Francia centrale: un viaggio tra i castelli della Loira intorno Tours e la costa atlantica

Partiamo nel pomeriggio e, dopo aver attraversato il Monte Bianco, ci fermiamo a Chamonix, dove passiamo la notte.

Primo giorno

La Basilica del Sacro Cuore

La prima tappa del viaggio è Paray-le-Monial. Parcheggiamo nell’area di sosta (coordinate GPS: Longitudine: 4.12006 , latitudine 46.44802, Parking du Moulin Liron – Boulevard du Dauphin Louis) e decidiamo di fare una passeggiata a piedi perché la cittadina è classificata “ville d’art e d’histoire” e “ville fluerie” ricompensata con quattro fiori. Ed infatti scopriamo un interessante centro storico (in modo particolare: la sede del Comune e place Lamartine con i palazzi aristocratici del XVIII° secolo), numerosi giardini e parchi. Ma è soprattutto la basilica del Sacro Cuore, costruita tra la fine dell’XI° secolo ed il XIV° secolo, capolavoro di arte romanica ed uno dei migliori esempi di architettura cluniacense in Borgogna, che corona la nostra visita alla cittadina.

Alla sera arriviamo nell’area di sosta di Amboise, GPS E 0.98883 N 47.41853, in Avenue Leonard-de-Vinci, sull’il d’Or, difronte al castello. Per la ricerca di questa area, come per quasi tutte le aree dei nostri viaggi in Francia, ci siamo avvalsi della guida Michelin “Escapades en camping-car”: è la nostra fedele guida, organizzata in 20 sezioni/regioni, ciascuna delle quali con circuiti turistici (complessivamente più di un centinaio) e circa 1500 aree di servizio, di stazionamento e campeggi.

Secondo giorno

Visitiamo il castello reale di Amboise. Delle strutture originali rimane poco: tra queste, per la loro bellezza, segnaliamo l’ala in gotico fiammeggiante e la Chapelle Saint-Hubert. Per l’interno, invece, la Sala delle Guardie, il belvedere e la Sala del Consiglio. Interessante l’uscita dal castello per l’ingegnosa rampa a spirale della torre Hurtault così costruita per permettere la discesa dei cavalli e delle carrozze.

La visita continua nel villaggio, che si sviluppa sotto il castello, e a Le Clos Lucé, la residenza in cui visse Leonardo da Vinci e che ora presenta al suo interno nel parco modelli di molte delle sue invenzioni.

Noi non l’abbiamo visitata ma nelle vicinanze di Amboise c’è la Pagode de Chanteloup, unico esempio di un castello andato distrutto nel tempo ma del quale si conserva un’insolita struttura, la pagoda appunto, in cui lo stile classico francese si unisce a motivi cinesi, al vertice della quale si coglie ora uno splendida vista del parco e dei boschi della Loira.
La tappa successiva è il castello di Chenonceaux, soprannominato “le chateau des Dames” perché sia la sua architettura che la sua conservazione sono state in gran parte opera di signore. Il castello, che è costruito a cavallo del fiume Cher, è splendido per la sua rigorosa ed unica architettura, per il parco circostante e perché all’interno conserva quadri di grandi pittori ed una eccezionale collezione di arazzi.

Nel percorso facciamo una breve sosta a Montrichard, lungo la Cher. La strada nella campagna fiancheggia campi di colza ed il giallo della pianta in fiore riempie gli occhi.

Alla sera raggiungiamo la bella area di sosta di Montresor, in Rue du 8 Mai, GPS: E 1.20222 N 47.15805, gratuita.

Terzo giorno

Visitiamo Montresor: una gradevole scoperta per la bella passeggiata lungo il fiume, il castello residenza privata ed il complesso delle abitazioni.

Loches. Siamo nell’ nell’Indre-et-Loire, città medioevale e reale classificata come d“Art et Historire”, Ville Fleurie ed uno dei “Plus Beaux Detour de France”, che merita assolutamente una sosta. Si compone di una parte bassa, nota come Vieille Ville, ed una parte alta (“Ville Haute”, “Citadelle o “Cité Medievalé). La visita può iniziare nella parte bassa dalla Porte Picois per dirigersi verso la Porte Royale, che con le due torre duecentesche) è l’unico arco aperto nelle mura che circondano la cittadella. Salendo sulla via lastricata si incontrano storiche residenze con facciate in tufo. lnteressanti sono la collegiata romanica di Saint-Ours, con il portale romanico policromo e le caratteristiche cupole piramidali a otto lati; la torre Saint-Antoine, antico campanile di 52 metri. All’estremità settentrionale della Citadelle si trova la Logis Royal, la residenza dei re di Francia a partire da Carlo VII poi trasformata in prigione ed in uso fino alll’inzio del secolo scorso. Comunque già due sue torri furono adibite da Luigi XI, la Tour Ronde e la Tour Martelet: in queste torri vennero rinchiusi i prigionieri durante la rivoluzione francese e sulle cui pareti si possono ancoro vedere le loro scritte. Al limite estremo si trova il Donjon (torrione), costruito nell’XI°, alto 36 metri, che per i più coraggiosi che vogliono avventurarsi su passerelle da brividi regala una splendida vista mozzafiato sulla città.

Se avete la possibilità e se vi piacciono i mercati, Loches, in via Republique e nelle strade circostanti, ne ospita uno il mercoledì ed il sabato, piuttosto famoso nella zona.

Facciamo una breve sosta nel grazioso e piccolo villaggio di Crissay-sur-Manse prima di arrivare a Chinon. Scegliamo di fermarci per la notte nell’accogliente campeggio “Intercommunal de l’Ile Auger”, Quai Danton, GPS: E 0.23654 N 47.16379, sito web http://www.camping-chinon.com.Il centro città è vicino al campeggio (circa 5 minuti a piedi) e decidiamo di fare una breve visita. La città vecchia, nota come “Grand Carroi, lungo Rue Haute Sain-Maurice e rue Voltaire, presenta un interessante spaccato di architettura medioevale, con vecchie case, molte di queste a graticcio ed imponenti palazzi (Hotel du Gouverneur e Palais du Bailliage).

Numerose le enoteche e le cantine: siamo in una zona di grande produzione vinicola e, fatto strano per la valle della Loira, di rossi e rosati – Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Interessante, nel periodo estivo, la vista che la confraternita dei viticoltori locali organizza alle Caves Painctes de Chinon, che in passato erano cave naturali e che vennero trasformate nel XV secolo in cantine.

Da ricordare infine che tutto il centro storico è legato allo scrittore Francois Rabelais e alla serie di cinque romanzi “Gangantua e Pantagruel”. Per la visita ci si può avvalere dell’esaustivo opuscolo in distribuzione all’Ufficio del Turismo, in Rue Rabelais 1, ovvero aggregarsi ad una delle visite guidate a pagamento da loro organizzate.

Quarto giorno

Lo dedichiamo interamente alla visita dei castelli. Iniziamo dal castello-fortezza di Chinon. Il castello è organizzato in tre blocchi separati da fossati senza acqua. Per noi le parti più interessanti sono state la Tour d l’Horologe del XIV° secolo, con numerosi oggetti della vita di Giovanna d’Arco ed il Fort du Coudray, dalla cui sommità si gode di un meraviglioso panorama della valle.

Segue poi il castello di Ussé, costruito tra il XV° ed il XVI° secolo su una preesistente fortezza dell’XI° secolo, con le sue numerose torri bianco crema ed i tetti di ardesia, noto per avere ispirato a Charles Perrault la fiaba della Bella Addormentata nel Bosco e forse fonte di ispirazione anche per Walt Disney (con tanto di logo affisso su una parete esterna). Certo l’architettura del castello ha un suo fascino, però per noi la parte più interessante sono stati i giardini formali, progettati dall’architetto di Versailles, André Le Notre. Sono nella terrazza inferiore e vi si accede dal fossato est, che sbocca direttamente sull’estremità orientale del Parterre superiore. Da qui si dominano i due livelli inferiori, che sono quadrati di prato e viali laterali che portano al giardino dell’aranciera nel livello inferiore, caratterizzati da alberi e arbusti forme per lo più geometrizzanti con una forte valenza ornamentale.

Concludiamo la giornata con il castello di Azay-le-Ridau, uno dei più belli della valle della Loira. Costruito nel Cinquecento su un isola naturale del fiume Indre, è un meraviglioso palazzo dalle belle finestre a forma geometrica, elaborate torrette e lavorazioni in pietra decorative, circondato da un parco formale. Ma a colpire per la sua bellezza e particolarità è la straordinaria scala interna a chiocciala, decorata da salamandre ed ermellini (emblemi di Francesco I e della regina Claudia), che conduce ad una balconata che si affaccia su una corte interna.

Ormai è tardi e decidiamo di fermarci in un parcheggio vicino al castello, in prossimità del campeggio e lì, senza problemi, trascorriamo la notte.

Quinto giorno

Visitiamo Tours. Sede universitaria, molto elegante, con viali settecenteschi e straordinari edifici civili e religiosi, è con Orléans, la principale città della valle della Loira. Il suo cuore pulsante è rappresentato dalla città vecchia e dalla place Plumereau, contornata da case a graticcio, palazzi signorili e molti ristoranti e caffè. Il simbolo religioso della città è la cattedrale di Saint-Gatien, in place de la Cathédrale, la cui facciata in puro stile gotico fiammeggiante lascia sbalorditi per la ricchezza di decorazioni, arcate, archi e doccioni. Non di meno grandioso è l’interno per le elaborate vetrate policrome e per il rosone posto sopra l’organo. La completano due torri gemelle rinascimentali, costruite nel Rinascimento ed un bel chiostro (Cloitre de la Psalette) con elementi rinascimentali e di gotico fiammeggiante.

Tours è rinomata anche per il culto di San Martino sin dal medioevo. Sulla sua tomba venne eretta una basilica di cui ora si conserva solo la Tour Charlemagne in Rue des Halles, mentre le reliquie del santo ora si trovano nella cripta della vicina collegiale di San Martino, costruita nella seconda metà del XIX° secolo.

Numerosi sono i musei: segnaliamo, perché insolito e molto “francese”, il Musée du Compagnonnage, in Rue Nationale 8, che raccoglie moltissimi manufatti degli artigiani francesi, da sempre orgoglio della nazione.

Verso sera ci spostiamo a Villandry e passiamo la notte nella confortevole area di sosta in Rue Nationale 14, vicinissima al castello.

Sesto giorno

E’ domenica e ricerchiamo qualche mercatino dell’usato. Ne troviamo uno in un quartiere di Joue-Les-Tour: gli acquisti che comunque facciamo sono però ostacolati dall’intensità della pioggia.

Nel pomeriggio visitiamo l’abbazia reale di Fontevraud. Fino alla sua chiusura voluta da Napoleone nel 1793, è stato uno dei più grandi centri ecclesiastici d’Europa, a capo del quale c’era una badessa (fatto piuttosto insolito). La visita si snoda lungo tutto il complesso, ma quello che più colpisce è la semplicità unita però all’imponenza della chiesa abbaziale, con le sue colonne svettanti, le cupole e le tombe policrome dei quattro illustri esponenti della dinastia dei Plantgeneti (Enrico II, re d’Inghilterra, sua moglie Eleonora d’Aquitania, che qui si ritirò dopo l morte del marito, il loro figlio, il leggendario Riccardo Cuor di Leone e sua moglie Isabelle d’Angouléme) del periodo in cui la storia inglese e francese erano strettamente collegate.

Merita anche una visita il villaggio Fontevraud-l’Abbaye all’interno del quale si trova il complesso.

La tappa successiva è il castello di Montsoreau, che richiama un romanzo di A. Dumas padre e che ora ospita un interessante museo dedicato al trasporto fluviale. Con il castello visitiamo anche il vicino villaggio di Candes-su-Martin, in bella posizione alla confluenza di due fiumi, la Vienne e la Loira

Trascorriamo la notte nell’area di sosta di Villandry.

Settimo giorno

Visitiamo il castello di Villandry. O, per meglio dire, i giardini, perché sono appunto il motivo principale della visita (anche se non tralasciamo gli interni del castello). Girovagando lungo i vialetti di ciottoli, si incontrano i giardini acquatici formali, un labirinto, diversi vigneti, un “Jardin d’Ornament” in cui siepi potate in forme geometriche e aiuole in fiore rappresentano vari aspetti dell’amore ed un cinquecentesco “potager” (orto), in cui le verdure sono disposte in file ordinate secondo i loro colori.

Con i colori e le geometrie dei giardini ancora negli occhi, lasciamo Villandry per dirigerci verso la costa atlantica. Alla sera raggiungiamo Niort e trascorriamo la notte nella bella area di sosta in Rue de Bessac 26, GPS:N 46.32905, W 0.46546; N 46°19’45”, W 0°27’56”

Ottavo giorno

Il Castello di Niort

Visitiamo Niort. Scopriamo un bel centro storico, con un’ampia area pedonale, un grande mercate coperto, un interessante castello composto da due torri a base quadrata unite da un corpo centrale che è ciò che resta della fortezza costruita da Enrico II e Riccardo Cuor di Leone.

Nel pomeriggio ci spostiamo a La Rochelle, nel Parc-relais Jean Moulin, in avenue Jean Moulin,GPS W 1.1398, N 46.1525, con navetta per il centro storico. Un’altra area che consigliamo è l’Aire de Camping-Car de Port-Neuf Boulevard Aristide Rondeau 6, GPS: N 46.16033, W 1.18432; N 46°09’37”, W 1°11’04”, che si trova vicina al mare, mentre il centro della città è a circa tre chilometri.

Nella nostra passeggiata a piedi ci siedi diretti sia verso il mare nel quartiere moderno di Les Minimes, con il suo grande porto turistico, che il centro. La Rochelle si è sviluppata attorno al vecchio porto con le sue caratteristiche tre torri costruite a scopo difensivo. A nord del porto, c’è il centro storico al quale si accede attraverso la Tour de la Grosse Horloge. Due sono le vie principali: la rue du Palais, porticata, con i suoi negozi e i sontuosi case degli armatori cittadini del XVII° e XVIII° secolo e la rue des Merciers, anch’essa fiancheggiata da portici.

Nono giorno

Raggiungiamo con il camper l’Ile de Ré, che si trova di fronte a La Rochelle: suggestiva la vista del ponte che la unisce alla terra ferma. Scegliamo di fermarci nel campeggio municipale “Les Remparts” di St-Martin-de-Ré nell’omonima via (per chi lo desidera c’è anche un’accogliente area di sosta fuori dal campeggio). Noleggiamo le biciclette e, seguendo i percorsi molto ben tracciati, facciamo una bella gita nell’isola tra saline, dune di sabbia ricoperte di sparto, spiagge sabbiose e villaggi dalle case bianche e gelosie e porte in legno dal colore verde. L’isola è anche famosa per l’allevamento delle ostriche: così, nel bar di un allevatore, con un tavolo su un muretto che si affaccia sulla spiaggia, con una vista mozzafiato del mare, gustiamo un delizioso piatto di ostriche e di gamberetti.

Il porticciolo

Rientrati in campeggio, visitiamo Saint-Martin-de-Ré. La grande attrattiva del borgo sono le possenti fortificazioni che lo circondano, costruite nel XVII° secolo dal grande ingegnere militare Vauban e che gli sono valse il riconoscimento di Patrimonio dell’umanità da parte dll’Unesco. Sui bastioni come pure nel parco della Barbette, dove pascolano graziosi asini, è possibile fare delle belle passeggiate. Il centro storico, sempre molto affollato dai turisti e vacanzieri (il borgo ha un grazioso porticciolo), si sviluppa dopo la porta Torais e la Porta dei Campani, tra vicoli con case in legno, qualche residenza rinascimentale, la cittadella che nel passato era una prigione.

Decimo giorno

Lasciamo il campeggio e, con il camper, ci dirigiamo al faro delle balene (phare des Baleines), situato alla punta ovest dell’isola, nel comune di Saint-Clément-des-Baleines. Il suo nome è dovuto al fatto che un buon numero di balene venivano nel passato ad arenarsi in questo posto. Spettacolare la vista dell’oceano.
Rientrano sulla terraferma il paesaggio cambia rispetto a quello della gita in bicicletta: ora incontriamo vigneti e pinete.

Particolare dell’Arsenale

Lasciata l’isola, ci fermiamo a Rochefort. Dal passato nobile, ha case eleganti costruite tra fine otto ed inizio novecento ed è stata costruita attorno ad un arsenale ai tempi di Luigi XIV ed il cardinale Richelieu. Interessante la visita della Corderie royale, una nave lunga 374 metri posta al centro di un giardino.

A seguire Saintes, con l’interessante centro storico con vestigia romane, l’”Abbaye aux Dames” e la chiesa di St-Europe medioevali.

Trascorriamo la notte nell’area di sosta in Avenue de Saintonge 19, GPS: N 45.74049, W 0.62743; N 45°44’26”, W 0°37’39″.

Undicesimo giorno

Lasciamo Saintes e sotto la pioggia ci dirigiamo a Cognac. La città vecchia si estende tra l’Eglise Saint-Leger in rue Aristid Briand ed il fiume (la Charente) ed è caratterizzata da suggestive case a graticcio, con al centro la piazza Francois 1er con i suoi caffè. Nella visita non può mancare il “Musèe de Cognac”, per la storia della cittadina e “Le Musée des Art du Cognac”, riguardanti le fasi della produzione del cognac, entrambi in boulevard Denfert Rochereau 48 (biglietto cumulativo).

E’ il primo di maggio e a Cognac scopriamo che il mughetto è il fiore per la celebrazione della giornata.

Alla sera arriviamo a Chatel-Guyon dopo aver fatto una breve sosta a Saint Laurent. L’area di sosta è in Avenue Charles de Gaulle, GPS: E 3.06584, N 45.92316.S

Dodicesimo giorno

Alla mattina visitiamo la cittadina. E’ una località termale, con alberghi un po’ rétro, alcuni dei quali chiusi.

La Torre dell’Orologio e e case di Riom

Il viaggio continua attraverso le montagne ed i prati del Massiccio centrale. Facciamo tappa a Riom: è la vecchia capitale dell’Auvergne, con viali perpendicolari che l’attraversano, contornati da alti palazzi a suo tempi nobiliari, alcuni dei quali colorati. Interessanti il municipio del XVI secolo, con il magnifico cortile interno, la Sainte-Chapelle in stile gotico fiammeggiante e le sue vetrate del XV secolo, palazzo Guymoneau e la sua scala finemente scolpita, la torre dell’Orologio e il suo bel panorama sui tetti della città, la chiesa di Notre-Dame-du-Marthuret e la sua bella statua della Vergine con uccello.

A pranzo abbiamo mangiato galette auvergnat: una con fette di patate e formaggio fuso tipo toma, l’altra con filetto di anatra e funghi champignon.

Arriviamo a Le Puy-en-Velay, considerata “una dei luoghi più scenografici di tutta la Francia” (citato dalla guida della Lonely Planet, “Francia Meridionale”). In effetti, la città è dominata da tre pinnacoli vulcanici coronati dai tre capolavori d’arte sacra: la Cattedrale Notre-Dame (XI° secolo), la statua in bronzo dal colore rosso intenso che raffigura Notre-Dame de France e la Chapelle Saint-Michel d’Aiguile al di sotto dei quali si sviluppa la città vecchia.

Le Puy-en-Velay ha sempre avuto una grande importanza religiosa: segnava infatti l’inizio della via podiensis, uno degli itinerari del pellegrinaggio a Santiago de Compostela. E come accade ai giorni nostri, i pellegrini che qui vi giungevano non potevano che ammirare la cattedrale, posta in cima ad una stradina acciottolata, con la sua facciata a cinque livelli policromi, le arcate romaniche, le cupole bizantine, l’affrescato portale, gli archi del chiostro, splendidamente decorati a mosaico policromo. O anche la Cappella, per raggiungere la quale bisogna salire ben 268 gradini (la statua è del XIX° secolo).

Unitamente alle meraviglie religiose, passeggiando nelle anguste stradine della città vecchia e attorno al Municipio, noi siamo riusciti a trovare due specialità di Le Puy-en-Velay: le lenticchie verdi ed il liquore verde brillante “la Verveine”, un distillato a base di verbena, la cui ricetta risale al 1859.

er la visita di Le Puy-en-Velay, che ci ha occupato un pomeriggio ed una mattina, noi ci siamo avvalsi del campeggio accreditato da ACSI Eurocampings “Le Bouthezard”, in Chemin de Bouthezard, camping.puyenvelay@aquadis-loisirs.com, GPS :E 45.050437, N 3.880861. E con Le Puy-en-Velay si chiude questo viaggio.

One thought on “Francia centrale: un viaggio tra i castelli della Loira intorno Tours e la costa atlantica”

Scrivi una risposta a Nadia Meriggio Cancella risposta