittori come Picasso, Mondriaan, Seurat, Monet, Manet, Renoir, Sisley, Bruyin il Vecchio e molti altri. Senza contare le sculture contenute nella specifica sezione all’interno del museo ed installate nel giardino (circa 160 nel giardino e tra queste ci sono opere di Rodin e Moore).
L’indirizzo del museo è Houtkampweg 6 ,6731 AW Otterlo, e può essere raggiunto dalle tre entrate del parco: Otterlo (a circa 2,5 km), Hoenderloo (a circa 4 km) e Schaarsbergen (a circa 10 km). Si può anche lasciare il camper all’esterno del parco e raggiungere il museo a piedi o in bicicletta (le biciclette sono all’ingresso del parco, di colore bianco e gratuite). Poiché il museo è all’interno del parco, si deve pagare anche il biglietto dell’ingresso al parco: per l’acquisto e per ogni informazione si può consultare il sito web del museo: “https://krollermuller.nl” (anche in italiano). Noi siamo entrati nel parco ed abbiamo lasciato il camper nell’ampio parcheggio all’esterno del museo.

La statua di Anton Kroller 
Un’installazione nel parco del museo 
Un ritratto di Van Gogh
Lasciato il museo ci siamo indirizzati al campeggio “Rust En Natuur Camping Beek En Hei”, in Heideweg 4, 6731 SN Otterlo, dove abbiamo trascorso due notti.
Abbiamo dedicato la giornata successiva alla visita in bicicletta del parco: numerosi sono i percorsi, tutti ben segnalati e forse la parte più interessante è quella che si trova a sud del museo chiamata “Wildbaan”. Abbiamo anche visitato il Centro Visitatori, costruito proprio nel centro del parco ed utilissimo per la sua conoscenza, perché, nelle sue sale, fornisce una dettagliata informazione della flora e della fauna.
Deventer è stata la successiva tappa del viaggio. Antica città anseatica, offre un centro molto suggestivo che si irradia dalla piazza principale (“Brink”) con una suggestiva pesa pubblica (“Waag”), un bel quartiere di piccole case addossate le une alle altre (“Berkwatier”) e strade acciottolate, una chiesa gotica (“Grote of Lebuinuskerk”) con una alta torre campanaria dalla quale si ha una bella veduta della città ed un’altra chiesa dalle inconfondibili torri romaniche (“Bergkerk”) con però molti elementi gotici.

Brink con Waag ed il Museo 
Bergkerk 
Una delle vie di Deventer
Abbiamo trascorso la notte nell’accogliente campeggio, accreditato ACSI, “Stadscamping Deventer”, Worp 12, Coordinate: 52°15’1″N 6°8’57”E.
Il giorno dopo abbiamo visitato un’altra città della Lega Anseatica, Kampen: il centro storico, tra i meglio conservati dei Paesi Bassi, presenta, a detta della nostra fidata “Lonely Planet”, “ben 500 monumenti medievali, tra abitazioni, porte e torri”. Visitarla è molto facile perché è piccola, si sviluppa parallelamente al fiume Ijseel e la maggior parte degli importanti siti si trova in Ouderstraat: tra questi, l’inclinata torre “Nieuwe Toren”, l’”Oude Raadhuis” (il vecchio municipio), la “Gotische Huis”.

La Nieuwe Toren 
Il vecchio Municipio 
La porta “Broderpoort”
Lasciata la cittadina, ci siamo indirizzati in uno dei numerosi campeggi della zona attorno a Zwolle dove abbiamo trascorso 3 notti: “Molecaten Park De Agnietenberg, https://www.molecaten.nl., accreditato ACSI, in Haersterveerweg 27, Zwolle.
Buona parte della giornata successiva l’abbiamo dedicata alla visita di Zwolle. E’ il centro principale della zona e nel passato (secoli XIV° e XV°) era il porto mercantile più importante della Lega Anseatica. Da non perdere nella visita alla città: l’”Oude Vismarkt”, con la “Grote Kerk” e lo “Stadhuis”, la “Onze Lieve Vrouwetoren”, l’originale “Sassenpoort” ed i musei “De Fundatie” (pinacoteca sita nel vecchio palazzo di giustizia) e “Stedelijk Museum Zwolle” (con reperti dei tempi della Lega Anseatica).

Veduta di un canale 
La “Onze Lieve Vrouwetoren” 
Una vecchia porta – Sassenport
Abbiamo trascorso un’intera giornata per visitare la zona in bicicletta. Il percorso si è snodato nel mezzo della campagna tra animali, pittoresche fattorie, corsi d’acqua. E qualche punto di ristoro: indimenticabile una piccola casetta in legno con una piccola cucina dove poter cucinare delle uova o gustare una bibita o un caffè e tè lasciando in un raccoglitore gli euro della spesa. Abbiamo raggiunto l’incantevole Elburg: il suo centro è piccolo, dalla forma quadrata, con molti ristoranti bar e negozi, e risale al XVI° secolo. Una volta superata la “Vischpoort”, si accede al vecchio porto, ora occupato da numerosi pescherecci ed imbarcazioni di diporto. In una pescheria abbiamo acquistato delle leccornie affumicate (anguille) e, negli occhi i colori della campagna, abbiamo fatto ritorno al campeggio.

La campagna 
Il punto di ristoro 
Una fattoria 
Elburg – Una porta 
Elburg – Il porto 
Una via in fiore di Elburg
Giethoorn è stata la visita del giorno dopo. Soprannominata la “Venezia d’Olanda”, questa cittadina fu praticamente costruita sull’acqua: è priva di strade (i parcheggi sono al suo esterno) ed attraversata da canali, ponti, passaggi pedonali e piste ciclabili: davvero molto suggestiva, ma purtroppo, nel periodo estivo, molto affollata.
Terminata la visita ci siamo spostati a nord in Frisia ed abbiamo raggiunto, alla ricerca anche di ricordi di un precedente viaggio in questa terra, Hindeloopen, dove abbiamo soggiornato per quattro notti nel bel campeggio prospiciente la spiaggia “Hindeloopen”, in Westerdijk 9, https://www.campinghindeloopen.nl.
Il villaggio (per la nostra guida abitato da 920 persone) è una enclave di pescatori e vuoi per questo, vuoi per la spiaggia ed il mare (paradiso per gli amanti del windsurf che però non fa per noi), vuoi perché un (breve) percorso in bicicletta fa sempre bene, il nostro primo giorno è stato di completo relax e termina nel ristorante “de 3 Haringhjes”, in Buren 37/39, https://de3harinkjes.nl, con una bella vista sul mare e con ottimi piatti di pesce.

La spiaggia 
Il porto 
Veduta
Harlingen è la destinazione del giorno dopo. E’ uno degli antichi porti della Frisia e conserva, diversamente dagli altri, l’accesso diretto al mare. Il suo centro visitabile a piedi, è tutelato e, per questo, caratterizzato da begli edifici del passato (XVI° e XVIII° secolo). Molti sono i canali e i ponti levatoi; da non mancare la strada “Voorstraat”.
Durante il tragitto di rientro al campeggio, abbiamo fatto due brevi soste nelle due cittadine costiere a nord di Hindeloopen: Makkum e Workum. E quando ci siamo avvicinati a Hindeloopen ancora siamo rimasti sorpresi dall’improvviso apparire degli alberi delle navi ancorate nel porto quando con il camper stavamo percorrendo strade in mezzo ai campi coltivati a granoturco o in cui stazionano greggi di pecore e mucche.
Leeuwarden è il capoluogo della Frisia. Il centro è abbastanza raccolto, facilmente visitabile a piedi: c’è una vasta piazza centrale (“Zaailand”), una piazza con una piccola ed interessante pesa pubblica per il burro ed altri merci (“Waag”, “Waagplein”), una torre pendente (“Oldehove”) sulla cui cima si può godere di un bel paesaggio. Una curiosità: a Leeuwarden nacque Gertrud Margarete Zelle, più conosciuta con il nome di Mata Hari: la città la ricorda con una statua posta su di un ponte vicino alla casa natale in Over de Kelders 33. Nelle nostra visita abbiamo molto apprezzato il bel museo di ceramiche “Princessehof Museum”, in Grote Kerkstraat 1, https://www.princessehof.nl: è in una residenza del XVII° secolo, si fregia del titolo di museo ufficiale olandese di ceramica e per la nostra guida “raccoglie la più vasta collezione di piastrelle esistente al mondo, un’impareggiabile raccolta di maioliche di Delft”, numerose splendide ceramiche giapponesi, cinesi e vietnamite.

La torre pendente 
La pesa pubblica 
Veduta di un canale con la chiesa neogotica di San Bonifacio
Il giorno dopo abbiamo iniziato il tragitto di rientro in Italia. Decidiamo di risalire un po’ a nord per percorrere la strada lungo la diga Afsluitdijk (E22), lunga 32 chilometri e costruita tra il 1927 e il 1933, che fu uno degli elementi più importanti delle opere volte al recupero dello Zuiderzee, l’ex Mare del Sud, che collega le due province della Frisia e l’Olanda Settentrionale. Quando l’attraversiamo è mattina presto, c’è un po’ di foschia, ma il mare, l’imponenza della costruzione e dell’intervento dell’uomo sulla natura lasciano il segno.
Quando lasciamo la diga siamo tentati di prendere la strada verso nord per Den Helter per prendere il traghetto con destinazione l’isola di Texel. Ci andammo tanti anni fa e ancora ci ricordiamo delle ampie spiagge bianche, delle riserve naturali con le dune, dei boschi, dei graziosi villaggi e di un impegnatissimo rientro in bicicletta con un fortissimo vento contrario per prendere l’ultimo traghetto verso la terraferma. Ma il tempo a disposizione non ce lo permette: rimane in noi il ricordo: consigliamo però caldamente una sua visita.
E così verso mezzogiorno abbiamo raggiunto la cittadina di Hoorn. Una deliziosa scoperta: ci perdiamo nelle sue viuzze e scopriamo molte case storiche dalla bella architettura, un pittoresco porto (dove gustiamo dell’ottima frittura di pesce), con case adornate da frontoni e vecchi magazzini dove veniva stoccata la birra, la statua del fondatore dell’Indie Orientali (Jan Pieterszoon Coen) in una piazza che si chiama “Rode Steen” (traduzione: Pietra o Fortezza Rossa), il cui nome ricorda che qui venivano eseguite le condanne capitali. Ed in un mercato locale tra bancarelle di frutta, verdura, abiti, prodotti artigianali ne troviamo tre che vendono vinili e che lasciamo dopo averne acquistati una quarantina (che ci renderanno il ritorno in camper non molto agevole perché, per il peso, le fragili borse si sono subito rotte).

Le tipiche case 
Le case sul porto 
Il porto
Alla sera giungiamo al campeggio “Buitengoed de Boomgaard” in Parallelweg 9, 3981 HG Bunnik (Utrecht), http://www.buitengoeddeboomgaard.nl, perché abbiamo deciso di chiudere questo viaggio nei Paesi Bassi con Utrecht. Per la visita della città vi rinviamo al nostro precedente viaggio pubblicato sul nostro blog e condiviso con il gruppo.
































































































































































































































































































































































































































































