La Liguria è una delle regioni italiane che più abbiamo visitato con il camper. Era l’inizio del mese di marzo e non ci siamo lasciati condizionare dai numerosi rallentamenti causati dai lavori sulla autostrada prima e dopo Genova e così abbiamo passato un lungo fine settimana con base a Diano Marina. Abbiamo sostato all’”Oasi Village & Camping” in via Sori 5: un’ampia ed accogliente area di sosta, che ha anche spazi per tende e qualche bungalow.
A noi piace fare passeggiate in bicicletta ed il nostro primo pensiero è stato di percorrere la pista ciclabile del Ponente ligure, che da Diano parte e che per più di 20 chilometri, tra vedute mozzafiato sul mare e sulle spiagge, costeggiando degli splendidi esemplari di pini marittimi, si sviluppa fino a Ospedaletti. Purtroppo è stata una delusione perché quando ci siamo avvicinati all’inizio della pista (il tratto che collega Diano ad Imperia) abbiamo notato delle transenne che ne impedivano l’accesso ed un cartello che comunicava che l’”Incompiuta” era chiusa per lavori. Arrabbiati e sconsolati, abbiamo riportato le biciclette nell’Area. Raggiunto poi a piedi il centro di Diano Marina ci siamo rilassati passeggiando sul lungomare, con belle vedute del Golfo Dianese e della lunga spiaggia di sabbia fine; camminando nell’ampia isola pedonale del centro storico e gustando del discreto pesce all’Osteria del Porto, in corso Garibaldi 5.
Sanremo è stata la meta del giorno dopo, raggiunta in quasi due ore con il bus che circa ogni mezz’ora transita da Diano. Da noi conosciuta molto bene, Sanremo ci regala sempre qualche piacevole momento: La Pigna, che è il suo nucleo originario, molto vivace, tutto “carruggi” e case; la storica e pedonale via Palazzo, tutta negozi, hotel e ristoranti; via Matteotti, quella dell’Ariston (nella laterale via Escoffier, al n. 42, c’è pure la statua di Mike Buongiorno e lungo il suo sviluppo, a terra, ci sono le targhe con i nomi di chi ha vinto il Festival), la via principale e la più chic di Sanremo; il corso degli Inglesi, lungo il quale si trovano il Casinò Municipale e la bella Chiesa Ortodossa Russa, di fine ottocento quando numerosi aristocratici iniziarono a trovare rifugio in questa bella località; la passeggiata dell’Imperatrice, ovvero tra un filare di belle palme, le macchine parcheggiate, e la vista della spiaggia e dell’insenatura in cui la città di trova, il lungomare di Sanremo; via Corradi, dove abbiamo fatto una bella scoperta al n. 64: Ipazia Cibi e Libri. Abbinamento che abbiamo trovato quanto mai intrigante per non parlare della scelta di rendere omaggio ad un simbolo della libertà di pensiero dell’antichità. E qui, tra qualche scaffale pieno di libri, stampe alle pareti, abbiamo apprezzato degli ottimi piatti della tradizione ligure: stoccafisso in brandacujun (dal loro menù: “mantecato con patate, EVO Taggiasca, prezzemolo e aglio), trofiette con olio, acciuga, broccoletto e focaccia secca sbriciolata, una porzione di cappone magro e dei carciofi ripieni, il tutto accompagnato da un ottimo vino bianco abruzzese della casa (a proposito se volete andarci: i tavoli sono pochi ed è consigliabile la prenotazione).
Noi non le abbiamo visitate, ma in Sanremo ci sono ville storiche ottocentesche di particolare interesse. Tra queste, tutte in corso Cavallotti e vicine tra loro: Villa Ormond, al n. 113, con il suo parco di piante esotiche; Villa Nobel, al n. 116, in cui visse Alfred Nobel, che ospita una raccolta delle invenzione dell’’800 e Villa Zirio, vicina al parco di villa Ormond, in marmo bianco e pietra d’Arles.
L’ultimo giorno della nostra visita era domenica e come tutte le prime domeniche di ogni mese, nel centro, in corso Roma e Piazza della Libertà, si è tenuto il Mercatino dell’Antiquariato. Così dopo aver fatto, come il giorno precedente, un’abbondante e deliziosa colazione ne Il Caffè del Caprice (indimenticabili le brioche) in Via Francesco Genala 13 ed acquistato dei succulenti piatti pronti della tradizione ligure nella Gastronomia e pasta fresca Il Cucchiaio e la Forchetta che si trova difronte alla caffetteria, con calma e molta attenzione abbiamo passato in rassegna le bancarelle di circa cinquanta espositori. Il mercatino è risultato interessante ed uno specchio acquistato da una coppia di signori francesi è ora nel nostro bagno, mentre altri oggetti hanno arricchito il nostro “magazzino”.

Ed il nostro desiderio di percorrere qualche chilometro in bicicletta nella bella terra di Liguria? C’erano ancora tante ore prima del nostro rientro (i mercatini siamo soliti visitarli alla mattina presto e fortunatamente Il Caffè del Caprice apre in un momento imprecisato tra le 6,28 e 6,30 …) e allora: “perché no Cervo?”. Montati sulle nostre biciclette, un po’ sulla via Aurelia ed un po’ sul lungomare di San Bartolomeo al Mare, abbiamo raggiunto, in men che non si dica (sono circa cinque i chilometri che lo separano da Diano Marina), il bello ed antico Cervo, uno dei “Borghi d’Italia” più belli.
Una volta arrivati, abbiamo lasciato le biciclette in uno dei parcheggi all’ingresso del paese ed a piedi abbiamo seguito gli stretti vicoli dell’impianto medievale del suo centro storico che dal mare salgono verso la chiesa barocca di San Giovanni Battista (o dei Corallini perché la sua costruzione fu finanziata grazie ai proventi della pesca del corallo) e piazza Santa Caterina con il Castello dei Clavesana, costruito nel XVII° secolo e ora sede del Museo Etnografico. E così vedute dell’azzurro mare da una parte, bellissimi scorci tra le vecchie case color pastello e qualche angolo per riflettere hanno reso molto bella la visita. Non poteva non mancare una piccola sosta per un veloce pranzo: al Caffè del Castello, nella suggestiva piazza Santa Caterina, con delle abbondanti, gustose e ben cucinate pinse romane.






Era tempo di rientrare. Una volta sul camper, acceso il navigatore, vediamo che il dispositivo, per il rientro a casa, ci indica come via più veloce la direttiva Savona-Torino-Milano. Lasciamo la Liguria e giuriamo che ritorneremo nella Riviera di Ponente a lavori autostradali (e non) finiti. Perché la Liguria è davvero bella!