In Toscana

In novembre ed in dicembre, come meta per i nostri viaggi con il camper, abbiamo scelto la Toscana.

La prima tappa è stata Arezzo. Per la sosta di due notti, ci siamo avvalsi del parcheggio in via Tarlati 42, con una centinaio di posti riservati ai camper, illuminato e molto comodo per la visita del centro perché si trova a qualche centinaio di metri dalle scale mobili che portano al Duomo della città. Per lo scarico invece abbiamo utilizzato il vicino camper service in Via Luigi da Palestrina (a circa 500m metri)  che si trova nell’Area Attrezzata Camper del Comune.

Più che la città, che abbiamo visitato altre volte, la visita ha avuto come momento centrale la famosa Fiera Antiquaria che si tiene la prima domenica di ogni mese ed il sabato precedente. Attiva da più di 50 anni, con circa 400 espositori (così nel sito  “fieraantiquaria.org) occupa la Piazza Grande e le vie adiacenti del centro storico. Sulle bancarelle noi abbiamo visto di tutto un po’: antiquariato di alto livello, modernariato, vintage e bric-a-brac, e qualche acquisto è stato fatto. Tra questi anche un vecchio vinile dei Bachelors, un “Best of … vol 1” del 1973, costato ben … 1 euro (il vinilomane non si smentisce mai …).

La facciata del Duomo

Visitare il mercato è anche visitare lo splendido centro storico, medioevale e rinascimentale, di Arezzo. Noi abbiamo iniziato dal Duomo dedicato ai santi Donato e Pietro, la cui costruzione ebbe inizio nel periodo di transizione tra il romanico ed il gotico (tutto questo è recuperabile nella sua architettura) e fu terminata solo agli inizi del XX° secolo quando l’incompiuta facciata fu completata in stile neogotico. Il Duomo è sul colle nella parte più antica di Arezzo e soprattutto per il suo slanciato campanile caratterizza la vista della città. Questa volta noi non abbiamo visitato gli interni, ma la Maddalena di Piero della Francesca, tipicamente rinascimentale, umana e divina nel contempo, la stupenda Arca di San Donato del Trecento in marmo, il coro ligneo ed il Battesimo di Cristo, opera del Vasari, e la Cappella della Madonna del Conforto rendono la visita dell’interno imprescindibile.

Nella vicina via Montetini, la nostra vista è stata attirata dal Palazzo dei Priori della prima metà del Trecento, ancora sede del Comune, con la sua Torre e nella piazza della Libertà il medievale e rinascimentale Palazzo della Provincia, mentre al ritorno, alla fine della giornata, sempre accanto al Duomo, abbiamo visitato il Prato di Arezzo, il parco rinascimentale, ovvero un anfiteatro verde perché incorniciato da pini marittimi ed imponenti tigli, voluto dai Medici per il passeggio dei nobili della loro epoca.

Dopo aver dato un’occhiata alle bancarelle della zona del Duomo, abbiamo iniziato la nostra discesa verso Piazza Grande. Ci perdiamo un po’ tra le vie del centro alla ricerca dell’affare del giorno, alla fine prendiamo corso Italia, camminiamo lungo la casa natale del Petrarca ed il Palazzo Pretorio con tutti i suoi stemmi araldici e superato l’abside di Santa Maria Assunta entriamo nella famosa piazza (ricordate anche il film?). Il rinascimentale Palazzo delle Logge di Giorgio Vasari che domina il lato più elevato della Piazza (e nel loggiato la qualità delle bancarelle è davvero molto alta), le torri merlate che risalgono al Medioevo, il Palazzo della Fraternità dei Laici con l’orologio astronomico, la pieve di Santa Maria Assunta con il suo campanile dalle “cento buche” e le bancarelle costituiscono per noi un insieme di grandissimo interesse ed emozione.

Un discreto cappuccino ed una brioche in un bar nel loggiato superpagati (va beh ma la vista …) e poi via lungo le altre strade del centro. Ed ora più che per altri grandi monumenti di Arezzo (Basilica di San Francesco, con il ciclo della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, Piazza della Badia con la basilica delle sante Flora e Lucilla, la casa del Vasari e l’anfiteatro romano) la nostra visita continua alla ricerca del giusto oggetto per il nostro banco.

Dopo Arezzo avevamo programmato un viaggio itinerante nella regione, ma il cattivo tempo ci ha obbligato a cambiare e così, raggiunta Firenze, qui  siamo rimasti per quattro giorni per poi spostarci, nel fine settimana, a Pisa.

Per la visita di Firenze abbiamo scelto di fermarci al “Camping in Town”, in via Generale C.A. dalla Chiesa 1/3, “firenze.humancompany.com“. E’ aperto tutto l’anno, si trova a circa tre chilometri dal centro, che può essere raggiunto  o tramite la navetta del campeggio (costo € 1,50 a corsa) o in bicicletta, è ben organizzato e dai grandi numeri, con servizi di ottima qualità e adeguate piazzole per i camper.

Nei giorni di permanenza abbiamo passeggiato nelle splendide vie del centro storico e visitato alcune delle chiese e dei musei che, per la loro ricchezza e bellezza, meritano assolutamente una visita e fanno di Firenze una delle città più belle al mondo. La prenotazione delle visite non è sempre stata agevole (tanti sono i siti online che offrono visite guidate e non) e l’aiuto del personale di uno dei Punti Informazioni Turistiche si è dimostrato opportuno (noi ci siamo avvalsi di quello vicino alla stazione centrale di Santa Maria Novella). In estrema sintesi, le nostre visite sono state: la Galleria degli Uffizi, Chiesa di Santa Maria Novella, il Duomo e la Piazza, Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti ed il Giardino di Boboli, le basiliche di Santa Croce e di San Lorenzo con i relativi quartieri, l’Oltrarno, quartiere sulla sponda sinistra dell’Arno.

Di queste, ci piace ricordare:

Giardino di Boboli che si estende dietro Palazzo Pitti, lungo la collina di Boboli, iscritto nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, è uno stupendo esempio di giardino all’italiana, voluto dai Medici e completato poi nell’arco dei secoli anche dai Lorena e dai Savoia. Superato l’ingresso, siamo stati colpiti dalla bellezza dell’Anfiteatro in muratura, con la platea che si presenta come un giardino formale, con al centro l’obelisco egizio ed una vasca di granito, e dalla zona terrazzamenti che sale fino alla Kaffehouas, una palazzina in stile baracco, un gioiello che risale alla seconda metà del XVIII° secolo,  alla Limonaia, ancora in uso, alla Palazzina e Bastione del Cavaliere. Molto belle sono anche le fontane, le statue, i vari giardini, le “Cerchiate”, che sono dei viali, piccoli e grandi, coperti a tunnel da alberature intervallate da arbusti sempreverdi che si aprono lungo il Viale dei Cipressi, le grotte tra cui la  Grotta del Buontalenti che vede tra i suoi direttori dei lavori il Vasari, che realizzò una facciata con colonne e lesene tuscaniche sostenenti un pronao architravato, la Grotta di Adamo ed Eva, e la grotta di Madama, il cui interno abbiamo solo intravisto perché chiusa;

Cappelle Mediceee che sono un museo statale, la cui storia è strettamente collegata alla basilica di San Lorenzo, a cui appartengono,  composto dalla Sagrestia Nuova, dalla Cappella dei Principi, un mausoleo,  dalla Cripta dove sono sepolti i Granduchi Medici e i loro famigliari e conserva inoltre una parte del prezioso Tesoro della Basilica di San Lorenzo, costituito da parati sacri e magnifici reliquiari;

Tomba di Lorenzo; il “Giorno” e la “Notte”

La Sagrestia Nuova è un capolavoro di Michelangelo per la sua architettura, le sculture e la decorazione in cui la luce indiretta o riflessa che entra dalle finestre e dal lanternino, “una costante l’altra cangiante con il trascorrere delle ore e delle stagioni,   svolge il ruolo di legame, commento, percorso simbolico, esaltazione del pathos”. (citato da: www.finestresuularte.info). Il tema della Sagrestia è “il Tempo che consuma il Tutto”. Di qui le quattro statue “Allegorie del Tempo” intese a simboleggiare il trionfo della famiglia dei Medici sul trascorrere del tempo poste sopra le tombe di Giuliano de’ Medici e di Lorenzo duca d’Urbino. Sulla prima ci sono il Giorno e la Notte, sulla seconda l’Aurora ed il Crepuscolo: di grande bellezza e suggestione sono gli allungamenti, le torsioni, l’incompletezza, l’enfasi dei tratti mascolini anche delle figure femminili che caratterizzano le statue. Le statue dei due duchi Medici sono poste sopra le tombe, entrambe hanno valenze simboliche e sono rivolte verso la parete dove è stata posta la scultura della Madonna con il Bambino (anche questa posizione ha una valenza simbolica in quanto è intesa ad indicare che la religione è l’unico elemento che può dare pace alle inquietudini umane);

Salone Donatello della Basilica di San Lorenzo per “Natura Collecta, Natura Exhibita”, un’esposizione temporanea  di oltre 150 pezzi provenienti dalle collezioni zoologiche e mineralogiche del  “Museo La Specola” (“temporaneamente chiuso” dal 2019) e parti delle cere anatomiche, dei veri e propri capolavori, che impressionano e sorprendono dato che riproducono, nei minimi dettagli e con stupefacente verosimiglianza l’interno del corpo umano. (la completa collezione delle cere anatomiche è unica al mondo per entità – circa 1400 – e antichità – gli studiosi e gli artigiani a cui si devono furono attivi tra la fine del XVIII° ed XIX° secolo);

Cupola del Brunelleschi. Abbiamo prenotato la salita che è contingentata, abbiamo fatto 463 scalini, alcune volte poco agevoli e piuttosto ripidi, ma la vista del Giudizio Universale del Vasari e di Federico Zuccari, capolavoro del manierismo e dai contenuti che discendono dal Concilio di Trento, dei costoloni e delle nervature tra la cupola interna e quella esterna (la costruzione del Brunelleschi è tecnologicamente geniale tanto che non tutti gli studiosi sono arrivati alla stessa conclusione circa la costruzione stessa) e la vista dall’alto del campanile del Duomo e della città è stato un momento indimenticabile (ed una voce del gruppo, mentre salivamo chi faticosamente chi un po’ più baldanzoso: “sembra di essere in un lavoro di Alberto Angela”: segno dei tempi …)

Per i pasti ci siamo avvalsi:

degli artigiani del Mercato Centrale, una recente istituzione in Firenze, aperto dal 2014 in tutti i giorni dalle 10 a mezzanotte. Si trova al primo piano dell’edificio storico del  Mercato Centrale, una costruzione in ferro e vetro, che risale al 1874 del quartiere di San Lorenzo, a pochi minuti dal Duomo, da piazza San Marco e dalla Fortezza da Basso. Qui abbiamo gustato degli ottimi hamburger fatti con carne chianina, una vera pizza napoletana e qualche buon cannolo siciliano.Al piano terra dell’edificio non ci sono “gli artigiani”, ma banchi del mercatino. Tra questi ce ne sono alcuni che servono piatti della tradizione: famoso e storico è “Nerbone” per il suo panino con il lampredotto;

Cibreo trattoria, ovvero il “Cibreino“, in via de’ Macci 122r, http://www.cibreo.com, per gustare i piatti della tradizione: il famoso paté del Cibreo con crostini, l’insalata di trippa, il lampredotto (l’abomaso del vitello) in umido con patate, il baccalà.

Per il fine settimana ci spostiamo a Pisa. Sostiamo nel  “Parcheggio Camper Via di Pratale. Il parcheggio è comodo, molti degli spazi hanno l’allaccio per l’elettricità ed è vicino al centro della città. Come ad Arezzo, l’interesse principale era il mercatino dell’antiquariato e dell’usato che si tiene, nel centro ddi Pisa,  la seconda domenica del mese ed il sabato precedente. Vuoi forse perché le festività natalizie erano vicine, in  realtà molte delle bancarelle che abbiamo trovato nella giornata di sabato avevano prodotti artigianali legati al Natale. Facevano eccezione quelle nella piazza antistante la Scuola Normale Superiore (piazza del Cavalieri): interessanti ma non abbiamo fatto acquisti.

La ricerca delle bancarelle ci ha inevitabilmente portato a rivedere i magnifici monumenti della città e a passeggiare nel centro storico. Dalla citata Piazza dei Cavalieri, all’edificio della Scuola Normale, al Palazzo dell’Orologio con le due torri (con la memoria che vola a Dante e al conte Ugolino), alla Piazza dei Miracoli, ai Lungarni e ai loro monumenti e luoghi di aggregazione, alle Logge dei Banchi, a Tuttomondo (All the world), il murale di Keith Haring del 1989, dipinto sul muro posteriore di Sant’Antonio Abate, una delle sue ultime opere prima della morte. Il murale è un inno alla vita di cui l’Autore così scrisse: “In questo murale ho disegnato tutto quello che riguarda l’umanità (…) è fatto di simboli delle differenti attività umane, è una sintesi delle problematiche della vita di oggi. Non mi sono dedicato unicamente alla vita degli uomini ma anche alla vita degli animali, ecco perché vedete delfini, scimmie e altro. È un affresco della Vita in generale”. (Su YouTube è recuperabile l’intervista in cui l’Artista parla dell’opera).

Mentre passeggiavamo, in piazza Martiri della Libertà, ci siamo imbattuti nella “vineria, panineria, cibo da strada L’ostellino de’ I Porci Comodi (2)”. Ci mettiamo in fila (tanta è la gente che, all’esterno in piedi o seduta su sgabelli e panchine sta mangiando invitanti panini, salumi e bevendo calici di vino), aspettiamo qualche minuto ed infine ci deliziamo con un ottimo panino con il lardo di colonnata e la finocchiona.

Un po’ delusi dal mercatino rispetto alle nostre aspettative, alla sera di sabato, decidiamo per l’indomani di spostarci a Vicopisano, a circa 20 chilometri, un piccolo centro ma con una certa importanza storica: testimonianza ne sono i notevoli monumenti medioevali: 12 torri, costruite tra il XI ed il XV secolo, due palazzi medievali del XII° secolo, una rocca medievale progettata dal Brunelleschi, una chiesa romanica anch’essa del XII secolo alla quale si deve aggiungerne un’altra, San Jacopo in Lupeta, posta nelle immediate vicinanze. Più che per questi monumenti la nostra visita sarà dedicata al “Mercatino del collezionismo” che nel centro della cittadina e nelle vie adiacenti viene generalmente organizzato nella seconda domenica del mese (gli espositori sono circa 150). Lasciamo il camper nell’area sosta camper comunale all’ingresso del paese e dopo una breve camminata iniziamo la visita del mercatino. Lo percorriamo in lungo ed in largo e compriamo qualche oggetto: sono libri, riviste, tazze con piattini  e sussidi didattici che entreranno a far parte dei beni che venderemo sul nostro banco.

E qui salutiamo la Toscana, con però la certezza di ritornarci.

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